23 ottobre 2012

Rassegna Stampa Mutantropologica III

Arte Aracnidea
Esempio di sfrucugliamento di fobie. Atiquifobia o apatepofobia? Si commenta da sé.

Inquietans Mutatio

Inquietante sfrucugliamento del dolore. Fra i vari mutanti questa bimba colpisce particolarmente, perché? Quale archetipo evoca?

Italiani Bamboccioni
Esempio di mutantropia inversa. Pure questo ci capita negli anni '10 del XXI° secolo, o popolo che meritava ben altri destini! E noi sappiamo bene quanti ne vorrebbero sfuggire, ma nel frattempo sono costretti a... "fuori le mani"!

Perniciosa Vanitas
Autolesionismo mutantropico. Al contrario di quello degenerativo, rinforza colui che lo vive nei suoi valori sociali. Ma quale necessità di tutto questo strazio? condivisibile? Fino a un certo punto...

Homo Foeminae Simia
Questa donna è passata da scimmie che la trattavano in modo umano a uomini che l'han rinchiusa come una bestia in un bordello. Esperienza sinestetica estrema. Ma ogni vita dovrebbe essere un'esperienza sinestetica estrema, perché purtroppo parte della sinestesia del vivere è il passaggio nei regni dolenti.

Desiderata Mutantropia
Modello mutantropico rifiutato. Una donna rotondetta è un mutante? Per certa estetica dominante sì: la cicciottella deve farsi magra secondo modelli ben capillarmente indotti. Ma questa ragazza non ci sta. La mutantropia è tale solo se si condivide il sistema di valori, perché laddove questi vengono assunti senza condivisione si fa un atto osnoblotico, radice del conformismo. Lei decide il cambiamento secondo il proprio sistema di valori e compie quindi un gesto mutantropico evolutivo. O così sarebbe se esso fosse scevro da egonanismo, e le foto sono piuttosto eloquenti in merito. Ma quanta simpatica autoironia!

15 ottobre 2012

Apateporia della Settimana: lo spirito di Steve Jobs non ci ama


Tutti abbiamo avuto l'amico pirla che indossava una maglietta da pirla del tenore Steve Jobs for President, o almeno conoscevamo chi l'avrebbe condivisa. Persone per le quali il fondatore di Apple non era un imprenditore qualsiasi, cioè uno interessato (solo) a fare profitti vendendo a caro prezzo ammennicoli tecnologici, che certo funzionavano meglio dei Windows, ma sai che vanto (cosa poteva mai funzionare peggio?). No. I suoi prodotti erano capolavori assoluti d'estetica, utilità e avanguardia, un uomo simile non poteva che volere il bene del mondo. Un benefattore dell'umanità, quindi, un filantropo benché imprenditore, incredibilmente in grado di conciliare la cosa con l'altruismo più progressista e disinteressato. Insomma un mito.

Secondo loro Steve Jobs e la Apple non sbagliano: indicano il futuro facendo già da oggi, coi loro prodotti, il bene dell'umanità, anzi, è impossibile che ne vogliano il male. Ciò ha risparmiato a costoro (che fortuna!) eventuali apateporie sulle condizioni dei vari lavoratori Apple o dell'indotto, più tutta una serie di cadute di stile che il signore di cui sopra poteva francamente risparmiarci. Ma, almeno secondo la nostra testimonianza oculare, non s'è trattato di osnoblosi - perlomeno non nella norma - bensì di semplice illusione, pia da rasentare il mistico quando non scadere nel patetico. Capita, quando si nega l'umanità di qualcuno.

Non escludiamo che probabilmente alcuni di loro possano aver avuto un'apateporia diretta, sulla propria pelle, la mattina del 29 settembre: file senza precedenti per l'ultimo ammennicolo di Cupertino.

Dovremmo già tutti sapere a che disastri porta una delle pratiche più perverse e autolesioniste dell'umanità, il conformismo. Ciò che è forse meno chiaro sono le dinamiche che ad esso conducono: scarsa autostima, senso di inadeguatezza, debolezza intrinseca o semplice stupidità unita alla deprecabile tendenza alla deresponsabilizzazione?

Com'è, come non è, l'essere stati in quella fila non ha portato vantaggio alcuno a nessuno, se non il mero riconoscimento sociale di autoazzeramento per uniformità al gruppo, ovvero cieca adesione al mito. Un valore evidentemente altissimo per chi, credendosi Mutantropo (del 2° tipo, o mediocre) nel suo nome, non solo ha perso una notte di sonno, ma l'ha anche pagato più che altrovunque in Europa! e non per italica tassazione malandrina, ma per PRECISA STRATEGIA COMMERCIALE APPLE.

Ora queste persone hanno vissuto la sinesteticissima esperienza dell'azienda-incarnazione del Mito che non persegue il loro bene. Alcune se lo giustificheranno con la prematura scomparsa del summenzionato, altre saranno così ottuse o anestetizzate da non voler comunque vedere, altre ancora diverranno osnoblotiche, della fattispecie "da cuore infranto". E... quante avranno veramente aperto gli occhi?

Il saperlo potrebbe suggerire l'idea di un'eventuale Sinestesopera. ;)

3 settembre 2012

Rassegna Stampa Mutantropologica II

La Nuova Arte da Strada è Pitturare i Cassonetti - Non tutte le e esperienze sensoriali sono piacevoli e il fetore dell'immondizia ne è uno degli esempi più illuminanti. Simpaticamente il sindaco di Genova ha deciso di inserire tale esperienza sensoriale in una sinestetica: non farà meno schifo ma almeno è più tollerabile. Si rischia la sinestesi perchè sono molteplici gli artisti coinvolti, e abbiamo addirittura avuto il piacere di scorgere qualche archetipo.

5 Belle Addormentate al Museo Sposeranno chi le Sveglia con un Bacio - Esperimento sinesteticamente interessante, ma molto dubbio dal punto di vista etico. Si evoca l'archetipo della donna addormentata, gli occhi chiusi della non coscienza, e si affida il risveglio della stessa a una scossa puramente sensuale, fisica. Che sappiamo tutti avere l'indiscusso valore che ha, ma è sufficiente per legare a vita? Troviamo quindi ingiusto e odioso il ricatto dell'obbligo al matrimonio in caso di risveglio, un bieco escamòtage per fare notizia.

Mutantropia raccapricciante: Krokodil, la nuova droga killer
- Riguardo alla droga abbiamo già parlato di quanto la ricerca d'estasi provochi, in colui che vuole essere mutantropo, stati di autolesionismo degenerativo. Ma come può sentirsi un essere umano, che esperienza sinestetica dà guardare mentre segano la tibia che esce a mo' di moncherino sotto il proprio ginocchio? Etica è anche rispetto minimo di sè stessi.


Come Nasce un Meme: L'Ecce Homo Sfigurato che Diventa Tormentone
- Esempi di mutantropia figurativa clicca qui.


Cortocircuito osnoblotico: Il Lottatore di Sumo di Sirmione
- Siamo sinceramente commossi dalle parole del sindaco di Sirmione che, intervistato al TG3 sulla scabrosa notizia, dichiara che l'arte deve produrre coscienza. 
E ci felicitiamo che il suddetto cerchi di promuovere arte di tipo sinestetico
Ma non possiamo non chiederci che razza di coscienza crede di evocare facendo appendere pupazzi per la sua bella città. E' arte questa? O semplice citazione cattelaniana, tanto realistica quanto insignificante?
Eppure ci è riuscito, quasi inconsapevolmente, oltre che malgré lui même. Infatti, se la sinestesia produce coscienza, risulta notevole l'indignazione dei professionisti giapponesi. Ma attenti all'ipocrisia! in fondo oggi in Giappone il sumo conosce una crisi paragonabile a quella del calcio in Italia. 
Quindi ci chiediamo ancora: come reagirebbe un gruppo di italiani davanti a un pupazzo di Totti appeso ad Osaka? Si indignerebbe o si specchierebbe nelle proprie apateporie?

E' arrivato il tatuaggio anale
- Voragine di egonanismo, iconografia e sensazione, intimità artificata, quindi socializzata e poi mass mediatizzata. Veramente, a ognuno il suo mutantropo! 


Bentornati dalle vacanze!!!!! :D

26 luglio 2012

Vacanze

Il gruppo dei TechoSinestesici se ne va in vacanza per un po', ma se avete domande o volete scriverci uno di noi in giro pronto a rispondervi ci sarà sempre.

Passate una bella estate essendo il mutantropo che desiderate essere, buon divertimento a tutti!

:D Gruppo SinesThesys


15 luglio 2012

Sinestesia Musicale

Simpatico esempio di serata sinestetica in ambito scientifico. L'informazione data, cioè la musica, crea schemi neuronali comuni nei quali si innestano potenzialità sinestesiche.

Questo video dimostra che, come i simboli, anche la musica è in grado di essere intuita a tutti i livelli immediatamente.

Technesya Channel

8 luglio 2012

Apateporia della Settimana: Ops! Formigoni non è vergine

Nella sua più recente comunicazione, Beppe Grillo ha adombrato un'ipotesi inquietante: Roberto Formigoni non sarebbe vergine, come invece ha più volte dichiarato, anzi avrebbe perso la verginità in modo singolarmente cruento. Si consoli, se possibile, purtroppo pare che non sia il solo.

Inquietante non si sa bene per chi, dal momento che lo sapevamo già tutti (
se mai ci fosse interessato) tranne forse quelli che lo votano. Probabilmente questo suo stato ha rappresentato un discrimine che l'ha reso degno agli occhi dei suoi elettori i quali, di fronte a una tale apateporia (laddove confermato il fatto), se corenti da oggi in poi non dovrebbero votarlo più. Evidentemente non sono bastati:
- Strani casi di inquinamento in Lombardia fra cui la discarica di Cerro Maggiore, da cui ne è uscito pulito fino a un certo punto.
- L'ineleggibilità per un IV mandato ignorata clamorosamente.
- L'aver falsificato firme per permettere alla ruffiana del presidente del consiglio di entrare nel consiglio regionale.
- Inchiesta P3 come ciliegina nel kirsch.
- I viaggi pagati e l'inchiesta sulla sanità con tanto di distrazione di fondi fantamiliardari, pagamenti illeciti e chi più ne ha più ne metta.
- La giunta più dimissionaria e corrotta, su uno dei consigli regionali più indagati del dopoguerra.
- La costruzione di quel mostro archifaraonico di Palazzo Lombardia, aggravato dalla distruzione del bosco di Gioia.

Ci permetteremmo di consigliare all'uomo Roberto Formigoni un atto mutantropico evolutivo: dimettersi ed ammettere le proprie responsabilità. Così, un gesto deosnoblotico per mettere a tacere le malelingue e rinforzarsi nel cuore del proprio elettorato certamente deluso e perplesso. 

Laddove lo trovasse difficile, lo pregheremmo di contattarci. Sarà nostra premura sottoporlo a una sessione di Sinestesi che, ne siamo certi, favorirebbe quel processo mutantrogenico di cui ha tanto bisogno...

2 luglio 2012

Il Vacuum dell'Arte Sinestetica

Oggi diamo una rapida occhiata alle proposte che ci circondano di arte sedicente sinestetica. Vorremmo evidenziarne la pochezza e di innovazione (l'unico fine che sembra avere l'arte oggi) e di capacità di incisione nella società, quando non nell'animo umano. Detto questo, qualcuno potrebbe considerarla buona arte e talvolta non senza ragioni.

La più assurda ci è sembrata la proposta di Mark Barrow, Synaesthesia, debitamente promossa da Zero, galleria e rivista. Vero è che un lavoro su telaio assume un valore simbolico potente, se non altro per le metafore evocabili nel vissuto di ognuno. A parer nostro bellissime l'idea e la realizzazione, allestimento compreso, davvero suggestivo nell'isolare le opere in un vuoto, un vacuum (anche semiotico) appunto.  
Il punto è che o qualunque forma d'arte può dirsi/definirsi sinestetica, oppure dobbiamo tornare alla definizione originale di sinestetica come esperienza possibile dall'arte multimediale. Come sembra evidente, oltre che logico, solo l'arte che trasmette su più canali / a più sensi, laddove avesse tali fini, può definirsi sinestetica. Le belle opere di Barrow, con tutto il bene che se ne può dire (o meno), sono impietosamente monosensoriali.

Più audace (e a fuoco in questo senso) ci è sembrato Michael Heizer che, con la sua costosa e inquietante installazione Levitated Mass, ha creato un'opera veramente in grado di evocare altri sensi, oltre a quello visivo che in foto appare essere l'unico. Soprattutto il senso di oppressione, il brivido che dà passare sotto 340 tonnellate di roccia sospese da mura di cemento che in quel momento ti auguri fatte a regola d'arte.
Certo, non è Sinestesi: manca la collaborazione fra più artisti. Nondimeno viene evocato uno dei simboli più longevi e potenti d'ogni civiltà umana, quindi un vero archetipo: la massa di roccia, di materia, la montagna. Eppure... di che montagna si tratta, di quella del viaggio? di quella dell'elevazione? No, di quella che potrebbe schiacciarti e ucciderti.
Nei nostri post abbiamo riassunto schematicamente le principali paure in Atiqiofobie e Apatepofobie. Il loro evocarle come unico fine comunicativo dell'opera, o suo principale, abbiam detto essere tipico dell'artigianato a fini osnoblotici. Ne segue che forse l'archetipo evocato dal sassòne richiama solo la massività dell'ego dell'artista, il quale davvero lo ha rappresentato per discutibili fini.
 
Una interessante coincidenza, secondo il nostro modestissimo ma autorevole parere ;), c'è stata con Wave of Matter di Tommi Grönlund e Petteri Nisunen, inconsapevoli (a quanto ci risulta) ricercatori di Sinestesi nella loro poetica. E' arte multimediale, suono e movimento, e magari leggero spostamento d'aria se fruita da molto vicino. L'ego se lo palleggiano due artisti, i quali evocano un archetipo connesso alla simbologia dell'acqua, del suo moto e in qualche modo del mare primordiale.
Eppure secondo noi non è una sinestesopera, nemmeno inconsapevole, per quanto avendone i crismi non escludiamo che possa produrre effetti sinestesici. Nell'allestimento visibile sembra più un giocattolo, un accrocchio meccanico finalizzato a sorprendere per il modo in cui raggiunge l'effetto e a deliziare/ipnotizzare con l'ascolto di quest'ultimo. Non si capisce se è mancata la comprensione profonda dell'archetipo oppure se è solo colpa del modo di fruizione proposto. Che a sua volta non si capisce se allestito da un incaricato non culturalmente adatto allo scopo o subdolamente finalizzato a non far passare sensi e significati "scomodi" dell'opera (la buona vecchia Osnoblosi). 

Proviamo a immaginarcela in un luogo simbolico e le sue possibilità significanti aumentano fino al capogiro.

E quindi?
Eh, petita non richiesta, escusatio manifesta ;D

28 giugno 2012

FIAT: un preoccupante caso di Osnoblosi compulsiva

Per rassicurare chi ci segue, chiariamo che nessuno intende sostenere che al mondo esista un mercato gestito da santi al quale qualcuno dovrebbe adeguarsi, men che meno nel settore automobilistico. La domanda che ci facciamo è più profonda ed inquietante: se il mercato dell'auto è così difficile per tutti, perché mai la comunicazione della Fiat dev'essere sempre e sistematicamente osnoblotica? Perché qualunque altra azienda, ovviamente straniera, sembra più etica? L'Italia, paese che ha sempre finanziato di tasca propria l'inettitudine storica dei manager della casa torinese, non meriterebbe un trattamento più rispettoso?
Solo qualche piccolo esempio per riflettere:


1) Nel 2010 c'è stata la campagna pubblicitaria "compri oggi, paghi nel 2012". Era vero, peccato però che la rata da affrontare risultasse raddoppiata! Persino i concessionari ne erano imbarazzati.


2) Nel 2011 c'è stata la mancata assunzione dei tesserati FIOM a Pomigliano, in seguito giustificata con un'incredibile faccia di bronzo da Paolo Rebaudengo, responsabile relazioni industriali Fiat. Guardate quest'interessantissima inchiesta: dal 23° minuto avrete la perfetta percezione di una delle più straordinarie posizioni (e facce) osnoblotiche nazionali di sempre.


3) Nel 2012 una nuova campagna pubblicitaria ingannevole: paghi la benzina 1 euro al litro ma, informazione non inferibile dai normali comunicati pubblicitari, la quantità prevista non consentirebbe nemmeno un risparmio pari al normale sconto che si otterrebbe pagando subito un'automobile nuova in contanti. Quella che i romani chiamano sola, e i giovani un'offerta-pacco.


4) Notizia di questi giorni è la sentenza che la obbliga al riassorbimento nell'organico dei tesserati FIOM di cui sopra


Davanti a una tale sequela di figure di palta e imbarazzanti smascheramenti apateporici, c'è davvero da chiedersi il perchè. E' davvero necessario che Fiat si basi su una comunicazione osnoblotica senza eccezioni? Come fanno a sopravvivere Renault e Volkswagen? E, al di là di questioni di immagine e marketing (sappiamo quanto dura la memoria degli italiani: fino alla prossima campagna promozionale), davvero si possono sottovalutare implicazioni karmiche? Cioè la vetusta casa torinese è proprio sicura che un domani non dovrà pagare, in modi che oggi non vede, la sua assoluta mancanza di etica?


Al sior Marchionne l'ardua sentenza!

18 giugno 2012

Rassegna Stampa Mutantropologica I

I RADICALI PIANTANO MARIJUANA ALLA CAMERA:
Il karma derivato dall'osnoblosi storica di aver estirpato una coltura plurimillenaria per un favore commerciale nei confronti del cotone USA e il suo mercato si sta ritorcendo contro i potenti di Italia. E' comunque scandaloso che si debba importare dall'Olanda.
 
EX CAMPIONESSA INDIANA DI ATLETICA ACCUSATA DI ESSERE UN UOMO E DI STUPRO DALLA CONVIVENTE:
Della serie: i disastri dell'egonanismo. Per carità, nessuno vuole negare il disagio del vivere una sessualità diversa da quella del proprio corpo, ma lo stupro proprio no. E nemmeno il ricatto! Riuscirà la giustizia a svelar l'egonanista?

IL SESSO (E L'AMORE) AI TEMPI DELLE ESCORT. CHE COSA CERCANO UOMINI E DONNE?
Torna la trimurti sesso denaro potere. Ci si fa domande su ovvietà quando il fenomeno è lapalissiano. Con la prostituzione non ci si mette in discussione e si attiva la zona mesolimbica stimolata dai 3 schemi neuronali di cui abbiamo già parlato in Doppia Sincronicità e precedentemente ne La Dinamica Mutantroposnoblotica. Il non mettersi in discussione è comunque de facto una dinamica autosnoblotica e/o anestetica.

MIAMI: NUOVA DROGA PROVOCA ISTINTI AL CANNIBALISMO. ALLARME NEGLI USA PER GLI EFFETTI COLLATERALI DI «SETTIMO CIELO» UNA NUOVA DROGA SINTETICA:
Quando la mutantropia sfugge di mano non è mai un buon segno. Gli archetipi evocati, fra l'altro, parlano da soli.


AUTORITARISMO INGLESE: IL GRANDE FRATELLO REGNA IN INGHILTERRA:
Il bello dei governanti inglesi è che, nella loro per noi incredibile rozzezza, sono chiari e diretti nelle intenzioni. Ovviamente nessuno augura loro il successo.

OSNOBLOSI ITALIANA: LA LEGGE-BAVAGLIO CONTRO WIKIPEDIA:
Diteci voi se c'è qualcosa di più osnoblotico del favorire il fatto che una falsità prenda il posto di una verità. E nell'enciclopedia più importante della rete, per giunta!

ARTE DI STRADA: LE CABINE DI LONDRA AIUTANO I BIMBI:
Il mondo di oggi cerca l'esperienza sinestetica per far passare dei valori. I codici di cui si serve questa installazione sono 3: vivere insolitamente la tua città, avere l'esperienza dell'arte e la consapevolezza emotiva del gesto. Buono il tentativo perchè dimostra che la proposta culturale di oggi è finalizzata al fruitore di un'arte sinestetica. Noi vorremmo anche fosse sinestesica.



14 giugno 2012

Apateporia della Settimana: Anche gli Eroi lo prendono nel...

Questa notizia: Lanterna Verde è Gay, ci interessa da 3 punti di vista.

- Quello mutantropico, perchè quando non sono mutanti i supereroi sono mutantropi per eccellenza, oscillando fra egotici ed eumutantropi; 
- quello apateporico, in cui crolla il mito del super-maschio già in precedenza adombrato dal sospetto della scandalosa coppia BatMan e Robin (fargli fare outing avrebbe avuto più senso e giustizia); 
- ma soprattutto da quello osnoblotico, perché tutti, anche quelli della DC Comics, sanno che Lanterna Verde non è gay. 

Questi signori però sanno anche che, trattandosi di un personaggio di mezza tacca, la sua fortuna commerciale (grazie anche al criticatissimo film) era destinata a svanire. Così hanno deciso di penetrare il corposo mercato gay per provare a dargli nuova popolarità.

Photobucket

10 giugno 2012

Vacuum del TG

Ultimamente il TG2 si sta rivelando la vera coscienza critica della nazione.

L'edizione delle 13 del 7 giugno ha infatti pensato bene di dar voce per un minuto e mezzo al "cantante" Max Pezzali, attempato signore famoso per aver militato nel gruppo giovanilista degli 883 e averci campato sopra per più di 2 decenni.

L'occasione per parlare di lui è stata appunto la celebrazione dell'imprescindibile successo interplanetario "Hanno Ucciso l'Uomo Ragno", da lui stesso riconosciuto nell'intervista come singolare monumento al vacuum, oggi riciclato in chiave rap grazie a un altro vecchio e invendibile arnese come J-Ax. Come mai questa notizia è osnoblotoca a più dimensioni? Non solo perchè vengono usati capitali per piegare il servizio pubblico nel tentativo di riciclare due attempati ex rappresentanti della gioventù italica, ma anche per l'intento di ricreare lo stesso monumento al vuoto che il signore in questione ha sempre rappresentato.
In un periodo di instabilità e crisi, cosa c'è di meglio che riproporre un entertainement senza alcun contenuto, nemmeno se analizzato con la lente di ingrandimento? Tra l'altro in uno stile, il rap appunto, nato come musica ribelle ma assolutamente assorbito e normalizzato dal sistema già ai tempi della canzone di cui sopra?

Per rispondere a queste angoscianti domande affidiamoci alla profonda saggezza dell'attempato signore che, non essendo evidentemente in grado di spedire un'e-mail, crede che gli aereoplani abbiano dato all'uomo più libertà di internet. Punto di vista degno di suo nonno.

Tanto chi è veramente dotato di talento può attendere....

8 giugno 2012

Apateporia della Settimana: La Debacle del Calcio Italiano

Il 2 giugno 2012 l'italia perde vergognosamente 3-0 in casa contro la Russia.
Nel periodo in cui è evidente a tutti che la corruzione nel calcio italiano è un fenomeno ormai endemico e capillare, si capisce anche che Prandelli non ha fatto un cazzo.

4 giugno 2012

FaceBook Follia

Il 24 Maggio 2012 crollano le azioni di Facebook e ad oggi non hanno ancora smesso. 
Smascheramento sconcertante collettivo: com'è possibile? Non stiamo parlando del più importante dei social network, creatore del sistema di comunicazione oggi usato da tutti?

Notizia nella notizia (clicca qui): un bambino di 11 anni perde 10.000 $. 
Al di là di considerazioni sul buongusto dell'evento in sè, cos'è davvero successo?
Il bambino ha fatto un gesto non da bambino, cioè un gesto mutantropico: è cambiato x ottenere un vantaggio.


Il cambiamento può essere considerato di tipo conformista sia se consigliato dai genitori, sia se si tratta di un enfant prodige plagiato dai tipici valori imprenditoriali speculativi. 


Nel primo caso, conformismo indotto dalla famiglia, quindi presumibilmente ottenuto "per amore", il ragazzino è stato un mutantropo mediocre o grigio; nel secondo invece c'è stata una componente egotica, diciamo non ancora egonanista (è un ragazzino), a configurarlo come mutantropo osnoblotico e particolarmente borghese.
 

Cosa poteva saperne lui delle speculazioni e delle ripicche internazionali, i giochi del grande mercato, nemici di un nome così immenso, indiscutibile, mitico come quello di Zuckenberg e Facebook?

L'apateporia dev'essere stata comunque dolorosa, vista anche la tenera età. Come potrebbe reagire il nostro ragazzino? Facciamo 3 ipotesi:


1) Immobilista: il giovane speculatore scatena i suoi avvocati. Cio che gli è successso è sbagliato per principio, lui è nel giusto. Controlla l'ambiente, potenzialmente, ma non necessariamente, fino all'osnoblosi.


2) Autolesionista: la delusione è tale che lo scaraventa nella depressione, nella mancanza di fiducia, nei loop mentali negativi. Periodo che se non passa può arrivare anche a gravi conseguenze.


3) Mutantropo: il giovane si mette in discussione e cambia. Presumibilmente i social network e le pratiche speculative perderanno di importanza ai suoi occhi. Matura mettendo in discussione il suo sistema di valori.


Va da sé che quest'ultima per noi è la scelta migliore e la chiamiamo ipotesi mutantrogenica


Ciò che vorremmo aggiungere è che tramite la Sinestesi non solo si favorisce un approccio di quest'ultimo tipo, ma che anche negli altri due casi si può promuovere un cambiamento. Nel primo caso portando il soggetto a confrontarsi con cause invisibili o trascurate, insomma con l'ambiente, fino ad osservare oggettivamente le proprie pratiche di controllo in senso etico. Nel secondo caso è il confronto col mistero più profondo del nostro essere che contribuisce a ridimensionare la visione egotico-perdente, spesso alla base di atteggiamenti depressivi.

Vi annunciamo che dal prossimo post inauguriamo la simpatica rubrica: "L'Apateporia della Settimana". 


E speriamo di riuscire a farci 4 risate tutti quanti insieme! 

Hehehheheehee

28 maggio 2012

Etica e Senso Religioso

Come promesso, abbiamo deciso di interrompere il filo delle nostre "elucubrazioni" per confrontarci più direttamente con le grandi e piccole osnobloticità che ci circondano. Ma un ultimo argomento ci rimane a cuore.

Di etiche, scuole, religioni e accademie ne esistono molte, ma oggi al concetto di etica si attribuiscono qualità che esso non possiede per sua stessa definizione.

Il senso religioso, presente nell’uomo fin da quando ha iniziato a comprendere i meccanismi dell’Universo, nasce laddove un mistero (qualcosa di inconoscibile e “impossibile”) accade nonostante le umane certezze. Un senso di stupore di fronte all’idea di spazio e infinito che viene fatto balenare fra ciò che noi crediamo possibile e ciò che invece lo è realmente. La differenza sostanziale fra un essere umano e l’idea di Dio.
 
Il divino è riconosciuto laddove uno schema inoppugnabile si manifesta e le molteplici domande che questo fa nascere nell’intelletto umano rendono comunque nettamente inferiore il livello delle risposte certe. Quando si parla di Dio nulla è certo. “Dio”, inteso come un’entità superiore che tutto comprende e provvede, non significa necessariamente che da qualche parte ci sia un tizio seduto su una nuvola con un triangolo in testa. Idea semplicistica e del tutto fuorviante.

 
Dio è al disopra del bene e del male, Dio è tutto, Dio è il tutto, Dio siamo noi. E noi, esseri coscienti e liberi di vivere seguendo i precetti del nostro libero arbitrio personale, abbiamo la possibilità di scegliere quale posizione assumere nel mondo e di quale meccanismo fare parte. Ci si potrà accontentare di molte cose oppure non trovare mai requie, perchè in realtà non esiste una regola precisa nelle manifestazioni dell’atto sincronico con cui il “divino” si rivela e il momento in cui ci rendiamo conto della necessità di un preciso cambiamento personale. Dipende dallo stato di coscienza.

  
Più è cristallino lo stato di coscienza individuale (l’essere consapevoli delle connessioni implicite ed esplicite del proprio "Io" con l’ambiente, l’Altro da Sé), maggiore è l’influenza positiva che esercitiamo su di esso ed è in questo modo che si viene a creare il presupposto energetico-sincronico per cui la normale soluzione dei problemi quotidiani risolve nodi ad altri livelli. 

Per questo si parla di etica. Chi non è etico subisce l'Apateporia come momento doloroso, punizione ingiusta e incomprensibile, chi è etico ne trae invece un insegnamento. Nel riconoscere il “Tao” riconosciamo che il mondo intorno a noi è insondabile. L’Altro da Noi si manifesta e, nel movimento del tutto personale che segue, è perfetto. Siamo noi che possiamo decidere se disturbare questo movimento o inserircisi con naturalezza. L’etica interiore di ogni uomo, lo stato di coscienza che ognuno manifesta al proprio grado e alle proprie possibilità, è ciò che istintivamente muove verso alcune scelte di vita piuttosto che altre. 

L’etica personale governa le pulsioni verso cui rivolgiamo il desiderio. Ciò che noi desideriamo, e cerchiamo, produce gli effetti del mondo intorno a noi.
 
In questo contesto il senso religioso è vissuto non tanto come una cieca venerazione verso qualcuno di superiore a cui abbandonare la nostra vita perché “come padre clemente se siamo bravi ci soddisfa”, ma con il senso di rispetto e stima che sorge di fronte al Mistero, per la grande bellezza che deriva dal nostro manifestarci essendone all’altezza: da quanto noi ci aspettiamo e sappiamo di poter ottenere da noi stessi. E in questo processo l’etica è l'unica misura a nostra disposizione per poterlo valutare.


Purtroppo far coincidere al concetto di etica il tedioso criterio del sacrificio, contrapposto al carpe diem moderno, è il più grande errore di valutazione che la investe, un’operazione che ha tutte le caratteristiche dell'osnoblosi. In realtà il sacrifico maggiore che un uomo possa fare è rendersi conto che i propri desideri non sono necessariamente gli unici obiettivi al mondo. A volte è davvero doveroso e necessario rinunciare a qualcosa di esclusivamente personale per condividere, ciò che si potrebbe ottenere solo per sè, con "l'altro da sè".
 
Quello che accade in questo processo è solo lo stato di coscienza a poterlo supportare e questa riflessione si manifesta sul piano delle azioni. Pensiamo all’esempio banale del famigerato bisogno di petrolio che tante guerre politiche, sociali e reali provoca. 


Su questo pianeta stiamo agendo sconsideratamente da più di un secolo e per ognuno di noi è oramai arrivato il momento di sedersi a un tavolino per prendere coscienza del riflesso delle proprie azioni nel mondo: capire cosa davvero riteniamo lecito desiderare. In quest’epoca di grandi incertezze è sempre più chiaro che dobbiamo iniziare ad avere desideri che provochino un minor sfruttamento delle risorse fisiologiche del pianeta e permettano invece una condivisione della ricchezza in modo più equo per tutti gli esseri umani. 
 
L’Arte è la bellezza del Mistero laddove l’uomo non ha parole per descriverlo.  


E noi dimentichiamo spesso che la nostra vita è quotidianamente a contatto con questo Mistero e che questo influisce su di noi in molti modi. 

La Sinestesi diventa l'odierno ed ideale mezzo per raggiungere quello scopo che l’Arte da sempre cerca di dimostrare.

20 maggio 2012

Il Metantropo, o della benvenuta Apateporia

Ma perché usare la Sinestesi per spezzare la dinamica mutantroposnoblotica? Perché mai l'uomo dovrebbe sottoporsi a quest'arte che lo porta a un cambiamento così profondo?

Sì è detto che la suddetta dinamica è tipica di chi fa un percorso egotico, ma possiamo affermare che chi non lo fa sia esente da apateporie più o meno mutantrogeniche? Certo che no, perché nessuno è perfetto ed il cammino dell'uomo tende a procedere per amare esperienze: l'apateporia si presenta laddove il nostro sistema di valori è erroneo, come il fallimento si presenta laddove esso è mal applicato. Ma cosa fa l'uomo che agisce con la propria coscienza e senza perseguire (o almeno non in modo preponderante) un proprio vantaggio egoista, categoria definita Mutantropo Evolutivo o Eumutantropo? Dal momento che non persegue un proprio vantaggio, eviterà di innescare dinamiche osnoblotiche, bensì cercherà di mettersi in discussione e scovare in sé le cause di fallimenti ed apateporie, ovvero residui di egoismo o piccole meschinità connaturate col suo percorso di vita. L'antico testo didattico cinese I Ching definisce quest'operazione "emendare le cose guaste". Essa dà un insegnamento.

Come tutti gli insegnamenti, esso è interiore, cioè concerne lo stato di coscienza. Di questo si rende conto ben presto il mutantropo, attraverso un processo che si definisce apateporia del mutaforma, o del mutaspetto esteriore. Perché si muta la forma o l'aspetto esteriore? La maggior parte dei mutantropi lo fa per moda/conformismo, cioè per provare l'ebbrezza di un aspetto nuovo, i pochi rimanenti si dividono tra chi lo fa per ragioni pratiche, come il portatore di handicap che diviene cyborg, e chi a seguito di un cambiamento di stato di coscienza. Certamente il primo tipo, colui che cambia per noia o per gioco, quando non per amore di sè (egonanismo), è destinato ad incorrere in un'apateporia. Si renderà conto ben presto che il vero cambiamento è quello interiore, così come il vero mutantropo è interiore, e il cambiamento della forma esteriore è essenziale solo se conseguenza di un mutamento di stato di coscienza. Ma non tutti i "mutantropi interiori" sono nel giusto, perché un discorso simile si può fare anche per il mutamente controllore, ovvero osnoblotico, cioè colui che, anziché elevare lo stato di coscienza, potenzia la propria mente per controllare in modo disarmonico ed egotico l'ambiente.

L'apateporia è così benvenuta laddove essa permette un autoesame, ovvero quando il dolore che porta non è tanto insopportabile da dover richiedere pratiche anestetiche e la dinamica con cui essa s'è presentata è comprensibile, cioè interpretabile secondo lo stato di coscienza del soggetto. La presa di coscienza che ne segue sarà alla base del mutamento successivo, che a sua volta se esaminato con occhio sincero potrà apportare ulteriore coscienza.
Dal momento che l'apateporia può originarsi solo in seguito a disarmonia energetica quindi olistica con l'ambiente, cosmo, macrocosmo ed oltre, si può supporre che l'eumutantropo continuerà a mutare fino al raggiungimento di tale armonia. Sì, ma fino a che limite? Cioè, soddisfatti gli irrinunciabili bisogni primari, dove va l'uomo che muta innanzitutto interiormente? Supposto che il perseguimento dei propri egoismi lo degradi a stati subumani e disdicevoli, mentre il conformismo lo parcellizzi rendendolo pura quantità acritica (in modo quindi non meno subumano), a cosa porta il mantenimento costante e cosciente di atteggiamenti non egotici e autonomamente responsabili? O, detto in altri termini, a cosa conduce l'emanazione di Yin e Yang finalizzati a raffinare il Qi personale in armonia con l'ambiente?

Secondo noi l'epoca moderna non ha ancora una risposta a questa domanda. Il massimo ideale umano che riesce a proporre è quello del saggio benestante che muore circondato dai nipoti (ai quali magari lascia non poche sostanze). Bisogna andare indietro, ad epoche che avevano modelli di umanità diversi, capaci di vederla come stadio di un sistema più ampio e complesso.
Secondo le principali dottrine iniziatiche occidentali, ma la cosa curiosamente non cambia mutando epoca, parallelo o meridiano, quindi escluso solo l'occidente moderno, l'uomo può evolvere in due sensi: quello di Uomo Vero (o, secondo la definizione Sufi, al-Insan al-Qadim) e quello di Uomo Universale (Al-Insan al-Kamil). Il primo evolve in tutte le sue possibilità, tutte le potenzialità di questa sua forma. Il suo percorso è lungo l'asse orizzontale, sviluppando al massimo i talenti (secondo un linguaggio evangelico) del suo stato presente. Secondo noi chi si trova su questa strada può essere propriamente definito Eumutantropo, cioè finalizzato all'evoluzione della sua presenza nel mondo positiva e armonica. L'Alchimia classica lo definirebbe Iniziato ai Piccoli Misteri, o Arte Regale.

L'Uomo Universale invece, forse più un modello, un asintoto, che un vero essere umano, è colui che cerca di trascendere il proprio stato, ovviamente per stati superiori (su quelli inferiori s'è trattato già abbastanza). 
È l'Eumutantropo che, raggiunto il (suo) Centro, si muove sull'asse verticale, per un'ascesa finalizzata ad una dimensione altra. Sarà definito quindi Metantropo, un essere oltre l'uomo, alchemicamente un iniziato ai Grandi Misteri, o Arte Sacerdotale. Chiaramente la definizione di questa figura è compendio e limite epistemologico di tutta la Mutantropologia, che oltre non va.

Lungi da noi affermare che la Sinestesi porti ipso facto alla creazione di Metantropi o anche solo di Eumutantropi, sarebbe un'arrogante follia. Nondimeno essa smuove dinamiche apparentemente eterne, creando un'arte che si fa "ancella dell'Anima" quando è in grado di farla entrare in risonanza non già, come fa quella osnoblotica di oggi, con piaceri immediati e sensazioni forti, bensì con le ragioni più profonde della sua esistenza, con le domande eterne che si porta dentro. Quando non solo e non tanto accelera il processo apateporico smascherando le illusioni in cui vive l'uomo, ignobilmente imposte (osnoblosi) o vigliaccamente adottate (anestesia), ma arriva a prefigurare percorsi d'uscita e soluzioni già previste nella stessa costituzione animica, cioè nel suo scopo, stimolandola ad adottarle per presa di coscienza. Insomma non garantisce sul buon esito, ma almeno adotta un buon metodo, mette su una buona strada.

Poi, lo ripetiamo: ad ognuno la scelta del proprio mutantropo interiore!

13 maggio 2012

Doppia Sincronicità

Stasera interrompiamo il filo logico delle nostre elucubrazioni ;) per raccontarvi un interessante doppio caso di sincronicità.

Nel nostro ultimo post testuale avevamo appena finito di parlare di neuroscienza, tecnologia e social network, mentre in quello immediatamente precedente, La Dinamica Mutantroposnoblotica, vi abbiamo descritto i tre vantaggi dell'egonanismo come sesso, denaro e potere. Nella giornata di ieri - sabato 12 maggio 2012 - il Corriere della Sera pubblica questo articolo: "Ecco perché parliamo tanto di noi. La formula di Twitter e Facebook"

Una ricerca inglese ha stabilito che il piacere procurato dal parlare di sé attiva la stessa zona neuronale innescata dagli stimoli prodotti dal piacere del sesso e del denaro. L'aumento della dopamina nelle aree mesolimbiche è il medesimo. Questo significa che ciò che per noi è un'evidenza della logica, o dell'osservazione del comportamento umano, è da oggi patrimonio acquisito della scienza ufficiale. Da parte nostra, oltre a ringraziare, troviamo interessante suggerire agli stessi scienziati d'osservare quale area neuronale si attiva con il senso di potere.

Curiosamente la voce critica del nostro soccorrevole paese s'è subito premurata di fornire la giusta interpretazione alla notizia. Questa sera il TG2 la descrive così: un po' di egoismo ci fa stare bene, poiché appunto attivando la dopamina delle aree mesolimbiche si crea il corretto senso di benessere, che è cosa molto buona e giusta.
 
Ovviamente il corpo deve sopravvivere ai nemici esterni, e in questo senso un minimo di egoismo è indispensabile, ma l'osnobloticità della notizia è data dalla parificazione dell'egoismo alla leggittimità del trarre piacere.

Se il messaggio istituzionale che viene dato è questo, allora è come se venisse implicitamente autorizzata la mancanza d'etica. Le notizie degli ultimi giorni, e non solo, evidenziano che già in molti si raccontano: "Ué il senso di piacere autorizza l'egoismo, e cos'è più piacevole di un bello stupro?"

Con ciò che abbiamo detto non vorremmo semplicemente sfrucugliare, o evocare, puro senso di sdegno verso un'informazione interessata. A chi ci chiedeva quando avrebbe potuto vedere una Sinestesopera, l'evidenza di questa doppia coincidenza dimostra che già il blog produce effetti sinestesici o perlomeno sincronici.

Una piccola sinestesopera... 

ma adesso basta parlare di noi!!!

7 maggio 2012

Funzionamento della Sinestesi

Ciò di cui stiamo trattando è la Sinestesi, una Poetica, una Sinestetica, un'Etica. Essa si esprime attraverso, quindi promuove e ha come fine, la creazione di Sinestesopere. Nel post Mutantropia e Sinestesi ne abbiamo descritto la struttura, la realizzazione tecnica e gli intenti: incidere sullo stato di coscienza. Il mezzo principale di cui si avvale è l'Archetipo o la sua fotocopia culturale, il meme. Simboli impersonali di verità eterne o perlomeno di civiltà umane.
La Sinestesopera è la forma d'arte in cui si realizza la Sinestesi per il nuovo millennio. Essa è efficace perché:

1) Tecnologica: parla all'uomo di oggi. Da sempre si sono cercate esperienze sinestetiche, tramite cerimonie collettive o riti privati, in grado di portare a stati di trance o di estasi in eventi mistici. La società di oggi curiosamente scoraggia la messa in pratica di episodi simili, eccezion fatta per il moltiplicarsi delle scuole di Yoga (che qualcosa vorrà pur dire). La sinestesia artistica del terzo millenio è la Sinestesi, laddove sono fallite l'arte multimediale e quella sedicente sinestetica, apparentemente capaci solo di stupire, disorientare o al più dare piacevoli sensazioni. 

Dai tempi del cyber l'uomo occidentale ha vissuto la dimensione tecnologica, mentre oggi anche solo la rete di milioni di utenti nel mondo creata da facebook rende virtualmente reale un modello di inconscio collettivo. Il prossimo passo, il web 3.0, prevede una connessione ancora più interattiva fra stato di coscienza uomo isolato e quello connesso in rete.

2) Secondo il modello fisico d'universo olografico quantistico - Scienza del Mondo - lo sguardo dell'osservatore è in grado di strutturare un evento, e così la neuroscienza descrive i processi cerebrali come schemi neuronali che si attivano in base ai modelli di pensiero. In pratica quando si pensa a un oggetto o lo si osserva, il cervello attiverà lo stesso schema per tutti e due gli stati. Ma questo significa anche che con l'apporto dei simboli non solo è possibile evocare uno stesso schema neuronale in ogni uomo, ma anche indurlo a connettere più schemi implementando il pensiero, ovvero stimolando la creazione di idee astratte e speculazioni logiche.

3) In psicologia antropologica - Scienza dell'Uomo - Jung, che ha ipotizzato l'esistenza dell'inconscio collettivo, ha teorizzato i propri studi osservando le reazioni dei cervelli afflitti da schizofrenia di fronte ai simboli. Qualunque fosse lo stato razionale del soggetto, il simbolo assumeva sempre e solo il suo significato archetipico. Jung ha quindi osservato che l'effetto del codice può essere attivato, innescando gli schemi neuronali, dall'atto sincronico. Questo, se individuato e analizzato, cioè laddove se ne riconosce l'importanza come segno, raggiunge lo stato di coscienza con un impatto in grado di implementarlo.

4) Il Taoismo - Scienza del Mistero - pone l'osservatore al centro dell'Universo. Dall'osservatore dipende il benessere dell'ambiente, che a sua volta genera ed è generato dal rapporto del Qi personale con il Qi universale. Il Qi personale è determinato dallo stato di coscienza, cioè da ciò che definisce le scelte nate dal desiderio. Ogni uomo scopre sé stesso quando rivela ciò che desidera. Lo stato etico ha una sua emanazione di Yin e Yang che influenzano il Qi personale che a sua volta influenza l'ambiente. Rispettando la regola della spontaneità dell'Universo se ne diventa parte. 

L'atto sincronico, l'accorgersi intuitivamente di ciò che avviene intorno e dei risultati che si manifestano, è il modo in cui l'ambiente informa lo stato di coscienza. E sovente si serve di apateporie.

29 aprile 2012

La Dinamica Mutantroposnoblotica, ovvero i tre vantaggi dell'egonanismo

Ci ricorda Simo che una delle maggiori giustificazioni psicologiche al comportamento umano è il dolore, ovvero la sua paura, quindi le strategie per evitarlo. Si dice anche che l'apateporia è il dolore più brutto che ci sia. Certo, dover affrontare con se stessi e/o ammettere agli altri che tutto ciò a cui s'è creduto fino a quel momento è una stronzata, crea un dolore che non tutti riescono ad affrontare. Ma ogni senso di scacco, ogni smascheramento sconcertante (da definizione), ogni sconcerto è dolore. "Sconcertante" significa "doloroso", così è lo smascheramento, fatti salvi i casi di quello piacevolmente tale di cui qui non si parla. Per farvi fronte l'uomo utilizza diverse tecniche anestetiche, di cui la più subdola, l'osnoblosi, può rappresentarne simbolo e compendio. Sì, ma come?

L'egonanismo è finalizzato a tre vantaggi ormai entrati nel mito: sesso, denaro e potere. Le tre categorie tuttavia non sono omogenee, nondimeno hanno attraversato in lungo e in largo la storia dell'umanità divenendo ben più che archetipi, COLONNE ETERNE INAMOVIBILI dell'inconscio collettivo, per non parlare del conscio........
I tre vantaggi perseguiti egoticamente sono degenerazioni di tre stati legittimi dell'uomo: 1) La sacrosanta volontà di vivere una sessualità sana e appagante, o quantomeno l'istinto riproduttivo. Gli esempi recenti e meno recenti di una fornicazione esasperata, come placebo o di potere, non ci sono stati risparmiati. 2) lo stare bene con il corpo e con la mente, la parola oggi abusata al ridicolo è benessere. Il denaro ne è il simbolo, percepito come conditio sine qua non. Metterlo sul piedistallo, tendenza eterna, ha avuto la sua sublimazione nell'era capitalista 3) il desiderio di essere amati e rispettati. La mancanza di rispetto è specialmente causa di risentimento. Secondo noi oltre a ciò e alla volontà di rigore intellettuale (scientifico, teologico o artistico), non esiste un desiderio di potere buono: esso nella sua forma pura, al contrario degli altri due, è tipico sentimento egonanista. Dovrebbe essere solo la verità ad avere il potere sugli uomini, mai viceversa.

Le tre categorie non sono omogenee perché la prima è compresa nelle altre due: soldi e potere, da sempre, comportano sesso. Inoltre queste ultime sono difficilmente distinguibili e arrivano ad essere omnicomprensive, soprattutto il denaro, in grado di procurare sesso e potere, anche se interpretato (da un egonanista) come metafora di benessere. Più rari i casi di "potere" solo intellettuale, mentre una volta era comune il sedicente spirituale, in realtà spesso teocratico. Insomma la prima categoria si perde nelle altre due, le quali a loro volta potrebbero essere a se stanti sinonimi d'egonanismo o dei suoi fini.

L'egonanismo alla base del fare mutantropico (stiamo parlando di una percentuale smisurata di casi) è facilmente riconoscibile perché il soggetto in questione ha un modo di procedere fra i casi della vita come a singhiozzo, oscillando fra fare mutantropico ed atteggiamento osnoblotico che s'alternano come per sistoli e diastoli, inspirazioni ed espirazioni. Di fronte alla cupidigia per uno dei tre vantaggi si crea senso di disagio, senso di handicap, che innesca dinamiche mutantropiche. Si muta, si raggiungono dei vantaggi, la situazione migliora. A questo punto la si vuole "congelare", cioè si vuole essere perennemente in grado di trarre vantaggi dal nostro ambiente. L'egonanista non ha scrupoli, fino ad arrivare all'osnoblosi, cioè alla manipolazione dell'ambiente tramite falsità. Se la cosa ha successo il soggetto de facto è già un immobilista (ad ogni successo la sua durata). Quando fallisce ecco l'apateporia, il dolore, il disagio mutantrogenico che apre un altro giro di giostra. 

La dinamica ora esposta si chiama mutantroposnoblotica e come s'è detto è tipica dell'egonanista che, almeno una volta nella vita, è stato mutantropo. A costui si contrappone il mero conformista, egonanista o meno ma comunque acritico, se colpevole o incolpevole (immobilista o mediocre o grigio) dipende da caso a caso. Ma anche l'egonanista mutantropo viene tentato dal conformismo, se frastornato dalla dinamica di cui sopra laddove essa ha generato tante apateporie da portare a paure irrazionali: atiquifobie e apatepofobie. Costui arriva a tentare la carta del conformismo in una fase dapprima mutantropica, ma che inevitabilmente lo trascina verso dinamiche osnoblotiche. L'intensità di queste, che potremmo quasi definire auto-onoblotiche, o di menzogna verso se stessi, dipende dal dolore che si arriva ad auto-mascherarsi, alla propria capacità di anestetizzazione. Quanto dolore provoca un'apateporia? Come si può sentire un sostenitore del regime nazista davanti ad Auschwitz? Se persisterà nel lavarsi la coscienza con tecniche anestetiche diventerà un immobilista; o acritico colpevole come descritto a inizio capoverso, o ipercritico, cioè attivo nel diffondere verità osnoblotiche con fare assolutista/fondamentalista.

La dinamica mutantroposnoblotica, "infinita" o con derive conformiste, è la ridicola prigione dell'uomo di oggi. E' ciò verso cui l'attuale sistema di potere lo sta spingendo, nuovo rispetto alla repressione armata dei (brutti) tempi andati. La Sinestèsi rappresenta quindi una delle poche possibilità di liberazione che l'arte, unica vera ancella dell'anima, può ancora offrire. 


Sì, ma perché?