8 ottobre 2014

Lettera Aperta su Disoccupazione, Coerenza e relativi Vanti


Illustrissimo Presidente del Consiglio Matteo Renzi,
siamo una redazione formata da persone che nella vita hanno scelto la cultura e il pensiero, scelte in teoria eccellenti perché riguardano le attività più elevate e nobili dell'animo umano, ma in pratica catastrofiche se non si accompagnano a una scelta più intelligente del Paese in cui vivere. Infatti molti di noi sono disoccupati. Quindi anche in questo giorno di Vertice Internazionale del Lavoro a Milano seguiamo con apprensione e interesse i suoi tanti discorsi, le sue tante promesse ma soprattutto i suoi tanti buoni propositi. Alcuni di noi, come si dice, tengono famiglia e ciò li rende particolarmente sensibili sul provvedimento da lei battezzato Jobs Act, quello con cui intende rilanciare l'occupazione in questo nostro disgraziatissimo Paese.

Ce ne compiaciamo, la seguiamo con ansia e sinceramente speriamo che abbia successo. Un po' perché, ci perdoni, ma lei deve ancora dimostrare agli italiani di che pasta è fatto, un po' perché sarebbe la prima volta, da quando ne abbiamo memoria, che c'è qualcuno che fa veramente qualcosa per i lavoratori. Intendiamo per tutti i lavoratori, specie quelli meno fortunati, non solo quelli regolarmente assunti che oltre ai loro privilegi possono contare sull'appoggio sindacale, rappresentando così involontariamente un'ulteriore pioggia sul bagnato della miseria altrui. 

Solo... ci risulta veramente incomprensibile il suo accanimento sull'art.18. Davvero, presidente Renzi, davvero facilitare il licenziamento aumenterebbe il lavoro? Forse lei è un follower del nostro provocatorio blog, per cui vuole indurre la Mutantropia nel popolo italiano? Una sorta di slogan che suonerebbe come: "cambiate lavoro sempre più spesso, vorticosamente, così cambierete anche voi (presumibilmente in meglio)"? Davvero, presidente, in meglio? Quindi lei sta lavorando per noi, per rendere migliori le condizioni di vita degli italiani, specie dei disoccupati?

Intelligentissimo presidente Renzi, lei sa cosa significa essere disoccupato, vero? Si parlava prima di miseria, ma sa cosa significa sopportare ogni giorno l'angoscia che rappresenta, cosa significa pietire denaro in giro, fuggire ai creditori, non sapere cosa succederà domani, non sapere cosa rispondere ai tuoi figli, non avere soprattutto la dignità sociale? Sentiamo, cosa può volere una persona simile? "Beh - mi dirà - la risposta è facile: un lavoro retribuito che consenta una vita dignitosa!". Certo, ci mancherebbe, in un mondo ideale è senz'altro così. Ma nel mondo reale? Basterebbe ad esempio rispetto, che è rispetto non solo della persona ma anche dell'intelligenza e dell'autopercezione. È reciproca questa cosa, presidente, perché se uno percepisce lo Stato/organizzazione/burocrazia come razionale e coerente, allora si sente rispettato perché trattato con intelligenza. Ma se lo percepisce imbecille allora si sente offeso, perché a prendersi cura dei suoi problemi qualcuno ha messo un imbecille. O peggio: l'ha creato apposta.

Sig. Presidente, lei sa cosa vuol dire essere poveri, vero? Oh, ci scusi per la domanda simile alla precedente. In effetti un effetto collaterale dell'essere disoccupati è appunto l'essere poveri, se n'era accorto? Certo, per una persona geniale come lei, che vuole riformare le regole della democrazia italiana, questa è banale ovvietà. Ora, dove sta scritto che uno è povero? Così, per non saper né leggere né scrivere, probabilmente nella sua dichiarazione dei redditi. EPPURE... per l'iscrizione dei nostri figli a scuola dobbiamo produrre un altro documento: l'ISEE, il famigerato Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Sig. Presidente, perché? Siamo sottoposti a presunzione di ricchezza? Davvero lo Stato presume che il cittadino sia ricco nonostante conosca e certifichi il suo reddito tramite uno dei suoi tanti agenti (i CAF sono convenzionati, no?)? Non le sembra incredibile una simile presunzione in un paese devastato ormai da anni da una crisi senza precedenti? O fa anche lei come il suo illustre e pregiudicato predecessore che misurava dai ristoranti e dagli aerei il benessere degli italiani? 

Ma torniamo a parlare di lavoro. Nel moderno sistema di sfruttamento nato in seguito alle pensate geniali di uno come Marco Biagi (che ci spiace sia morto in quel modo, ma forse per una volta sarebbe stato il caso di trarre un insegnamento karmico anziché imporre il tradizionale piagnisteo nazional-popolare, le pare?), il problema dovrebbe essere risolto da quei postriboli dello sfruttamento legalizzato meglio conosciuti come "agenzie di lavoro interinale". Ora, che cosa vogliono queste perché ci si possa iscrivere e magari approfittare dei (pochissimi) programmi locali di sostegno? Forse la dichiarazione dei redditi, documento già più che sufficiente per certificare lo stato di disoccupazione? O è necessario pure il pleonastico ISEE, vergognosa presa in giro comunque già prodotta? No, figuriamoci! ci vogliono MINIMO altri 3, diciamo TRE certificati! Lo stato di disoccupazione (come se facessimo finta), la dichiarazione di disponibilità al lavoro (come se in realtà cercassimo altro) e il titolo di studio (come se fosse mai servito a qualcosa più di niente). Questo se va bene, ma volentieri le riportiamo un elenco della richiesta di certificati pretesa dalle agenzie - pena il mancato avviamento della pratica - per poter usufruire del fondo Dote Unica Lavoro della Regione Lombardia (maiuscoli originali):
· Documento d’identità in corso di validità
· Codice Fiscale
· Permesso di soggiorno
· Curriculum Vitae
· Attestato del titolo di studio indicante istituto frequentato, voto e data del titolo:
Italia: - AUTOCERTIFICAZIONE o Copia del titolo di studio
Estero extra UE:
- COPIA TITOLO DI STUDIO - DICHIARAZIONE DI VALORE
Estero UE:
- COPIA TITOLO DI STUDIO
- TRADUZIONE ASSEVERATA
- Stati membri UE, Spazio Economico Europeo e Confed. Svizzera: TRADUZIONE ASSEVERATA
Disoccupato:
· CERTIFICATO STATO OCCUPAZIONALE
· CERTIFICATO STORICO OCCUPAZIONALE (o COB)
· DICHIARAZIONE DI DISPONIBILITÀ AL LAVORO (DID)
- ex autonomo: CERTIFICATO STATO OCCUPAZIONALE e AUTODICHIARAZIONE ATTESTANTE DATA DI CESSAZIONE DELL’ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE
- mobilità in deroga alla normativa vigente: DOMANDA DI MOBILITÀ inviata a INPS e LETTERA DI LICENZIAMENTO
- mobilità ordinaria ex L.223/91: CERTIFICATO DI ISCRIZIONE ALLE LISTE DI MOBILITÀ
- mobilità ordinaria ex L.236/93: CERTIFICATO DI ISCRIZIONE ALLE LISTE DI MOBILITÀ e LETTERA DI LICENZIAMENTO
- disoccupazione ordinaria: AUTOCERTIFICAZIONE ai sensi del D.P.R. 445/2000 e ss.mm.ii. e COPIA DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE presentata ad INPS
- assicurazione sociale per l’impiego (ASpl), MINI ASpl e altre indennità: AUTOCERTIFICAZIONE ai sensi del D.P.R. 445/2000 e ss.mm.ii. e COPIA DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE presentata ad INPS
Inoccupato:
· AUTOCERTIFICAZIONE ai sensi del D.P.R. 445/2000 e ss.mm.ii. (stato occupazionale e data decorrenza) se la data non è rilevabile
· CERTIFICATO STATO OCCUPAZIONALE rilasciato da CPI
· DICHIARAZIONE DI DISPONIBILITÀ AL LAVORO (DID)
Occupato:
· Lavoratore dipendente o autonomo presso unità in Lombardia non in Cassa Integrazione:
AUTOCERTIFICAZIONE ai sensi del D.P.R. 445/00 (data avvio, ragione sociale, natura del rapporto)2
· Cassa integrazione guadagni ordinaria: DOMANDA DI CONCESSIONE DI CIGO
· Cassa integrazione guadagni in deroga alla normativa vigente: verifica DOCUMENTAZIONE e COMUNICAZIONE dell’azienda secondo Accordo Quadro sugli ammortizzatori in deroga vigente e Accordo sindacale o ministeriale.
· Cassa integrazione guadagni straordinaria: ESAME CONGIUNTO IN SEDE PUBBLICA e LETTERA DEL DATORE DI LAVORO
· Accordo o contratto di solidarietà: ACCORDO o CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ e LETTERA DEL DATORE DI LAVORO
Situazione familiare:
· Lavoratori adulti che vivono soli o con una o più persone a carico (lav. Svantaggiati art. 2, com 18 lett d, Reg CE n 800/2008): AUTOCERTIFICAZIONE ai sensi del D.P.R. 445/00
· Figli a carico (3 mesi- 14 anni): AUTOCERTIFICAZIONE ai sensi del D.P.R. 445/00
· Assistenza a persona con handicap grave: DOCUMENTAZIONE concessione di permessi retribuiti ai sensi art 33 L. 104/92.
Condizioni di svantaggio:
- Disabilità psico-fisica:
° che accedono al sistema di IPF: ACCERTAMENTO STATO DI HANDICAP DPCM n 185 del 23 feb 2006 e DGR n IX/2185 del 4/8/11 RILASCIATO DALL’ASL.
° che accedono a percorsi di inserimento lavorativo: ISCRIZIONE ALLA LISTA DI COLLOCAMENTO MIRATO ai sensi della Legge 68/99
- Tossicodipendenti e alcool-dipendenti: CERTIFICAZIONE DIAGNOSTICA
- Persone sottoposte a provvedimenti restrittivi dell’Autorità giudiziaria: DICHIARAZIONE DEL DIRETTORE D’ISTITUTO DI PENA O DELL’UFFICIO DI ESECUZIONE PENALE ESTERNA UEPE/ UFFICIO DI SERVIZIO SOCIALE PER MINORENNI USSM
- Vittime di tratta: PERMESSO DI SOGGIORNO PER MOTIVI DI PROTEZIONE SOCIALE RILASCIATO DALLA QUESTURA COMPETENTE e DICHIARAZIONE DI PRESA IN CARICO DA PARTE DEI SERVIZI COMPETENTI. 

Veramente fuori da ogni credibilità, vero? E non si tratta nemmeno dell'aspetto peggiore! Esimio presidente, lei ha un'idea anche minima, anche approssimativa di quanto costi in termini di tempo ed energie nervose e morali ottenere ognuno di questi documenti? Mediamente 2 ore secche di coda in un ufficio ottocentesco distante mezz'ora/un'ora di automobile da casa, insomma 3-4 ore perse in modo umiliante per dimostrare che il nostro dolore è reale, che le pene che ci torturano ogni giorno non sono una scusa puerile, ovvero che il Modello Unico della nostra dichiarazione dei redditi non dichiara totalmente il falso. Per negare la seconda presunzione tutta italiana, oltre quella di ricchezza, che è quella di occupazione.

Capisce illustrissimo presidente dove vogliamo arrivare? Vuole aiutare i disoccupati? Vuole favorire la Mutantropia del popolo italiano? Guardi, lasci stare l'art. 18, comunque non deve fare gran che: basterebbe comportarsi in modo razionale e coerente. Basterebbe che la pena di fare una dichiarazione dei redditi certificata da un agente convenzionato con lo Stato fosse qualcosina in più di un'inutile (e a questo punto apparentemente ipocrita) formalità. In essa ci sono i nostri redditi e la loro provenienza e mancando in questa la voce "reddito da lavoro", potrebbe essere subito emesso d'ufficio il relativo certificato, laddove in un paese bizantino e delirante esso fosse veramente necessario, no? Lo Stato insomma potrebbe prendersi la responsabilità di ciò che verifica una volta sola, a questo punto evitando la presunzione eterna di malafede del cittadino. Potrebbe così evitare di farci sentire come esquimesi costretti a certificare le basse temperature in cui vivono, o abitanti del Sahara che impiegano ore per firmare in carta bollata una dichiarazione di mancanza d'acqua.  

Vuole la nostra Mutantropia per svenderci a un'industria che così può sfruttarci meglio? Vuole farsi bello agli occhi del mondo dell'impresa e insieme del mondo del lavoro, così da poterne godere un prestigio politico? In altre parole vuole che questo prestigio sia frutto di un gesto eumutantropico e non di volgare e osnoblotico egonanismo? Basterebbe poco, presidente Renzi, basterebbe provare a dire il vero, ad annullare inutili pleonasmi, ad essere sinceramente orientati al bisogno di chi vive in uno Stato di abbandono. 

Oppure ci sta dicendo che lei fa già tanto per la disoccupazione? Che tutta questa burocrazia è tutt'altro che demenziale e pleonastica, bensì funzionale e necessaria? Sicuro: da sola crea decine, centinaia di posti di lavoro! Ma capisce il punto osnoblotico della faccenda, sig. Presidente? Capisce cosa potrebbe significare imporre una propria Mutantropia egotica incuranti, anzi costituendo un ostacolo a quella altrui? 

Grazie.

12 commenti:

  1. Bravi! cantatele chiare a quel damerino impomatato di Renzie!! Cosa può saperne lui? arrogante figlio di papà che non ha mai lavorato un giorno in vita sua!!!

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  2. Scusate, io invece questo post l'ho trovato un po' lungo e alla fine mi ci perdo. Cosa volete dire in soldoni? Che il jobs act è tutta una burla, che i lavoratori potranno solo smenarci, che se vuole fare qualcosa di concreto e facile tagli la burocrazia ai disoccupati?

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  3. Stefania Adotta14 ottobre 2014 10:57

    A me questo post invece non piace proprio per niente! >:(
    Troppo facilone e superficiale: vi lamentate dell'ISEE come se fosse una disgrazia come tante altre. Non è vero, l'ISEE da solo è l'ennesimo coacervo di imbecillità burocratica, infatti per dimostrare di essere poveri (cioè per riprodurre quanto già dichiarato nella dichiarazione dei redditi), bisogna anche portare:

    - fotocopia di documento di identità più codice fiscale di tutti i componenti il nucleo familiare;

    - Stato di famiglia in carta libera o autocertificazione;

    - modelli attestanti il reddito complessivo IRPEF di tutti i componenti il nucleo familiare, quale risulta dall'ultima dichiarazione dei redditi presentata (Mod. UNICO, Mod. 730) o, in mancanza di obbligo della presentazione della dichiarazione dei redditi, dall'ultima certificazione rilasciata dai datori di lavoro o enti pensionistici (Mod. CUD);

    - documentazione attestante il patrimonio mobiliare del nucleo familiare alla data del 31 dicembre dell'anno precedente, (es.: conti correnti e libretti bancari e/o postati, BOT, CCT, AZIONI, obbligazioni, ecc:);

    - visura catastale attestante il patrimonio immobiliare del nucleo familiare alla data del 31 dicembre dell'anno precedente (con riferimento al valore catastale calcolato ai fini I.C.I.);

    - copia del contratto di locazione con data e numero di registrazione;

    - importo del canone di locazione relativo all'anno in corso;

    - dichiarazione di eventuale invalidità se superiore al 66%, e/o handicap (L. 104/92 art. 3, comma 3°).

    Cari tecnesiani, così non va! sembrate un po' dei dilettanti. ;)))
    Renzi non è la merda che sembra, è molto PEGGIO!!!

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  4. Anecleto Rossi15 ottobre 2014 23:26

    Ha ragione Stefania! Non è vero che per avere questi moduli perdi 3 ore, sai in quanto tempo ti fanno l'isee al comune di Milano?
    12 giorni! 12 GIORNI!!!!! Nemmeno se mandassero il messo imperiale da Roma coi sigilli in ceralacca sul carretto tirato dai ciuchi...
    Non parliamo poi se credete che il CAF risolva il problema. Prima di 2 settimane nemmeno vi danno l'appuntamento!

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  5. Tenevo a informare che il modulo ISEE non è paritetico alla Dichiarazione dei Redditi perché quest'ultima non comprende entrate extra come ad es. un'eredità improvvisa.
    In ogni caso la burocrazia è figlia dell'eccessivo malcostume nazionale: se la gente si comportasse meglio...

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  6. Acciderbolina, direbbe il nostro illustre premier nella caricatura crozziana, vi vediamo con piacere sensibili a certe tematiche. Ma... non è che le condividete, vero? Eh no, troppo facile! ;P

    @ Il Crispa: ci dispiace per la lungaggine e la ridondanza del post, ma diciamo che l'argomento tocca... un nervo scoperto. E nemmeno noi che ci chiamiamo technesyci siamo esenti dalle suggestioni dell'emotività. Cmq hai reso bene la sintesi del nostro post, anche se manca qualcosa... Manca il senso di una dimensione umana e sociale diretta al futuro, in altri tempi si sarebbe detto una dimensione di civiltà, noi diciamo di prospettive mutantropiche. Così facendo il c.d. premier si rivela all'altezza (invero molto modesta) dei suoi predecessori, che hanno contrabbandato come riforme del lavoro dei veri e propri favori al mondo dell'impresa e dell'industria, per poi poterlo tassare meglio. Insomma con questi governi ci stiamo perdendo TUTTI.

    @ Stefania: ah ah ah ah ;D hai proprio ragione! Ma non è colpa nostra se la realtà supera in perfidia la nostra più pessimistica immaginazione....

    @ Anecleto (ma sei sicuro che il tuo nome si scriva con la "e"?): bravo, questo è il segno della totale sottomissione psicologica a cui è arrivato il cittadino prima spremuto e poi affamato da questo Stato demenziale. Non solo ti presumono ricco, non solo diventa un ginepraio dimostrare il contrario, ma comunque non ti permettono di riuscirci nel doppio del massimo del tempo umanamente tollerabile.

    @ Anonimo: benevenuto, ma... quindi cosa vorresti dire? Che visto che il progettista del modello unico o del 730 non ha previsto una sezione dedicata ad eventuali eredità, allora è giusto far impazzire i cittadini? O ci stai parlando di una nuova presunzione, quella di ereditiere, quindi lo Stato giustamente si premunisce contro una massa enorme di ereditieri occulti? :O (certo, è un problema reale contro cui bisogna premunirsi: tutti intorno a noi ereditano fortune un anno sì e l'altro pure)
    Oppure vuoi dire che lo Stato nel 2014, nonostante abbia preteso la registrazione di tutti i movimenti finanziari e l'informatizzazione delle contabilità, per non parlare dell'obbligo de facto ormai ad avere un tracciabilissimo conto bancario, non è in grado di certificare una dichiarazione? Cioè di pagare un minorato mentale che prema due tasti? Oppure stai dicendo che chi ha progettato la dichiarazione dei redditi l'ha fatto pensando che gli italiani sono tutti dei santi e ora "per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno"? E per queste incredibili omissioni è giusto che paghino i cittadini e, tanto per cambiare, quelli più deboli?
    Caro Anonimo, hai mai compilato una dichiarazione dei redditi ad Addis Abeba, piuttosto che a Bujumbura? Avranno computer antiquati, ma sai che sembra di farlo a New York rispetto a com'è qui? Anche questo è colpa del cittadino?
    Caro anonimo non ti conosciamo, ma se vai avanti così ti chiameremo come fatto a suo tempo con l'esimio Rosario Sorrentino: corpus osnobloticus.

    Va là, per non piangere famose du' risate: https://www.youtube.com/watch?v=fC5wxTyXWLw

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  7. Certo che... voler lavorare nella cultura... in Italia! Nel 2014!! magari senza santi in paradiso!!! bisogna proprio essere coglionii, ah ah ah ah ah

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    1. Caro (o anche no) homo ridens, sai bene che amiamo poco il tuo spirito esclusivamente distruttivo.
      Ma nel merito, e a malincuore... dobbiamo darti DRAMMATICAMENTE ragione :/

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    2. Siete laureati, eh? Laureati? E sperate di trovare lavoro? Che IDIOTIII! ;D
      http://www.repubblica.it/esteri/2015/05/06/foto/10_persone_ricchissime_che_non_si_sono_mai_laureate-113684825/1/#1

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    3. L'intelligenza non si misura con un pezzo di carta, siete solo degli invidiosi. Hahahahaahahahaaaa

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    4. Questa non l'abbiamo capita. Ma poi dove abbiamo scritto che siamo laureati?

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  8. Ah ah ah, ma cosa dite? Vi è venuto veramente un brutto carattere! ;D
    http://www.huffingtonpost.it/2015/02/23/disoccupazione-studio-universita-di-sterling_n_6735752.html?ncid=fcbklnkithpmg00000001

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