12 febbraio 2014

Apateporia della Settimana: Genio e Sregolatezza non fanno un Mutantropo


Cari amici forse non più giovanissimi, dobbiamo parlarvi di un'altra morte inattesa (quest'anno veramente troppe) che forse a qualcuno ha dato un'apateporia perché contraddice l'assunto libertario che tende ad esaltare genio e sregolatezza. Insomma è morto un vero mito e un modello di Mutantropia per chi ha avuto vent'anni trent'anni fa: il grande Freak Antoni. Purtroppo dopo aver passato troppi anni in ombra, relegato al ruolo di simpatica bizzarria del passato artisticamente sopravvissuta a se stessa.

Un modello di Mutantropia, si diceva. Certo gli Skiantos nacquero alla fine degli anni '70, prima di loro solo gli Squallor a rappresentantare una comicità brada, bassa e goliardica (in contrapposizione a quella "raffinata", per quanto popolare, dei vari cabarettisti milanesi Jannacci, Svampa, Cochi e Renato ecc), in un milieu culturale assolutamente diverso da quello di oggi, in cui sarebbero stati semplicemente e bellamente ignorati, sommersi da dosi di conformismo schiacciante, boicottaggio mediatico e distrazione carnale (Miley Cyrus, l'unica provocazione la fanno fare a te o alle mutande delle Serebro! Quanti martelli ci dobbiamo leccare?). Nella seconda metà di quel decennio invece, per quanto male sia di moda parlarne, c'erano veramente un altro livello culturale, un'altra consapevolezza e un altro impegno sociale.

Che però, diciamo così, per quanto si trattasse di un ambiente infinitamente più favorevole di quello odierno, quest'atteggiamento troppo pieno di certezze incrollabili e troppo spesso di tipo materialista o assolutista, fra loro in rapporto dialettico, non era ancora la soluzione ai problemi dell'uomo o della società. Infatti qui si è innestata la provocazione degli Skiantos, contro ogni determinazione sociale, contro ogni facile interpretazione dogmatica ammantata di kultura che poi, si sa, ti cura con premura. Inconsapevolmente (secondo noi) contro ogni ipocrisia che riversava nell'impegno sociale "esterno", e forse anche un po' di facciata, ogni azione umana, relegando così in secondo piano le dinamiche interiori anche mutantropiche. Insomma un imbecille impegnato socialmente era sinceramente convinto di essere superiore ad un pensatore collettivamente timido, tacciato quindi di individualismo.

Il loro "metodo" mutantropico fu quello di rigettare tutto quest'impegno di facciata nel nome di un'istintualità selvaggia e a dir poco non meditata, da loro definita demenziale. Fra i vantaggi profetici che un simile approccio portava c'è stata la stigmatizzazione di una sorta di psichiatria "pubblica" (fatta di cultura condivisa a mo' di nuovo buon senso collettivo, ma oggi abbiamo Rosario Sorrentino), l'anticipare la totale mancanza di rispetto che l'arte di lì a poco avrebbe avuto per la sua audience ("siete un pubblico di merda", ma oggi abbiamo Morgan e X-Factor), i rischi del cibo come panacea ("i gelati sono buoni", ma oggi abbiamo gli obesi), dello strapotere finanziario ("brucia le banche, bruciane tante", ma oggi abbiamo il binomio loro strapotere/crisi) e della disinvoltura pubblica nel sesso con minori ("mi piaccion le sbarbine", ma oggi abbiamo Berlusconi :).

Una Mutantropia assolutamente anticonformista, quindi, ma non abbastanza profonda e anegoica per poter risultare veramente duratura e incisiva. La demenzialità assolutamente acculturata di Elio e le Storie Tese, la next big thing dopo di loro, l'aveva nei fatti già contraddetta e superata. Ed è proprio in questa contraddizione intrinseca che il buon Freak Antoni si dibatterà tutta la vita, fino a quel grido di sconfitta che sarà nei fatti il titolo Non C'è Gusto in Italia a Essere Intelligenti. Purtroppo l'evoluzione dell'uomo non è stata prevista per successive degenerazioni, cioè "grattando il fondo del barile" morale o etico del suo stato di vita. Il disco del 2009, Dio ci Deve delle Spiegazioni è forse segno proprio di un dubbio in merito. Insomma, all'ottima e intelligentissima provocazione della sua pars distruens filosofica mancava il contrafforte di un'altrettanto efficace pars costruens, che in parte fu proposta e commercialmente sfruttata dal buon Elio (forse per questo da Freak mai amato).

A ciò si aggiungano i notori problemi con l'eroina di cui è sempre stato schiavo, suo grande limite esistenziale ed eterno ostacolo alla sua credibilità. Abbiamo parlato in abbondanza dell'autolesionismo degenerativo intrinseco all'uso di sostanze stupefacenti e della loro funzionalità nel fenomeno deteriore del sacrificio del mutantropo

Oggi un grande ci ha lasciato. Un grande che non era riuscito ad essere tale tanto quanto avrebbe voluto, ma che ha dato il suo contributo nell'abbattimento di quel muro di ipocrisia e perbenismo che la Mutantropologia chiama osnoblosi. Che il suo esempio insegni al secolo che per essere veramente deosnoblotici, oltre a un'inevitabile consapevolezza, non basta solo distruggere ma è anche necessario vibrare a un certo stato di vita, che poi... è stato di coscienza.

11 commenti:

  1. L'importanza di Roberto "Freak" Antoni nella storia della musica italiana è immensa e incomparabile.
    Il dolore per la sua scomparsa non può trovare consolazione.
    L'Italia è monca di uno dei suoi geni che non ha voluto o forse potuto riconoscere.

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  2. Non sono molto d'accordo con la frase finale. Non è vero che Freak non è stato in grado di dimostrare la sua grandezza con gesti diversi dal personaggio del cantante strafattone degli Skiantos come tutti lo conoscevano. Ha scritto libri, tenuto conferenze e fatto tanto teatro.
    Ma la gente non lo seguiva! La gente lo voleva così, schiavo di se stesso e del suo personaggio! Chi lo venera oggi l'ha condannato ieri!

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    1. Magari non lo seguivano perchè l'arte che proponeva non era interessante, certamente l'idea della demenzialità è stata un colpo di genio e ha fatto bellissime canzoni, ma poi non ha avuto idee altrattanto forti, questo è il dubbio

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  3. Ma'... l'effetto liberatorio di una canzone degli Skiantos è stato come un vento primaverile di gioventù, ormai relegato nelle segrete della memoria.
    Ma un vento non può essere rinchiuso. Che lo spirito ormai liberato dalle ambasce di questo mondo di Freak lo riporti a scorrere nelle immense valli dell'anima...

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  4. Complimenti, bello scritto che non trascura luci né ombre. Solo non capisco perché abbiate sottolineato la frase "cibo come panacea" con un link a un vostro post che parla di tutt'altro. Ciaooo

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    1. Ciao Augusto, benvenuto. Il link a quel post è motivato dalle sue ultime frasi, che testualmente recitano: "Da notare inoltre l’incredibile sovraesposizione di programmi a sfondo culinario e voyeuristico (GF etc.) nei palinsesti dei media contemporanei", a stigmatizzare la tecnica osnoblotica di continua proposta di piaceri al fine di manipolare le coscienze. Grazie per la domanda!

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  5. Scommetto che tu hai il panzone ma ti credi magro.

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  6. Grande Freak Antoni! Per usare le vostre parole, un picco e una svolta insieme. Che il suo spirito possa andare dove se gli piace scoreggiare non si deve vergognare. 1, 2, 6, 9!!!

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  7. Ma che cazzo me ne frega! Genere ragazzi genere! Ehi sbarbo smolla la biga che slumiamo la tele. Sei fatto duro, sei fatto come un copertone. Ci facciamo? Sbarbi sono in para dura! Ok, ok nessun problema ragazzi, nessun problema! Sbarbi sono in para dura. Schiodiamoci, schiodiamoci. C'hai della merda? Ma che viaggio ti fai?! C'hai una banana gigantesca. Oh c'hai della merda o no? Un caccolo! Ma che viaggio ti fai? Intrippato. Brutta storia ragazzi, brutta storia. C'ho delle storie ragazzi, c'ho delle storie pese! C'hai delle sbarbe a mano? No c'ho delle storie, fatti questo slego :D

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  8. Renata Frescobaldi1 marzo 2014 18:37

    A me il cosiddetto rovck demenziale nn ha mai convinto molto. Roba da maschi o da stupidi. Pensavo che il messaggio di Technesya fosse ben più elevato di un pedofilo e sessista "mi piaccion le sbarbine"...

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    1. Beh non esagerare, all'epoca era poco più che sbarbino pure lui e faceva bene a cantarlo, a quesi tempi le sbarbe non erano affatto tenute in considerazione come ora, era quasi un'onta fidanzarsi con una di loro. Quindi non elevati, pettegoli però sì.

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