20 giugno 2013
Apateporia della Settimana: l'Osnoblosi a prescindere dalle intenzioni
Cari amici, una critica più o meno velata che tempo fa ci avete mosso è stata quella di fare politica su questo blog, ovvero farla di parte. Quest'ultimo aspetto speriamo di averlo definitivamente smentito con i nostri post equamente suddivisi fra Berlusconi, Maroni e Bersani, costui definito mutantropo dimezzato quando ancora gli era rimasto l'ultimo barlume di potere. Certo mancava Grillo, e guarda caso ha fatto scalpore una notizia di questi giorni: l'espulsione della senatrice Gambaro dal Movimento 5 Stelle, decisa anche dalla rete.
Ammettiamo subito una cosa: almeno nelle intenzioni Grillo ci piaceva, così come ci piace chiunque compia un'azione deosnoblotica in questo nostro simpatico paese di pazzi. Lui le cantava chiare al sistema politico marcio e corrotto, e spesso - molto spesso - dicendo le cose come stavano (il che gli faceva perdonare qualche occasionale tono... come dire? sopra le righe).
Eppure... anche noi, come tanti, siamo rimasti perplessi davanti all'escalation di violenza verbale e insulti, davanti a certi discorsi che sembravano sempre più farneticazioni incontrollate, davanti a un atteggiamento rispetto alla devianza interna al partito (vedere ns post) che certamente meritava miglior causa. Come tanti, dicevamo, che hanno dimostrato il loro disappunto con il flop che il Movimento ha conosciuto durante le ultime elezioni amministrative.
Ora... cos'avrebbe detto poi di tanto grave la senatrice Gambaro per meritare l'espulsione? Qui le parole testuali: “Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi, soprattutto quelli contro il Parlamento”. Ovvero quella che per noi è la pura e semplice verità. La reazione piccata ed esagitata del leader, invece, per noi ha un solo nome: egonanismo fuori controllo. Che, nel suo tentativo riuscito di soffocare la verità, altro non fa che rimpolpare la già nutritissima compagnie osnoblotica nazionale. In ciò piegando pure la rete che, vergogna fra le vergogne, si è surrettiziamente prestata a tanta immonda bisogna.
Cari amici non c'è niente da fare, vale più l'egonanismo di ogni buona intenzione. E da oggi è ufficiale: Beppe Grillo è un ipocrita in quanto parte integrante dell'osnoblosi dei tempi che corrono, che lui a parole si propone di distruggere. In realtà vuole distruggerne solo quella parte che dà fastidio a lui: il suo ingresso in politica non è da imputare, infatti, alle raccolte di firme referendarie ignorate dal parlamento?
Osnoblosi di origine egotica. Ontologicamente la più genuina. Storicamente la più pericolosa!
8 giugno 2013
GIOCO SINCRESTESICO III
MERCOLEDI' 12 GIUGNO 2013
Se volete passare una serata diversa, senza sorbirvi discorsi noiosi o dibattiti inutili, provate a confrontarvi nel Gioco Sincrestesico e venite a divertirvi con noi trovando un nuovo modo di porre domande e/o dare risposte!!!
Una serata di gioco
comune in cui la sincronicità e la sinestesia ci guideranno nella
conoscenza dei simboli più misteriosi e affascinanti dell'umanità.
Gioco di relazione, gioco di ruolo, di immedesimazione, di
introspezione e confessione. Gioco di conoscenza degli Arcani più
sconcertanti che da sempre accompagnano l'umanità.
Conoscere e conoscersi attraverso l'esperienza comune dell'atto sincronico e del messaggio simbolico che ci appartiene.
Serata in cui il sorriso e l'allegria sono d'obbligo!
R.S.V.P.
Spazio Sauli
www.chiocciolablu.it
Via S. A. Sauli, 17 - Cit. 5
20127 Milano
C. 349 6466428 - T. 02 40707846
Ingresso € 10
Vi aspettiamo! :)
2 giugno 2013
Rassegna Stampa Mutantropologica V
Mutantropia conformista: il rat-pack di Hollywood.
I nuovi modelli ribelli del XXI secolo: brave persone diventate adulte, senza vizi e che soccorrono l'umanità dolente. L'ego si spreca ma i valori sociali sono assicurati.
I vip presentabili, l'altra faccia dei debosciati amorali e nascosti, bersaglio dall'industria del gossip.
I bambini ci guardano e ci imitano, e poi di modelli negativi ne hanno avuti fin troppi. Oggi hanno comportamenti senza pensiero, virtù pubbliche senza modello di uomo.
Eumutantropi che sbagliano: Magdi Allam molla la chiesa
Magdi Allam può essere definito eumutantropo? Beh, se non lo sappiamo noi.... ;D
Immigrato speciale dalle doti straordinarie (provate voi a diventare giornalisti a quel livello in un paese straniero), diventa poi rappresentante dell'Islam più intelligente, culturalmente connotato, moderno e progressista, il più portato al dialogo interreligioso, il più credibile.
Tanto che si è fatto prendere dalla macchina che l'ha premiato ed esaltato. La sua conversione è stata certamente un gesto mutantropico in quanto battesimo, ma anche un atto egonanista e conformista in quanto pubblico, plateale, addirittura un'investitura papale.
Oggi si è pentito, questa volta in modo anticonformista, apparentemente frutto di un proprio stato di coscienza. Quale? Il suo travaglio interiore sembra profondo ma fors'anche confuso. Nel nome di un Gesù tanto personale da far invidia a quello dei Depeche Mode, non perdona all'Islam di essere quello che è, con le sue contraddizioni e i suoi aspetti oscuri.
Vittima di un fraintendimento frequente: ha confuso Gesù con la comunità cristiana sedicente universale (katholikòs), anch'essa ci sembra non esente da contraddizioni e aspetti oscuri, per usare un eufemismo. Eppure magnanimamente risparmiata dall'anatema, di più, abbandonata in quanto non concorde con un inquietante anatema. Sconcertante.
Se una religione il cui Profeta prevede la condanna si esime dal farlo, perché la condanni tu nel nome di un Messìa che non te l'ha mai permesso?
Metantropia, per lontana che tu sia... puoi sembrare un'utopia.
Apateporie aberranti: il prezzo del desiderio di bellezza
Come vive la sua vita questa persona? Cosa pensa quando si guarda allo specchio? Come lo ricorda il suo desiderio mutantrogenico?
Nel rispetto per il dolore di un essere umano, ci auguriamo che le venga almeno il sospetto che all'uomo basterebbe e avanzerebbe la bellezza interiore.
Non esistono mezzi per procurarsela che ti possano storpiare.
Arte apatepofobica: il ritratto di Angelina Jolie mutilata
Un quadro? Certo, ma anche una crosta di marketing nata per sfrucugliare apatepofobie, con la scusa di esorcizzare quelle dell'autore. L'opposto della Sinestesi ma comunque con effetti sinestetici, nella sua palese bidimensionalità.
Lo sconvolgente fatto di cronaca ha innescato tutto un processo di isteria ed emulazione, quando dovrebbe appartenere alla sfera privata di chi lo vive. La quale però, appartenendo al dorato rat-pack di cui sopra, è stata quasi costretta a renderlo pubblico. Ed è questo "quasi" a dar fastidio.
Mutantropie involontarie: lo Star Wars kid
Il vezzo di vedersi simile ad un modello dello spettacolo torna come boomerang e lo trasforma in meme virale. La rete e i social network, tecnologie segno del progresso e dei gran privilegi dei giovani d'oggi, diventano vettori di sevizie e sputtanamento globale. Tecnicamente ha avuto un mutamento culturalmente imposto.
Eppure quest'uomo è cresciuto, maturato, come tutti ha imparato dalle sue esperienze, specie se negative. E se c'è riuscito lui.... c'è un Mutantropo per tutti!
Mutantropie volontarie: il casino del Gioco Sincrestesico
Nato quasi per gioco, il Sincrestesico è diventato già una creatura che tende a sfuggire al controllo dell'uomo. Personaggi d'ogni tipo, ognuno con le sue rigidità, misticismi, mentali, astrali, fantasmi, alieni, angeli e demoni ;D si sono avvicendati in un ambiente olograficamente connotato ove accadeva ogni sincronicità.
Messi a confronto con simboli tosti, non tutti riescono a interiorizzarli allo stesso tempo e taluni rimangono indietro, tra i quali il manager dei Pooh, ma per gli altri è stata un'esperienza di successivo scioglimento di callosità più o meno metaforiche.
In questa sede vogliamo ringraziare calorosamente Anna Falchi per essere intervenuta!
Ricordiamo l'obbligo di iscrizione alla casella email.
E al tizio che sostiene di aver fatto un famoso orso pubblicitario, abbiamo una cosa sola da dire: fai domande!
I nuovi modelli ribelli del XXI secolo: brave persone diventate adulte, senza vizi e che soccorrono l'umanità dolente. L'ego si spreca ma i valori sociali sono assicurati.
I vip presentabili, l'altra faccia dei debosciati amorali e nascosti, bersaglio dall'industria del gossip.
I bambini ci guardano e ci imitano, e poi di modelli negativi ne hanno avuti fin troppi. Oggi hanno comportamenti senza pensiero, virtù pubbliche senza modello di uomo.
Eumutantropi che sbagliano: Magdi Allam molla la chiesa
Magdi Allam può essere definito eumutantropo? Beh, se non lo sappiamo noi.... ;D
Immigrato speciale dalle doti straordinarie (provate voi a diventare giornalisti a quel livello in un paese straniero), diventa poi rappresentante dell'Islam più intelligente, culturalmente connotato, moderno e progressista, il più portato al dialogo interreligioso, il più credibile.
Tanto che si è fatto prendere dalla macchina che l'ha premiato ed esaltato. La sua conversione è stata certamente un gesto mutantropico in quanto battesimo, ma anche un atto egonanista e conformista in quanto pubblico, plateale, addirittura un'investitura papale.
Oggi si è pentito, questa volta in modo anticonformista, apparentemente frutto di un proprio stato di coscienza. Quale? Il suo travaglio interiore sembra profondo ma fors'anche confuso. Nel nome di un Gesù tanto personale da far invidia a quello dei Depeche Mode, non perdona all'Islam di essere quello che è, con le sue contraddizioni e i suoi aspetti oscuri.
Vittima di un fraintendimento frequente: ha confuso Gesù con la comunità cristiana sedicente universale (katholikòs), anch'essa ci sembra non esente da contraddizioni e aspetti oscuri, per usare un eufemismo. Eppure magnanimamente risparmiata dall'anatema, di più, abbandonata in quanto non concorde con un inquietante anatema. Sconcertante.
Se una religione il cui Profeta prevede la condanna si esime dal farlo, perché la condanni tu nel nome di un Messìa che non te l'ha mai permesso?
Metantropia, per lontana che tu sia... puoi sembrare un'utopia.
Apateporie aberranti: il prezzo del desiderio di bellezza
Come vive la sua vita questa persona? Cosa pensa quando si guarda allo specchio? Come lo ricorda il suo desiderio mutantrogenico?
Nel rispetto per il dolore di un essere umano, ci auguriamo che le venga almeno il sospetto che all'uomo basterebbe e avanzerebbe la bellezza interiore.
Non esistono mezzi per procurarsela che ti possano storpiare.
Arte apatepofobica: il ritratto di Angelina Jolie mutilata
Un quadro? Certo, ma anche una crosta di marketing nata per sfrucugliare apatepofobie, con la scusa di esorcizzare quelle dell'autore. L'opposto della Sinestesi ma comunque con effetti sinestetici, nella sua palese bidimensionalità.
Lo sconvolgente fatto di cronaca ha innescato tutto un processo di isteria ed emulazione, quando dovrebbe appartenere alla sfera privata di chi lo vive. La quale però, appartenendo al dorato rat-pack di cui sopra, è stata quasi costretta a renderlo pubblico. Ed è questo "quasi" a dar fastidio.
Mutantropie involontarie: lo Star Wars kid
Il vezzo di vedersi simile ad un modello dello spettacolo torna come boomerang e lo trasforma in meme virale. La rete e i social network, tecnologie segno del progresso e dei gran privilegi dei giovani d'oggi, diventano vettori di sevizie e sputtanamento globale. Tecnicamente ha avuto un mutamento culturalmente imposto.
Eppure quest'uomo è cresciuto, maturato, come tutti ha imparato dalle sue esperienze, specie se negative. E se c'è riuscito lui.... c'è un Mutantropo per tutti!
Mutantropie volontarie: il casino del Gioco Sincrestesico
Nato quasi per gioco, il Sincrestesico è diventato già una creatura che tende a sfuggire al controllo dell'uomo. Personaggi d'ogni tipo, ognuno con le sue rigidità, misticismi, mentali, astrali, fantasmi, alieni, angeli e demoni ;D si sono avvicendati in un ambiente olograficamente connotato ove accadeva ogni sincronicità.
Messi a confronto con simboli tosti, non tutti riescono a interiorizzarli allo stesso tempo e taluni rimangono indietro, tra i quali il manager dei Pooh, ma per gli altri è stata un'esperienza di successivo scioglimento di callosità più o meno metaforiche.
In questa sede vogliamo ringraziare calorosamente Anna Falchi per essere intervenuta!
Ricordiamo l'obbligo di iscrizione alla casella email.
E al tizio che sostiene di aver fatto un famoso orso pubblicitario, abbiamo una cosa sola da dire: fai domande!
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13 maggio 2013
Verità e Stato di Coscienza
Cari amici, il nostro recente confronto "duro" col fan club di Morgan e le loro sublimi argomentazioni (del tenore "non capite", "usate paroloni difficili" [ma come? ma non eravamo noi a non capire?] e comunque "Morgan è un genio che non si discute"), ci ha persuaso ad approfondire l'argomento iniziato nel post Sinestesi e Verità.
Lì si diceva sostanzialmente che, secondo il nostro modesto parere, "verità" equivale a "possibilità", concetto che si lega indissolubilmente a quello quantistico di probabilità di distribuzione dell'elettrone. In sintesi una cosa è vera laddove possibile, e la sua "veridicità" nello spazio-tempo in esame è paragonabile all'eventuale funzione gaussiana di probabilità che gli elettroni avrebbero di distribuirsi in un determinato campo elettromagnetico. Chiaramente però la comprensione di questa variabile di probabilità dipende dallo stato di coscienza di chi guarda.
Detto in altre parole: più uno stato di coscienza è elevato, maggiore è la capacità di discernere la possibilità (o una modalità di possibilità), quindi la veridicità, di un'affermazione o un concetto. Detta probabilità, in un'ipotetica fotografia dell'istante, si distribuisce nelle due dimensioni di un foglio piatto, dove in alcune zone si concentreranno tanti puntini-elettrone da renderle quasi nere, in altre saranno più radi, in altre ancora del tutto assenti. La distribuzione non può essere quindi stocastica, se non in certi casi particolarissimi o solo in certe zone del foglio. Inoltre, se è vero che esistono Verità Eterne, è altrettanto vero che quelle di ogni giorno, le verità terrene e a maggior ragione quelle umane, nel tempo conoscono una variabilità sottoposta alla regola dell'apparire-brillare-sparire. Così il flusso di probabilità/elettroni si distribuirà come una nebulosa ottenuta dalla sovrapposizione di indefiniti fogli-istante, sempre diversa a seconda della verità in esame nelle 4 dimensioni dello spazio-tempo.
Quanto più un singolo stato di coscienza riesce a figurarsi questa "nebulosa", questa struttura di possibilità, tanto più comprende una verità. Ad esempio un'affermazione come "la Metempsicosi è finalizzata all'uscita dal Samsara" ha un tasso di veridicità assolutamente diverso per l'iniziato ai Grandi Misteri rispetto, che so, al membro medio del fan club di un cantante mediocre. Di più: per capire lo stato di coscienza di quest'ultimo basta vedere l'animosità con cui prende la frase "il tuo idolo è stato prima un artista mediocre poi un uomo catastrofico", per lui assolutamente a probabilità zero, quando per chiunque altro è un'ovvietà evidente.
Si ha così a che fare con un paradosso apparentemente insormontabile: affinché qualcosa venga comunicato, l'ascoltatore deve almeno contemplare in via teorica la possibilità che un elettrone possa trovarsi in una determinata posizione, ovvero deve già in qualche modo avere quella verità dentro di sé. Altrimenti nessuna informazione può passare. Per fortuna le cose non stanno sempre così... spesso lo stato di coscienza cambia con l'onestà verso se stessi, e/o con la capacità di riconoscere un'evidenza. Le due cose sono strettamente connesse: se non si è onesti verso se stessi, le evidenze non sono più tali, fatto salvo il caso della proverbiale facciata contro il muro, ovvero, manco a dirlo, dell'apateporia.
Cantavano i grandi CSI "chi c'è c'è e chi non c'è non c'è" e forse intendevano proprio questo. Come un elettrone non può occupare una posizione più elevata di quanto consenta il livello energetico dell'atomo al quale è legato, così lo stato di coscienza non arriva laddove l'intelligenza nemmeno sospetti una possibilità. Con una piccola eccezione, però: così come certi atomi possono essere "eccitati", cioè caricati di energia, permettendo agli elettroni di raggiungere posizioni prima impossibili, allo stesso modo una mente può essere sottoposta a esperienze che, essendo riconosciute come reali ed evidenti, ne amplifichino lo stato di coscienza.
Secondo noi ci riescono solo tre cose: le droghe, ma il loro risultato è passeggero, in parte fasullo e comunque lo si paga a caro prezzo; le apateporie, ma fanno male e alla lunga portano alle apatepofobie; e... un'esperienza di tipo sinestesico (ancor più che sinestetico, essendo quest'ultima normale nella ns quotidianità).
Molti dei partecipanti al Gioco Sincrestesico se ne sono accorti, e con nostro piacere ce l'hanno (ri-)dimostrato. Grazie, alla prossima! :)
9 maggio 2013
Da pochi giorni siamo attivi anche su Facebook, se volete venire a trovarci cliccate qui: Sinesthesys Technesya
30 aprile 2013
Il Gioco Sincrestesico
Con questo post si annuncia una serata di Gioco Sincrestesico che avrà luogo mercoledì 8 maggio, parteciparvi costerà € 10, il numero ovviamente è chiuso e la presenza prevede la prenotazione alla casella email sinesthesys@gmail.com. Se prenotate e poi non venite (senza avvertire) saranno rintracciati i vostri indirizzi IP, quindi voi come persone fisiche, e verrete scotennati all'istante (questo x chi ci accusa di essere leggermente assolutisti :)
Sarà Gioco Sincrestesico, non Sinestesi, insomma non arte. Gioco di relazione, di immedesimazione, di introspezione e confessione. Gioco di conoscenza degli Arcani più sconcertanti che da sempre accompagnano l'umanità.
Eppure.... come chi ci segue ormai sa a memoria (seee, stiamo freschi....) si ha Sinestesi quando si applica Arte Sinestesica, ovvero:
1) emissione multimediale, su più canali, quindi percepibile da più organi di senso
2) ideata e realizzata da più artisti che collaborano senza che certuni prevalgano su altri
3) focalizzata su un archetipo, per quanto (solo) rappresentato da un simbolo o un meme
4) strutturata in modo aperto, dove abbia luogo la massima sincronicità, garanzia di unicità della fruizione
Ma la dimensione artistica è sempre necessaria? No, si può affermare che se si vuole creare Sinestesi o stati sinestesici senza avere ambizioni artistiche, come ad esempio per un evento, è sufficiente che si elimini il secondo punto. Verrebbe così a mancare la "progettualità" estetica dell'opera, oltre alla sua costruzione/realizzazione da parte di artisti, mancherà cioè il suo essere opera d'arte. Necessariamente questo porterà a una diminuzione delle proprie capacità comunicative, possiamo dire della sua "espressività polisemica", con conseguente riduzione delle possibilità di sincronicità.
Nondimeno i partecipanti all'evento verranno isolati dal loro mondo abituale, familiare, per un luogo fuori dalla loro area di confort, cioè potenzialmente percepibile come anticamera di insicurezze e apatepofobie. Ma non avverrà nulla di tutto ciò: il gioco prevede solo l'esperienza del contatto con simboli e arcani universali dell'umanità, i quali inevitabilmente, se non altro per attivazione di certi centri neuronali, opereranno un lavoro sottile a livello animico. Gli astanti si confronteranno quindi con aspetti interiori rimossi o repressi o quantomeno desueti, e infine si darà massimo spazio e attenzione alla sincronicità degli eventi, provando a coglierne i molteplici significati.
L'esperienza risulterà quantomeno sinestetica perché la conversazione e la relazione con gli altri, soprattutto se in un contesto di gioco, mette in moto le più diverse modalità e sensibilità, potenziate dallo stato di risveglio di sensi altri e interiori provocato dalle simbologie circostanti. C'è quindi la possibilità che si verifichi Sinestesi, ovvero quello "stato sinestetico superiore" veramente in grado di produrre coscienza. Una coscienza nuova ma auspicabilmente duratura, in grado di portare gli effetti mutantrogenici che auguriamo a tutti.
Poi, com'era più il nostro slogan? A ognuno il Mutantropo che si merita! ;D
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22 aprile 2013
Fenomenologia di Rosario Sorrentino
Non vogliamo parlare dell'uomo o del professionista, per quanto in una
certa misura sarà inevitabile farlo, ma vorremmo che il focus del post
fosse centrato esclusivamente sulla fenomenologia di questo popolare
(per quanto apparentemente ai più sconosciuto) personaggio dello
spettacolo.
Chi è Rosario Sorrentino? Perché ha quella faccia (domanda meno scema di quanto sembri)? Perché al Tg2, da noi riconosciuto in tempi non sospetti come la vera voce critica della nazione, appare sempre ed esclusivamente lui?
Non ha cattedre, non insegna, non pubblica studi, ma Rosario Sorrentino è lo specializzato della mente per tutte le stagioni! Serve un neuorologo? Uno psicologo, uno spichiatra, uno psicanalista? Dall'ansia da prestazione al complesso di Edipo, dalla sindrome bipolare al delirio di onnipotenza, fino alla sua vera e propria specializzazione, gli attacchi di panico, lui ha sempre una risposta chiara, razionale, rassicurante.
È lecito domandarsi perché. Si tratta di uno stipendiato Rai? No, è un professionista.
È il migliore sulla piazza? Il dubbio pare a dir poco legittimo.
Forse è semplicemente un attore, un bravo caratterista che serve a quel ruolo ma che, al contrario del medico buffo Luciano Onder (gran brava persona, per carità, ma...), non è stato possibile assumere in Rai o non si è voluto farlo per vie ordinarie. La spiegazione regge ma non basta.
Rosario Sorrentino è il poliziotto buono, è il lato gentile e affabile della psichiatria, del controllo della mente, della definizione di normalità. È sorridente, rassicurante, sicuro di sé, con espressioni che oscillano dal sornione al seriamente preoccupato, mentre cerca di descrivere l'inspiegabile: la mente umana e le sue infinite sfaccettature. Dà alla devianza le sue etichette scientifiche, ne descrive i rischi ma poi rassicura.
Comunque non si esime dal proporre cure infallibili! Facendo una banalissima ricerca con Google (alla data del post), emergono una serie di risultati che, letti in successione, danno un effetto sorprendente:
http://lidi.forumfree.it/?t= 52737074
http://it.answers.yahoo.com/ question/index?qid= 20100602123014AA8HGaX
http://espresso.repubblica.it/ dettaglio/chi-e-sorrentino- neurologo-da-tv/2200612
Cioè ti fanno capire chi è in realtà Rosario Sorrentino: un impiego interessato di risorse pubbliche, un "informatore farmaceutico" della mente, fantoccio di quell'industria e messo lì in un'operazione di condizionamento contrabbandata dalla coscienza critica della nazione come necessità scientifica oggettiva. Insomma un corpus osnobloticus.
Noi lo amiamo, questo paese :)
Chi è Rosario Sorrentino? Perché ha quella faccia (domanda meno scema di quanto sembri)? Perché al Tg2, da noi riconosciuto in tempi non sospetti come la vera voce critica della nazione, appare sempre ed esclusivamente lui?
Non ha cattedre, non insegna, non pubblica studi, ma Rosario Sorrentino è lo specializzato della mente per tutte le stagioni! Serve un neuorologo? Uno psicologo, uno spichiatra, uno psicanalista? Dall'ansia da prestazione al complesso di Edipo, dalla sindrome bipolare al delirio di onnipotenza, fino alla sua vera e propria specializzazione, gli attacchi di panico, lui ha sempre una risposta chiara, razionale, rassicurante.
È lecito domandarsi perché. Si tratta di uno stipendiato Rai? No, è un professionista.
È il migliore sulla piazza? Il dubbio pare a dir poco legittimo.
Forse è semplicemente un attore, un bravo caratterista che serve a quel ruolo ma che, al contrario del medico buffo Luciano Onder (gran brava persona, per carità, ma...), non è stato possibile assumere in Rai o non si è voluto farlo per vie ordinarie. La spiegazione regge ma non basta.
Rosario Sorrentino è il poliziotto buono, è il lato gentile e affabile della psichiatria, del controllo della mente, della definizione di normalità. È sorridente, rassicurante, sicuro di sé, con espressioni che oscillano dal sornione al seriamente preoccupato, mentre cerca di descrivere l'inspiegabile: la mente umana e le sue infinite sfaccettature. Dà alla devianza le sue etichette scientifiche, ne descrive i rischi ma poi rassicura.
Comunque non si esime dal proporre cure infallibili! Facendo una banalissima ricerca con Google (alla data del post), emergono una serie di risultati che, letti in successione, danno un effetto sorprendente:
http://lidi.forumfree.it/?t=
http://it.answers.yahoo.com/
http://espresso.repubblica.it/
Cioè ti fanno capire chi è in realtà Rosario Sorrentino: un impiego interessato di risorse pubbliche, un "informatore farmaceutico" della mente, fantoccio di quell'industria e messo lì in un'operazione di condizionamento contrabbandata dalla coscienza critica della nazione come necessità scientifica oggettiva. Insomma un corpus osnobloticus.
Noi lo amiamo, questo paese :)
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Vita
19 aprile 2013
Patti Smith
Ho imparato più da Puccini
che dai Rolling Stones.
12 aprile 2013
Il Sacrificio di un Uomo Patetico: il caso Morgan
A mo' di escusatio non petita, vorremmo chiarire subito che non affrontiamo quest'argomento per sparare sulla Croce Rossa, cioè sulla patetica figura di un povero minus habens come Morgan. Ciò che ci indigna di questa vicenda, che tanto richiama il nostro post sul sacrificio del Mutantropo, è che il detto trattamento si applica anche a chi Mutantropo non è, sebbene sia presentato come tale. Sì perché il "sistema" (parola di Vito ;), per evitare la messa in discussione sistematica (appunto) che di esso fanno i veri Mutantropi, quand'anche egotici, talvolta ne inventa di finti e li presenta in tutto e per tutto come veri al fine di creare consenso. Insomma l'ennesima forma di Osnoblosi, ma dal nostro punto di vista particolarmente vigliacca e odiosa, dal momento che concerne l'area dell'arte.
Al mite, o forse nemmeno poi tanto, Marco Castoldi capitarono due colpi di fortuna così enormi, in Italia, da non poter non suscitare più di un sospetto. Vero è che lui non ha avuto mai nessuna remora a fare di sé la carne da macello che il sistema voleva, pur di apparire il Mutantropo che non era, e goderne i relativi vantaggi.
Il primo colpo di fortuna fu l'aver raggiunto negli anni '90 una certa popolarità, tutto sommato modesta ma comunque di una certa consistenza, con l'insulsa band Bluvertigo: un gruppuscolo di inetti che, oltre ogni tempo massimo, cercava di scambiare come new wave, ovvero post-punk (uno stile di 15 anni prima), la loro inettitudine di musicisti. Già, peccato che i post-punk originali usassero il loro, chiamiamolo così, entusiasmo da inesperti per comporre capolavori nel nome del "non importa come lo dici ma cosa dici", mentre i Bluvertigo non ci risulta abbiano composto un solo pezzo degno di nota. Insomma già dei piccoli osnoblotici, prova ne sia che nessuno sente la loro mancanza (salvo il loro fan club, ovviamente ;).
Ma qui per il nostro si innesta il secondo colpo di fortuna: la conoscenza e l'inspiegabile innamoramento che di lui ebbe Asia Argento, l'algida figlia del grande Dario. Diventato improvvisamente, da star mediocre (e giustamente "fallita", per quanto in Italia il suo percorso fosse stato di successo, rispetto a molte altre e ben più meritevoli band), personaggio di primo piano del gossip nazionale, inizia per lui il vero periodo d'oro: dischi solisti premiati, collaborazioni con Battiato ed altri artisti più o meno credibili, partecipazioni a trasmissioni televisive come improbabile opinion-leader, conduzione di alcune di queste, di cui la più famigerata fu l'inguardabile X-Factor.
Purtroppo tutto questo successo aveva un ben triste risvolto: sapeva di falso osnoblotico lontano un miglio. I suoi dischi tanto premiati o non valevano nulla, con conseguente sputtanamento delle giurie coinvolte, presumibilmente corrotte o osnoblotiche anch'esse, o proprio non erano suoi (il tutto sommato decente "Non al denaro, non all'amore né al cielo", rifacimento senza infamia né lode dell'omonimo capolavoro di De André). Le sue comparsate televisive lasciavano trasparire il vuoto pneumatico del suo non-pensiero, in compenso espresso con una boria degna da artista egotico consumato. Dell'offesa alla pubblica intelligenza di programmi come X-Factor o Amici di Maria de Filippi (ai nostri occhi non meno osceno, ma forse più onesto), non vorremmo dilungarci oltre.
Insomma un patetico fantoccio imposto dall'industria nazionale dello spettacolo contro ogni senso della decenza. Perché, diciamolo, è stato questo suo essere presentato come "artista", ancor più che come (risibile) opinion-leader, ad averci indignato di più. Già, peccato che dietro quest'apparenza farlocca di Mutantropo si celasse un essere umano vero, e pure piuttosto fragile, che l'industria del gossip nazionale non si è risparmiata dal divorare nelle varie piccole tragedie che si sono succedute alle sue apateporie: Asia Argento che, smascherato, lo molla disgustata (probabilmente da se stessa, e dall'incredibile abbaglio che ha preso); l'essersi vantato di consumo di cocaina sulla stampa, con tanto di stigmatizzazione mediatica a cui ha DOVUTO fare seguito pubblica ammenda, che però non l'ha salvato dall'esclusione alla kermesse popolare denominata "Sanremo"; dischi venduti sempre meno, diffidenza e ridicolizzazione da parte della poca critica intelligente rimasta in patria e amenità simili.
Eppure, nella galoppante decadenza dell'uomo Marco Castoldi, almeno una cosa intelligente è riuscito a dirla, avendo il coraggio di dichiarare in pubblico un'evidenza: il tracollo artistico di Vasco Rossi, che veramente avrebbe fatto meglio a ritirarsi dalle scene anni fa. Apriti cielo! Il nostro è stato sottoposto a un fuoco incrociato di critiche anche giuste: non ti puoi permettere di sputare nell'osnoblotico piatto in cui mangi, e a questi livelli smodati perdipiù.
Notizia di questi giorni è che "Morgan", o forse più esattamente l'uomo dietro la maschera osnoblotica, è stato "ricoverato per abuso di farmaci". Non vorremmo dire requiescat in pace, ma poco ci manca. Ci lascia interdetti la sua volontà di essere rispettato, come se lui avesse mai rispettato le nostre intelligenze, ingrassando sul sistema che ce le stava avvelenando e, visto che c'era, avvelenava anche lui con esse. Vuole liberarsi dai demoni? La Sinestesi è qui anche per questo, per quanto gli basterebbe guardarsi intorno con un'intelligenza minima che evidentemente proprio non ha.
Ripetiamo, a beneficio di tutti e fors'anche di noi stessi, che cosa ci dà il voltastomaco in tutta questa squallida vicenda:
1) nonostante l'Italia abbia insegnato al mondo le regole della musica, come di quasi ogni altra arte classica, oggi non c'è modo di fermare i mediocri, anzi:
2) questa perversa industria dello spettacolo esalta personaggiucci di mezza tacca, per creare consenso e distrarre le masse dal prendere coscienza delle loro miserande condizioni (Osnoblosi docet).
3) nondimeno costoro, a mo' di novelli Noriega o Saddam (dittatori internazionali tanto imposti quanto successivamente eliminati dagli USA), devono assolutamente obbedire alle regole, pena l'eliminazione dai giochi, fino al proverbiale sacrificio del Mutantropo, per quanto farlocco
4) in quest'operazione perversa, di osnoblosi compulsiva e sistematica, vengono impiegati fondi e risorse che, così facendo, non arrivano mai a chi prova a fare arte sul serio.
Ammirati, possiamo solo ringraziare. O no?
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30 marzo 2013
Apateporia della Settimana: macerie di governo (ovvero del Mutantropo dimezzato)
Chi ci segue per certe ragioni probabilmente ci manderà al diavolo: un altro post politico, nonostante le nostre ripetute intenzioni contrarie. Ma poter parlare del segretario del Partito Democratico in questo frangente è occasione davvero troppo ghiotta, esemplare e in fondo di rilevanza più sociale che politica. E poi sarebbe anche giusto farlo se non altro per par condiscion, no? ;)
Perché ci rimase impressa la dichiarazione con cui, nel dicembre del 2011, Pierluigi Bersani motivò il suo beau geste, la sua intenzione di rinunciare alle elezioni anticipate, accettando anzi proprio appoggiando il governo tecnico, per "non governare sulle macerie". Sicuro in modo quasi borioso della sua vittoria, da un punto di vista miope aveva anche ragione: l'esborso elettorale sull'instabilità economica di quel periodo, con la nostra credibilità internazionale profondamente minata dalla flagranza dei danni berlusconiani, ci avrebbe portati sul lastrico.
Ma almeno eravamo più ricchi: oggi, dopo più di un anno di montismo, stiamo decisamente peggio. Ora alle macerie economiche si sommano quelle sociali e quelle "finanziarie", nel senso di fabbisogno finanziario personale delle famiglie. L'unica cifra che è andata bene è stata quella che interessa i principali acquirenti di debito pubblico, le banche, cioè lo spread, ma ora traballa anche quello. Nel frattempo, nel torbido ha rialzato la testa il suo solito sguazzatore, il Cavaliere (e chi altri?), mentre per l'inettitudine - perché questa ha dimostrato il governo tecnico, dalla Fornero a Terzi - sono emersi i più vari rottamatori, di partito (Renzi) o sedicenti estranei (Grillo), in grado di ridimensionare la boria del nostro a livelli imprevisti. Ed ecco l'Apateporia: non ci sono i numeri per formare un governo.
Al "ragionevole" Pierluigi Bersani, con la sua bella immagine di "brav'uomo", "bravo politico", "bravo ministro" sotto il governo Prodi, comunque uomo di apparato e di partito, anzi sempre di più, non è riuscito il mutamento a vero uomo di potere. O gli è riuscito solo fino a un certo punto, all'interno dell'apparato stesso, dove ha condotto anche una battaglia di democrazia (le primarie), ma è come se l'ego avesse sporcato tutto col suo interesse, la ricerca di potere avvertita come destino ineluttabile e meritato.
Oggi, anche se l'avesse questo potere, governerebbe comunque su macerie peggiori di quelle di allora. Ma il buffo è che non ce l'ha e persino Napolitano ha dichiarato il bisogno di una pausa di riflessione. Strano, perché il suo tentativo di apparire serio e pulito rispetto all'avversario a tutti ormai noto era sincero. Ma, nel regno dell'autoaffermazione, al re degli egonanisti non glie la fai. Tanto più che ne è emerso un altro, a spese di entrambi ma soprattutto sue, che in quanto a ego è meglio lasciarlo perdere. Insomma Berlusconi è più "puro", quindi più efficiente, nel suo far leva sui bassi istinti egoisti di ignoranti e opportunisti, così come Grillo lo è sull'indignazione e le componenti emotive, di pancia.
Ciò che vorremmo dire è che non è stato il voler dimostrare un pelo di etica la causa della sua debacle. No, forse non ancora debacle, per ora chiamiamola col suo nome: apateporia. È stato il voler essere mutantropo in modo egotico in un'arena di potere, quindi di ego, contro due più esperti di lui. Il suo beau geste è stato nella migliore delle ipotesi ingenuo, nella peggiore osnoblotico, perché sporcato (guarda caso, l'avreste detto mai?;) da egonanismo, motivato sopra, e conformismo, cioè volontà di non dispiacere ai moderati e alla classe media in genere (la separazione con Di Pietro, il quasi-silenzio di Vendola, ecc ecc).
La sua triste parabola politica sembra insegnarci che la via dell'eumutantropo non è facile, innanzitutto perché difficilmente è pura, cioè veramente, profondamente (e non ipocritamente, opportunisticamente) scevra da egonanismo e conformismo. In ogni caso ci insegna che la sua via non ha successo in politica, agone dialettico egotico-emotivo per eccellenza. Ecco un'altra ragione per cui essa ci disgusta, ovvero ci interessa solo per i tanti esempi negativi che può fornirci.
Buona Pasqua di resurrezione, che è rinnovamento, Italia! ;)
15 marzo 2013
Sinestesi e Verità
Anziché farci vivere tranquilli la nostra esistenza, due strani personaggi, tali Esthetron e Psichiro (a proposito, nick notevoli), ci chiedono delucidazioni sul concetto di verità.
Bene, chiariamolo subito però: noi non siamo in grado di dare alcuna risposta soddisfacente. Come Socrate sappiamo solo di non sapere come tutto veramente accade e si concatena. Semplicemente ne scorgiamo una parte. Quella parte che il nostro stato di coscienza è in grado di focalizzare.
Va bene, necessaria modestia a parte... Come ben sa chi ci segue, lo studio della verità, cioè l'epistemologia o la gnoseologia, secondo noi deve mutuare le proprie categorie dalla fisica quantistica. Posizione che, filosoficamente parlando, fa di noi dei cosiddetti corrispondentisti. Ovvero per noi "un'affermazione è vera solo quando esprime degli stati di cose presenti nel mondo", o anche assenti ma comunque possibili. Che riflette il postulato quantistico secondo il quale l'elettrone è presente in tutti i luoghi ove potrebbe essere, divenendo "presente" in più piani spaziali ed escludendo quindi l'impossibilità. Dopotutto anche gli antichi greci chiamavano la verità ἀλήθεια, alétheia, ovvero "non nascondimento", in termini moderni "non impossibilità".
Insomma la nostra posizione si può definire corrispondentista quantistica o possibilista, perché per noi è "vero" ciò che si verifica o che anche potrebbe verificarsi ma ancora non l'ha fatto. Ciò ovviamente non significa che Auschwitz non è esistito solo perché "è possibile" che non sia esistito. Una delle conseguenze logiche di un simile approccio ontologico è che quella particolare verità chiamata evidenza, quando appunto non si tratta di illusione, sia innegabile. Piuttosto che negare la realtà in nome di astratte teorie possibiliste, quindi revisioniste, l'uomo dovrebbe imparare ad assumersene la responsabilità.
Stesso discorso per chi nasconde un oggetto in una mano: può essere in ognuna delle due, qual è la verità? L'evidenza nega la possibilità e cristallizza una verità unica, evidenza per colui che nasconde l'oggetto, è ovvio. Anche questo aspetto corrisponde alla sconcertante deduzione quantistica che vuole che sia l'osservatore a fissare la posizione dell'elettrone, ovvero che la realtà osservata e l'osservatore, l'oggettivo e il soggettivo, siano in corrispondenza biunivoca. In mancanza della "fotografia" scattata da un osservatore in un preciso istante spazio-temporale, l'elettrone è ovunque possa essere e in effetti così è, almeno in una prospettiva diacronica. Ciò che non è impossibile è obbligatorio.
Tre sono le critiche principali a questo tipo di approccio: che fare al mutare delle condizioni, cioè basta questo a mutare la verità? E ciò che nemmeno sospettiamo esista è vero/possibile o no? C'è poi il discorso del rapporto con le 3 verità razionali, come giustamente ci ha ricordato Psichiro, ovvero l'ideologica, la dogmatica e la scientifica.
Ma analizziamo i tre punti separatamente.
1) ebbene sì, lo ammettiamo, al cambiare delle condizioni cambia l'evidenza, la possibilità... ma non la verità. Il fatto che io non possa vivere nel cosmo per mancanza d'ossigeno, temperatura accettabile o pressione atmosferica minima, non significa per questo che io non sia vivo o non possa esserlo a determinate condizioni. Secondo noi questo range di possibilità che si sostituiscono a una verità evidente o anche solo immaginabile ha una potenzialità teoretica che è difficilmente esprimibile. Al limite è la variabile cronologica a interessarci: è vero che c'è vita su Marte? Se le condizioni lo permettono, sì, potrebbe esserci stata, potrebbe essere e/o potrà esserci in tempi passati o futuri.
2) il bello di un concetto di verità così espresso è che questo non dipende dalle nostre conoscenze. Cioè, sarebbe comunque delirante stabilire che NOI si possa dire una parola assoluta e definitiva su ciò che è vero e cosa no. Insomma è poco importante il fatto che noi sospettiamo che una cosa esista o sia vera, il suo status di veridicità è assolutamente indipendente. Che lo sospettiamo o meno, essa è possibile? Se sì è anche vera, punto. Ed è proprio qui che la Sinestesi svolge il suo compito...
3) sulle tre verità razionali, nel senso di comunicabili, il discorso si fa più articolato e complesso. Ma si può riassumere così: quella dogmatica e quella ideologica non sono verità, bensì al limite affermazioni, asserzioni, convincimenti. Credo dogmaticamente che la mia anima andrà in paradiso? Penso ideologicamente che la dittatura del proletariato migliorerà il mondo? Sono pensieri, non verità. Saranno gli eventi a dimostrarne lo stato, mutandole quindi in "verità scientifiche", ovverosia provate. Perché è vero ciò che succede nei fatti, non ciò di cui si ha convinzione, soprattutto laddove, come nel secondo caso, la storia ha già espresso un giudizio inappellabile.
Quindi, al contrario delle altre due, quella scientifica è verità, ma purtroppo normalmente parziale e insufficiente (non scordiamoci che ogni scoperta scientifica tende a negarne una precedente). Questo perché la chiusura mentale dei nostri scienziati, i limiti spesso tanto necessari quanto soffocanti che l'accademia si impone, le mille difficili condizioni necessarie a un esperimento ripetibile, rendono veramente angusto il margine di manovra di questo tipo di verità. La ricerca scientifica per sua natura tende a non accettare le devianze (ecco un altro argomento a favore del post precedente), un esperimento cioè deve dare un risultato il più univoco possibile, non aprirsi a un range di indefinite possibilità. Per noi invece è proprio in questo che risiede la verità ricercata: è vero ciò che è possibile. È quindi una determinazione quantitativa, non qualitativa: una cosa è vera anche se ha una possibilità su un miliardesimo, o di un trilionesimo. Fino a prova contraria.
La legge che governa il mondo a noi conosciuto è l'entropia, noi crediamo che tutto sia un costante e progressivo divenire di infinite possibilità che si manifestano su spazi diversi.
Ne approfittiamo quindi per introdurre un'altra condizione necessaria a identificare ciò che è Sinestesi: è importantissimo che essa apra a indefinite possibilità. Non deve mai imboccare un percorso chiuso a priori, univoco o dalle possibilità ridotte (per quanto plurali, cioè semplicemente superiori a 1), ma aprire a un mondo virtualmente indefinito, almeno in linea di principio, o definito a seconda delle condizioni insite nell'archetipo evocato. Una Sinestesopera basata sugli archetipi dei Tarocchi, ad esempio, potrà contare su 22 arcani maggiori e 56 arcani minori, ovvero 78 segni che potranno essere elevati alla potenza delle combinazioni permesse dall'opera stessa. Sarà ciò che questo mondo chiama casualità, e noi definiamo con Jung sincronicità, a determinare quale combinazione toccherà al fruitore in connessione alle proprie cause karmiche, alle energie cosmiche, alle congiunzioni astrali del momento e al suo stato di coscienza di osservatore privilegiato.
Definire, etichettare, fotografare il reale, nei suoi molteplici e sfuggenti aspetti, diciamolo, è cosa impossibile. Non esiste foto o videocamera in grado di rappresentare il fittissimo reticolato di energie, aspetti e cause karmiche presenti in ogni istante in qualunque situazione spazio-temporale. Per questo la Sinestesi si fa specchio simbolico rivelando dimensioni invisibili, impreviste e fors'anche insospettabili. In grado cioè di avvicinare il fruitore, almeno in parte, a ciò che sappiamo essere verità. Una verità non comunicabile in modi razionali, quindi non dogmatica, ideologica o scientifica, ma nondimeno verità. Anzi, verità a maggior ragione!
Altrimenti come si potrebbe scegliere il proprio mutantropo a ragion veduta? ;)
3 marzo 2013
Mutantropia e Devianza Sociale
Ci chiede Vito di parlare di un argomento estremamente interessante, ovvero lo sfruttamento che un non meglio definito "sistema" eserciterebbe nei confronti dei mutantropi. Verrebbe da chiedersi quali, dal momento che fra i commenti al post si parlava di devianza sociale e comunque la mutantropia è pratica molto diffusa fra gli esseri umani. A meno che non si supponga che il "sistema" sfrutti tutte le categorie, mutantropi, devianti e immobilisti compresi. In effetti le cose stanno proprio così: il sistema sociale, per la sua sussistenza, ha bisogno del supporto di tutti i suoi membri, che tendono a dividersi in sfruttatori, sfruttati e outsider. È anche vero però che così si rischia di generalizzare su fattispecie molto diverse fra loro, soprattutto per quanto riguarda i rapporti fra mutantropia e devianza.
Cominciamo affermando che le due categorie sono assolutamente indipendenti: i devianti non sono necessariamente mutantropi come i mutantropi solo in pochi casi sono devianti. Quali? Il dizionario della lingua italiana definisce la devianza come il "comportamento proprio di chi rifiuta le norme e le consuetudini comunemente accettate". In quest'accezione, ne distinguiamo tre categorie:
- d. di origine genetico-fisica: handicap, mutazioni o deformazioni fisiche, a cui seguono emarginazione e rifiuto delle comuni norme sociali
- d. da disagio psichico: sensibilità esasperata, malattia mentale, uso di droghe, che portano ad ignorare (più che ad allontanarsi da) le suddette norme
- d. autoindotta: o mutantropica, quasi mai evolutiva, come avviene nelle società oppressive-oscurantiste, mentre nelle moderne libertarie è quasi sempre egotica e/o osnoblotica, spesso le due facce della stessa medaglia
Nella realtà dei fatti i tre tipi di devianza non si escludono, è infatti esperienza comune vederne determinati aspetti, in misura maggiore o minore, presenti nello stesso soggetto. Un esempio archetipico potrebbe essere il ragazzino con difetti logopedici (origine fisica), che per disagio diventa fumatore di hashish (aggiungendo disagio psichico), per poi fare l'alternativo in un centro sociale o diventare un cosiddetto punkabbestia (gesti mutantropici). Tale sovrapposizione avviene anche perché le tre categorie non sono perfettamente omogenee, poiché le prime due si distinguono solo per la causa scatenante, diversa ma di un fenomeno comune: il disagio nei confronti delle norme sociali vissute come imposte e ingiuste, ovvero come "colpevoli", responsabili "esterne" del disagio stesso. Insomma si tratterebbe di una devianza eterodotta, al contrario del terzo tipo, quella mutantropica, come tale autoindotta (ricordiamo che è mutantropico quel cambiamento volontario percepito come portatore di vantaggio). Dal nostro punto di vista, quindi, distinguiamo solo due tipi di devianza: quella eterodotta e quella autoindotta, o mutantropica.
Nella gran maggior parte dei casi si tratta di mutantropia egotica: il soggetto in questione si decide all'atto mutantropico per errata o esagerata percezione del proprio io (percezione che potrebbe anche avere cause eterodotte, tipicamente dalle correnti di pensiero che invitano ad "apprezzare" se stessi). Se il gesto mutantropico-egotico è conformista si ha mutantropia del primo tipo, o osnoblotico-borghese, mentre se esso è solo egotico possono arrivare a presentarsi casi di devianza: attori, rockstar, giornalisti o vip dagli atteggiamenti bizzarri e dalle opinioni "forti" o antisociali. Ovviamente la società nel suo complesso, il cosiddetto "sistema" (per usare il termine di Vito), a seconda della cultura condivisa fra i suoi membri, più o meno progressista ovvero più o meno all'insegna di una certa apertura mentale, deve venire a patti con tali personalità, che hanno la tendenza a minarne i valori ed esercitare un certo influenzamento specie sui giovani. In Iran, ad esempio, simili personaggi vengono condannati a morte, mentre nei sistemi capitalisti moderni la tendenza è quella di tollerarli finché vengono percepiti come utili, ovvero portatori di denaro. Questo perché tale sistema incoraggia qualunque manifestazione della personalità, anche quelle più estreme, finché questa si rivela fonte di reddito, in mancanza del quale la personalità verrebbe immediatamente sanzionata, o confinata nelle istituzioni totali ad essa deputate: case di cura, ospedali psichiatrici, carcere.
Non è sempre stato così per tutte le "manifestazioni di personalità deviante". Celebre la reazione che la società americana ebbe nei confronti delle star del rock'n'roll alla fine degli anni 50, quando queste furono boicottate dall'industria discografica, vessate senza pietà dal fisco, costrette ad espatriare e anche vittime di incidenti misteriosi, quando non delle loro stesse abitudini diciamo poco salubri. In seguito, grazie all'incredibile successo che il genere musicale, rielaborato come beat, conosceva dall'altra parte dell'Atlantico, la stessa America si decise a tollerarle, anche perché non così diverse dai più conosciuti attori, showman o altre personalità dello spettacolo e dell'imprenditoria. Nondimeno ogni sistema di potere in linea di principio non tollera il deviante. Costui mina i suoi stessi presupposti, ovvero il controllo sociale - leggi osnoblosi - costringendolo a moltiplicare gli sforzi - leggi spese - per mantenerli validi. Ecco perché di finta tolleranza si tratta, ipocrita e osnoblotica, che si regge in piedi solo se motivata da lauti guadagni, valore assoluto e indiscutibile in regime capitalista, che nel suo nome arriva a comprendere anche forme veniali di quella particolare devianza che è la criminalità (si veda il caso italiano di Berlusconi).
Quali sono però i limiti di tale ipocrisia? Beh, uno si è già visto: la redditività del mutantropo deviante. L'altro è la misura della sua devianza: atteggiamenti fortemente criminali, che rechino pericolo o danno a membri della collettività o fortemente sovversivi, tendono ad essere immediatamente sanzionati. L'ego fuori controllo è un pessimo esempio che non viene perdonato (a meno che non riguardi il potere, è ovvio), ma solo tollerato finché si mantiene entro i limiti non scritti e sempre mutevoli della morale corrente, degli usi e dei costumi imposti. Certo, perché è capitato spesso che devianti del passato, che in vita hanno subito ogni angheria, vengano indicati post mortem come esempi e/o pietre miliari dell'evoluzione morale della società (vedasi Oscar Wilde, deviante eterodotto da una società oscurantista, per sensibilità estrema unita a intelligenza fuori dal comune).
Quando il personaggio di successo, più o meno mutantropo e più o meno deviante, commette un'infrazione giudicata grave a uno dei limiti sopraesposti, cioè cade in disgrazia o il suo ego fuori controllo indugia in atteggiamenti antisociali, se non è più utile al potere subisce il fenomeno del sacrificio, in una delle seguenti forme: diffamazione mediatica, mobbing fra pari (fino all'uscita di scena), imprigionamento in istituzione totale, avvelenamento da alcool e droghe che sfocia nella seminfermità mentale, quando non nella morte fisica più o meno indotta. Insomma l'eliminazione sociale della devianza o fisica del deviante.
Il sistema appena descritto è tanto allucinante per noi quanto normale per la percezione comune. Ad esso contrapponiamo l'universo di valori della Sinestesi, che non permette e/o non premia atteggiamenti egotici. L'artista egotico tipico della modernità semplicemente non fa Sinestesi, ne è escluso per sua stessa natura, poiché solo chi ha raggiunto un certo stato di coscienza ne condivide modi e fini. Nondimeno tale estetica è utilissima per ogni tipo di egonanista se accetta di farsi fruitore, perché viene messo in contatto con gli insospettabili universi che uno stato di coscienza amplificato dalla Sinestesopera può dare.
Come si consigliava, assolutamente inascoltati, all'uomo Roberto Formigoni (nel frattempo sprofondato in ulteriori abissi di ridicolo e abiezione), di certo una Sinestesopera favorirebbe quel processo mutantrogenico di cui tanto avrebbe bisogno... umanamente parlando. Socialmente, invece, il deviante in quanto criminale veniale (ma bada bene: non mutantropo!) Roberto Formigoni ha rinforzato la propria posizione di potere niente di meno che in seno al Senato della Repubblica.
Grazie Italia! uno così non lo si sacrifica, eh? :)
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16 febbraio 2013
Fabrizio Corona: un eloquente caso di dinamica mutantroposnoblotica degenerativa
Dall'interessante documentario Videocracy - Basta Apparire di Erik Gandini, caldamente consigliato, apprendiamo della divertente e caotica vicenda biografica di Fabrizio Corona, noto sottoprodotto del gossip nazionale.
Strano misto di intelligenza operativa, spregiudicatezza e abiezione morale, il personaggio, ancor più che la persona Fabrizio Corona, appare vittima innanzitutto di un ego titanico e delirante, non si sa quanto corroborato da stupefacenti, e secondariamente del meccanismo sociale da noi precedentemente definito sacrificio del mutantropo. In realtà è vero che senza l'irrazionalità a cui ha portato la miscela di questi elementi, condita da una singolare arroganza, non avrebbero potuto verificarsi gli eventi che andiamo a narrare.
Figlio di giornalisti siciliani, quindi non del degrado socio-culturale a cui spesso sono condannate certe realtà del meridione d'Italia, senza escludere le meno note ma nondimeno presenti realtà del settentrione, lo sfaccendato ventisettenne nel 2001 si decide a un grande gesto mutantropico: diventare imprenditore. Apre così un'agenzia fotografica, anche grazie alla fortunosa conoscenza dell'allora potentissimo Lele Mora, meglio noto come "il manager dei VIP". Ma di mutantropia egotica si tratta, perché purtroppo per Corona imprenditori non ci si improvvisa, e presto intervenne la prima apateporia sotto forma di difficoltà finanziarie (si tace qui sul tenore di vita che il tipo si permetteva). Bisogna monetizzare e decide di farlo per vie osnoblotiche, non volendo ammettere di essere lui un imprenditore mediocre ma bensì dichiarandosi vittima di un sistema non in grado di comprenderlo. Infatti, come documentato in Videocracy, decide di diventare una sorta di "Robin Hood moderno che prende ai ricchi, ma per dare a se stesso". Insomma il suo nuovo core business diventa l'estorsione: grazie alla vicinanza di Mora si procura foto compromettenti degli odiati vip (evidentemente divenuti tali per qualche incomprensibile diavoleria, non per il perverso sistema di cui anch'egli si nutre), per poi ricattarli sistematicamente.
Quando nel 2008 viene smascherato dalla giustizia, ha un'apateporia veramente traumatica. Ed ecco quindi un'altra scelta mutantropica: divenire ciò che odia di più, un VIP. Certo un vip sui generis, romantico e maledetto, oltre che fine conoscitore dei meccanismi mediatici con cui far leva sul sistema. Comparsate televisive, in discoteca, a sagre paesane, Corona riesce ad acquistare un'enorme notorietà a livello nazional-popolare. Però di mutantropo osnoblotico ora si tratta: il suo nuovo status è basato su una tesi di presunta persecuzione giudiziaria che, se funzionava per l'allora premier (un famoso satiro nano e barzellettiere), di cui Mora si rivelò paraninfo, non era detto funzionasse anche per lui. In realtà sembra essere stato più avido ed egotico che intelligente e, nonostante una certa fama a livello locale, né lui né l'ex amico Mora, ora miseramente caduto in disgrazia, riuscirono a fermare il corso della giustizia terrena.
Nel gennaio del 2012, condannato, tenta la fuga all'estero e viene fermato in Portogallo dopo soli 4 giorni. Da vip a fuggiasco, quindi, sempre nel tentativo osnoblotico di convincere l'opinione pubblica di essere un vero perseguitato. Eppure se, come in questo caso, la giustizia terrena è sembrata quasi vera Giustizia, ciò è stato solo perché il soggetto ha attuato una micidiale miscela di delirio egotico e scarsa lungimiranza etica.
Ci domandiamo se, nelle lunghe e silenziose ore buone per la meditazione e l'introspezione che comporta quest'ennesima enorme apateporia, ovvero il carcere, avrà modo di riflettere su cosa sia la natura dell'uomo e sul perché della sua esistenza. Sul nati non fummo a viver come bruti, ovvero per adorare questo ridicolo star-system, né del resto per combatterlo. O comunque su un universo interiore che una vita dedicata a inseguire evanescenti e ridicole chimere non gli ha permesso di immaginare.
Il sistema di valori in cui tutti siamo immersi, in fondo, occasionalmente ci fornisce dei risvolti positivi. Cioè sembra suggerire che a volte nella vita, piuttosto che determinazione, soldi e ambizioni, sarebbe meglio sviluppare la rara dote di saper scrutare il Mistero.
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7 febbraio 2013
Confronto Sinestesico parte II
Parleremo ora della milanese Flavia Vallega Krystael, assolutamente meno nota della Abramović e d'una decina d'anni più giovane, artista che proviene dal fertile milieu della canzone colta italiana. Ha studiato con i più grandi maestri di vocalità nei più diversi stili e tipologie: classico, opera, contemporanea, jazz, pop, worldmusic, fino ad approdare alla spiritualmusic e alla sciamanica, con Badiali, Martelli, Metre, Ravazzi, Lindsay e sciamani sudamericani. E ha approfondito il percorso di potenziamento vocale del metodo Seth Riggs e sperimentato collaborando con K. Anderson del Roy Art Theatre di Londra. Fino al 1990 ha collaborato come solista con jazzisti del calibro di Gaslini, Waldron, Melillo, Webb e Viganò (bassista dei Gipsy Kings) e in duo con Roberta Gambarini; ha partecipato al Festival Jazz di Perugia, al Bobby McFerrin e molti altri in Italia ed all’estero; ha fatto musica minimalista di J. Adams nei Conservatori italiani, concerti di musica classica-operistica e un tour con Franco Battiato (quello di Gilgamesh); ha partecipato a jingle pubblicitari (Kodak, Volkswagen Polo), fino all'assegnazione del premio della critica per l'esecuzione vocale-strumentale in un documentario Kartell.
Come autrice ha debuttato con l’opera teatrale-musicale Il Sentiero al Regno del Sole, dai temi esoterici, eseguita in teatri italiani tra il 2000 e il 2003. Ha poi inciso il CD Punto Zero, con la collaborazione dello scrittore, poeta e ricercatore Mario Pincherle; ed infine ha composto la colonna sonora del corto Al di là del Velo (www.aldiladelvelo.it) del 2007; per poi collaborare con Andrea Doria DJ su brani inediti. In questa sua ricerca ha sempre coltivato una vocalità "estrema", coerentemente con le sue duttili e superbe doti canore, passando da un canto "soprannaturale" alla Lisa Gerrard, fino alla bitonalità rituale sciamanica di una Sainkho Namtchylak. Nel suo messaggio ha sempre cercato di comunicare la necessità di purezza ed elevazione dell'anima, che nelle parole rifletteva una ricerca interiore nei grandi testi-guida e nei miti simbolici che costituiscono il retaggio spirituale dell'umanità. Nel corso di queste ricerche, esattamente nel 2001, ha scoperto le enormi potenzialità del "diapason scientifico", cioè quello che stabilisce la frequenza del la a 432 hz e quella del do a 256. Si tratta del diapason utilizzato sistematicamente fino all'800 ma poi sempre meno, fino alla II guerra mondiale, quando fu definitivamente rimpiazzato dall'attuale e più acuto la a 440 hz.
Già Giuseppe Verdi ai suoi tempi lamentava la preoccupante tendenza, venuta dall'Europa, di accordare il la a 440hz perché più "squillante". E successivamente addirittura il nazismo si era reso conto di come i propri soldati reagissero più prontamente a stimoli sonori dati con quell'accordatura che, dopo che negli USA divenne quella standard, fu adottata come "ufficiale" prima in Inghilterra, poi nel resto d'Europa. Insomma dalla fine della seconda guerra mondiale la musica è diventata più acuta e squillante, con effetti sul nostro sistema nervoso, sul nostro udito e sulle capacità performative dei cantanti facilmente intuibili. Il tradizionale diapason scientifico, invece, viene chiamato così perché la nota minima possibile è il do a 8 hz, per cui tutti i multipli di 8 sono "scientificamente" dei do, come quello a 256 hz. Si tratta del do classico tradizionale, molto più rilassante, con un maggior numero di armoniche e in grado di indurre stadi di meditazione più profondi e intensi, quando l'attuale la a 440 hz crea invece uno stato mentale di allarmata attenzione. Da allora la Vallega si è prodigata in divulgazione, conferenze e stage musicali, il più famoso dei quali fu il concerto Time no Time del 2008.
Seguirono performance e concerti in convegni e conferenze con Gregg Braden-Bruce Lipton, Franz Winkler, Methusalem Meier, l'ing. Colin Andrews, Carlos Diaz, Douglas Baker, Paola Harris, Richard Boylan, Padre Anthony, Lama Ghence. Infine, trasferitasi in Spagna, cominciò ad organizzare convegni su un nuovo tipo di coscienza denominati Ciencia y Espiritu e Maestros y Guías, con Ananda Bosman, scienziato visionario e musicista, promuovendo la diffusione della musica a 432 hz e delle sue frequenze naturali riarmonizzatrici. Del 2009 la collaborazione con lo scienziato-musicista L. Palmisano-Azrael per comporre musica biomolecolare, che come frutto darà il CD Ocean of Silence che utilizza percorsi sonici psicodinamici. Così con il CD Inner Voices propone la canto-terapia, viaggio armonico frequenziale per riarmonizzare gli stati di stress somatipsichici. Il CD, testato dallo scienziato Nicola Limardo (www.geoprotex.it), ha superato 5 test con esito positivo di risonanza valida per persone con disturbi prevalentemente localizzati nel sistema nervoso centrale e nel sistema cardiocircolatorio.
L’insegnamento sulla voce è attualmente applicato alle ricerche sui rapporti armonici pitagorici e sull’utilizzo di esercizi vocali frequenziali che potenziano le capacità sonore ed autoguaritrici del suono della voce (la Riconfigurazione Sonica 432Hz), utilizzando anche le frequenze a 8hz e suoi multipli emesse dai delfini, sia per cantanti professionisti che per chiunque desideri conoscersi e risanarsi attraverso l’espansione del suono. Periodicamente organizza stage e terapie della voce con sonorità rifasatrici e guaritrici, sia nei centri di medicina alternativa che privatemente. Con il compagno catalano Francesc Saez Wama (o Icshaw) ha fondato il gruppo in cocreazione AlchimiaSound432Hz Club, che si avvale anche dei musicisti Mauro Giulianini, Cristina Belli e Tiziano Ribiscini, con i quali organizza serate-evento in cui dimostra le incredibili potenzialità dell'accordatura a 432hz. Forse non tutti arrivano ad apprezzare il look neo-sciamanico / new-age della nostra, invero forse un po' naif, ma chi vi scrive ha avuto l'indubbio piacere di partecipare a una serata performativa di Flavia e Francesc e ha vissuto le incredibili esperienze che la loro ricerca è in grado di donare.
Ed è per questo che come Gruppo Sinesthesys ci prendiamo la responsabilità di affermare che, nonostante la minor esperienza e l'apparente ingenuità di certa sua ricerca, Flavia Vallega riesce veramente ad avvicinarsi alla Sinestesi mentre, per quanto più "seria", credibile e titolata, Marina Abramović no. Perché? Analizziamo meglio il lavoro della grande performer serba più vicino alle nostre teorizzazioni: The Abramovich Method, del 2012.
Finalmente Marina sembra accorgersi di una necessità: è il pubblico che deve avere esperienze sinestetiche, non lei, e infatti dichiara "Nella mia esperienza, maturata in quaranta anni di carriera, sono arrivata alla conclusione che il pubblico gioca un ruolo molto importante, direi cruciale, nella performance". Ma va? C'è arrivata dopo 40 anni? alla buon'ora e bontà sua, madame ;)
All'entrata del PAC di Milano si vedevano sedie e altre strutture tipo baldacchini, cabine o tavoli, alcuni dei quali con annesse pietre dure, cristalli o quarzi varii. Sopra, sotto, di fianco, seduti, sdraiati, in piedi, gli astanti alla mostra, tutti addobbati con grembiulino bianco come tanti dottorini in fila, una cuffia che li isola acusticamente e gli occhi chiusi. Non sembra succedere nulla, ognuno è concentrato sulla propria esperienza, nel suo mondo. Lei è la grande taumaturga, il fare tranquillo di una sicumera conquistata in anni di lavoro, l'eloquio dolce, lento e ragionato. Guida il suo pubblico come un terapeuta guida una seduta di ipnosi piuttosto che di training autogeno. La gente la ascolta come in trance, cercando di seguire le sue indicazioni.
Perché ciò rasenta la Sinestesi? Innanzitutto The Abramovich Method è un'installazione tecnologica, ma soprattutto cerca di isolare l'uomo moderno dal frastuono che lo circonda e prova a farlo orientare sul proprio mondo interiore. Inoltre apparentemente non sembrano dominare la paura, l'effetto sorpresa, il facile soddisfacimento di bisogni primari, caratteristiche tipiche dell'entertainment artigianale di bassa lega. Non escludiamo che con tale metodologia sia veramente possibile risvegliare sensi interiori assopiti, arrivando ad un'esperienza sinestetica molto simile a quelle da noi prefigurate. Ma allora perché non lo è? Il problema risiede tutto nell'ego della Abramović. Lei è l'artista unica (e già questo nega la Sinestesi), la grande terapeuta/sciamana/iniziata che dice cosa fare e non fare. È la sua debordante personalità a guidare i giochi, cioè l'esperienza sinestetica dello spettatore, non un'alterità oggettiva e magari spiritualmente connotata, per quanto un archetipo o almeno un meme possano occasionalmente anche essere evocati. Per carità, ciò avviene con l'esperienza consumata di un'artista del suo calibro, ma sempre di essere umano limitato per definizione trattasi.
Secondo il nostro modesto parere, le esperienze capitate all'assessore comunale Boeri e al consigliere Gabbai sono più che eloquenti su effetti e rischi di un simile approccio. Il taumaturgo è un artista, per di più moderno (e apparentemente piuttosto egotico), non un iniziato ai misteri dell'anima. E comunque, anche lo fosse, difficilmente il suo insegnamento potrebbe adattarsi a tutti, per certe sensibilità è controproducente per forza di cose. Se manca una vera ricerca interiore nei regni oltre il sensibile ordinario, non solo ciò risulta evidente, ma alla fine si organizza una forma di entertainment un po' più raffinato. Tutta la necessaria preparazione iniziale infatti, tra il ginnico e il pranoterapico, è lì a dimostrare l'insufficienza dell'opera in sé (o i rischi che si corrono a fruirne senza adeguata preparazione). Quindi una seduta di terapia di gruppo, tutto sommato ordinaria, non diventa esperienza mistica e infine gli effetti somigliano a quelli descritti nel precedente post: il risveglio di atiquifobie e apatepofobie. In certa misura inevitabili, quando la personalità dell'ego si sostituisce all'impersonalità dell'archetipo.
Anche Flavia Vallega Krystael e Francesc Saez Icshaw cercano di isolare lo spettatore dal mondo esterno, ma con un'attenzione diversa: lo isolano dal mondo esterno della quotidianità frenetica, non dalle proprie percezioni dell'ambiente, compresi gli stessi partecipanti alla medesima esperienza. Questi vengono fatti sdraiare nella penombra e i due neo-sciamani camminano in mezzo a loro suonando strumenti percussivi, sonagli o flauti, tutti accordati sul la a 432 hz, che occasionalmente accompagnano la voce veramente speciale di Flavia. L'esperienza ha qualcosa di sconvolgente: questi suoni sono effettivamente in grado di smuovere qualcosa di profondo, qualcosa che è certamente psichico ma anche fisico, se è vero com'è vero che il corpo è una proiezione dell'anima. La presenza di Flavia che si muove fra i corpi sdraiati, muovendo nello spazio la propria energia personale, il suono cullante della vibrazione, la risonanza sul diapason scientifico e la voce che interviene nei momenti giusti, portano lo spettatore a risvegliare possibilità arcane a livelli che oseremmo definire quasi trascendenti.
Ciò rasenta la Sinestesi perché gli artisti sono due e si palleggiano gli aspetti egotici, e poi l'alterità che richiede la modalità fruitiva di un'opera simile diventa alterità anche interiore. A questa stregua è il suono stesso a farsi archetipo, poiché la campana, la percussione e il flauto sono fra gli strumenti più primitivi dell'uomo. La frequenza a 432 hz funziona, è veramente in grado di accendere schemi neuronali arcanamente incarnati nell'uomo, dandogli così un'esperienza sinestetica estrema di "risveglio interiore". Tutti gli astanti, al termine della performance, dichiarano benessere, guarigione, buone sensazioni o comunque un cambiamento rispetto a prima che pensiamo possa portare, potenzialmente, a processi mutantropici (si spera soprattutto interiori).
Ma allora perché non è (ancora) Sinestesi? Formalmente perché non è tecnologica, quindi non pensata per l'uomo moderno, anche se questo potrebbe costituire un vantaggio (per quanto qui non si parli di arte "migliore" o "peggiore", ma più o meno vicina alla Sinestesi). Sostanzialmente perché gli ego di Flavia e del suo compagno sono due solo illusoriamente: si può dire che anche un gruppo di artisti, quando guidato dallo stesso scopo e sul medesimo fine, de facto realizzi una volontà egotica unica. La loro forza, semmai, è nell'impersonalità della proposta e dei suoi effetti, apparentemente mai negativi (per quanto qualcuno si sia rialzato con una faccia strana: persone che evidentemente hanno un po' patito la profondità del livello smosso dai due, senza però averne nocumento fisico). Insomma è un lavoro ancora troppo tradizionale e basato sulle capacità di due esseri umani in unità d'intenti, oltre che rappresentare una forma di performance che tende ad avvicinarsi più alla terapia o a una seduta di autocoscienza che a un'opera d'arte in senso stretto. Insomma crea un percorso predeterminato e quasi obbligato, non libero e imprevedibile quindi dallo svolgimento necessariamente sincronico.
Ma si tratta comunque di un lavoro davvero impressionante, dove la nostra coscienza viene messa a confronto in modo forte e netto con possibilità dell'anima fino a quel momento (nella norma) sconosciute. Una vera Sinestesopera in pectore, quindi, da parte di una coppia che alla ricerca interiore di un'ancella per l'anima ha dedicato con sincerità e passione una vita intera.
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28 gennaio 2013
Confronto Sinestesico parte I
Un lettore invoca aiuto per riuscire a distinguere cos'è Sinestesi e cosa no. Lo facciamo volentieri premettendo che, perché si tratti di Sinestesi, deve come minimo trattarsi di arte sedicente sinestetica, noi preferiamo la formula "a fini sinestetici", normalmente multimediale. Insomma un quadro o un brano musicale in linea di principio non sono sinestesici, perché comunicanti monosensorialmente, oltre ad essere frutto del lavoro di un singolo artista.
Tra le varie proposte di "arte a fini sinestetici" che ci circondano, ne abbiamo scelte due molto diverse fra loro: il lavoro di Marina Abramović e quello di Flavia Vallega Krystael.
Cominceremo esponendo i punti in comune:
- sono due donne, sesso che è storicamente poco presente nell'arte
- cercano di produrre arte sinestetica, o con tali fini, per quanto apparentemente "solo" bisensoriale (vista e udito)
- tutte e due puntano molto sulla presenza "scenica" dell'artista, un corpo attivo e significante
- entrambe cercano di andare oltre la percezione primaria, ovvero si adoperano per raggiungere ciò che si può definire “colloquio con l'anima".
Quest'ultimo punto è estremamente importante. Le artiste implicitamente si dichiarano entrambe scontente, insoddisfatte del livello di coscienza ordinario a cui normalmente porta la proposta estetica contemporanea, ed entrambe cercano di forzarlo con un'arte a fini sinestetici. Si tratta di una condizione necessaria: se l'artista si accontentasse dello shock o della sorpresa, come succede nella stra-maggior parte dei casi, la sua proposta non dovrebbe nemmeno essere confrontata con la Sinestesi, che appunto appartiene a tutt'altro livello.
Livello al quale, apparentemente, Marina Abramović si è attenuta per anni. Serba, classe 1946, diplomata all'Accademia di Belle Arti di Belgrado, propone i suoi primi lavori nel 1973. Sono opere estreme, installazioni in cui il corpo è protagonista assoluto, ma quale corpo? Il portatore di immagine divina? Il sistema perfetto portatore di coscienza dalle indeterminate possibilità di manifestazione nel cosmo? No. Di carne si raffigura l’immagine, di corpo materiale si parla, che può essere ferito e sanguinare (1973), devastato e stuprato (1974), soffocato fino all'incoscienza (1974), sfregiato da continue spazzolate (1975), ingozzato/rasoiato/fustigato poi ribollito e congelato (1975), esaurito da 8 ore di danza (1975), svuotato di memoria (1976) e piegato in una posa sgraziata a emettere un sordo rantolo d'aiuto (1976). Vorremmo dire "infine", ma questa simpatica poetica ha avuto una coda nel 1990, in cui questo fortunatissimo corpo ha avuto l'irripetibile occasione di farsi divorare da pitoni affamati in un ambiente di ghiaccio.
Da Wikipedia: "Freeing The Body (1975), Freeing The Memory (1976) e Freeing The Voice (1976) sono una serie di esecuzioni in cui Marina Abramović si prefigge il fine di purificare il proprio corpo e la propria mente e di scivolare in uno stato di incoscienza; nella prima muove incessantemente il proprio corpo fino a crollare a terra; nella seconda riprende parole dalla propria memoria fino a non ricordare più nulla e nella terza urla fino a perdere la voce".
Esperienze certamente sinestetiche, quindi, ma solo per lei. Per i suoi spettatori invece molta angoscia, tensione, apprensione, malesseri, tutto ciò che altrove abbiamo chiamato stimolazione di atiquifobie e apatepofobie.
Nel 1976 avviene una prima svolta dopo l'incontro con il performer tedesco Ulay. Diventando il suo compagno nella vita, lui le fece scoprire un grande concetto che evidentemente mancava alla sua formazione umana: l'altro da sé ;). Insieme i due esplorarono concetti come il corpo bicefalo e, successivamente, bisessuato e quindi ermafrodita. Ciò non li aiuterà granché, visto che comunque una statura intellettuale non la si improvvisa dal nulla, e infatti nel 1976 proposero Breathing In / Breathing Out, performance in cui i due, bocca a bocca, respiravano la stessa aria fino ad esaurirla di tutto l'ossigeno e quindi cadere intossicati d'anidride carbonica. Tempo medio necessario a ciò: 17 minuti. Complimenti: hanno scoperto l'altro, ma non l'altro che completa, bensì quello che distrugge, scostandosi di poco dalla precedente poetica catastrofista e autolesionista. Infine nel 1988, dopo essere partiti dai due estremi della grande muraglia cinese, si incontrarono dopo una passeggiatina di 3 mesi, e 2500 km a testa, per potersi salutare definitivamente senza rancore.
L'esperienza con Ulay ebbe però l'enorme merito di cambiare qualcosa nell'animo, invero più curioso che profondo, della nostra performer, inaugurando il periodo più maturo e finalmente per noi più interessante. Ci riferiamo non tanto a Seven Easy Pieces (2005), in cui ha ricreato performance di artisti degli anni 60 e 70 reinterpretandole con la sua sensibilità, cioè sdraiata su letti di candele accese o masturbandosi sotto le assi di un pavimento su cui passavano persone, quanto piuttosto ai suoi due ultimi lavori. The Artist Is Present, presentato fra marzo e maggio del 2010, e The Abramovich Method, del 2012.
The Artist Is Present fu tenuto al Museum of Modern Art di New York durante una grande retrospettiva sul lavoro della Abramović, in realtà la più grande e importante performance mai tenuta al Moma. Nello specifico l'artista è rimasta seduta immobile per complessive 736 ore e 30 minuti, mentre gli spettatori a turno venivano invitati a sedersi davanti a lei. La tensione emotiva dell'essere di fronte una simile celebrità scatenava negli astanti ogni tipo di reazione, senza che apparentemente l'artista facesse nulla. Celebre l'espressione sinceramente commossa dell'ex compagno Ulay, che la rivede per la prima volta dopo 22 anni, ma ancor più celebre il blog "Marina Abramović made me cry", nato appositamente. Dal nostro punto di vista non si tratta ancora di grande arte, ma almeno non vengono sollecitate le paure e le apprensioni del pubblico, il quale effettivamente ha modo di vivere un'esperienza decisamente sinestetica, sebbene secondo noi ancora un po' troppo connotata di emotività.
La performance The Abramovich Method, come recita testualmente Wikipedia, "ha avuto luogo a Milano presso il PAC di via Palestro. Il Metodo Abramovich nasce da una riflessione che l'artista ha sviluppato partendo dalle sue ultime tre performance: The House With the Ocean View (2002), Seven Easy Pieces (2005) e The Artist is Present (2010), esperienze che hanno segnato profondamente il suo modo di percepire il proprio lavoro in rapporto al pubblico che, guidato e motivato dall’artista, vive e sperimenta le sue “installazioni interattive”. Le opere – con cui il pubblico potrà interagire rimanendo in piedi, seduto o sdraiato, sono realizzate con minerali e legno. L'esperienza è fatta di buio e luce, assenza e presenza, percezioni spazio-temporali alterate. La performance consiste nell'entrare nel mondo del silenzio, lontani dai rumori, rimanere soli con se stessi e allontanarsi per poche ore dalla realtà".
Uno spettatore portato quindi in un altrove estetico, messo a confronto con se stesso e il proprio mondo interiore con l'unico riferimento esterno che è la presenza scenica dell'artista. E qui si entra in territori da noi prefigurati nella descrizione della Sinestesi.
Ma questo post ci sembra già abbastanza lungo! Al prossimo per la descrizione del lavoro di Flavia Vallega Krystael e l'esito del confronto ;-)
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16 gennaio 2013
Apateporia della Settimana: la Lega che del Nord se ne frega
Torniamo, malgré nous, a parlare di personaggi appartenenti al mondo della politica, per quanto le nostre intenzioni siano evidenziare furberie e gattopardismi (cioè mutantropie apparenti), certamente non commentare strategie politiche da cui, credeteci, vogliamo solo stare fuori.
Ora... gli americani usano dire "o sei parte della soluzione o sei parte del problema" e a modo loro, soprattutto in situazioni difficili, hanno ragione. Notizia del 7/1 è che ... ehm, "finalmente", c'è stato l'accordo Berlusconi-Lega, ovvero i due partiti più lestofanti degli ultimi anni, per riacquistare credibilità, non hanno pensato a nulla di meglio che riproporsi come alleati (la nostra memoria collodiana ci suggerisce il Gatto e la Volpe). La notizia è singolare perché dimostra che il mutantropo apparente è tale non solo se segue la corrente, cioè mette in atto un tipo di conformismo come un altro, ma anche se lo fa senza un briciolo di coerenza, puntando ovviamente sul fatto che chi lo giudica non ha un briciolo di memoria.
Bene... quand'è che il nord Italia, il grande Nord, come lo definiscono loro, ha passato il suo peggior periodo storico? Vurrìa mai durante l'ultimo governo Berlusconi, di cui la Lega è stata fedelissimo, se non unico, alleato? In questi anni recenti il Nord ha subito il più importante impoverimento del dopoguerra, l'aeroporto di Malpensa ha perso il ruolo internazionale di hub, è stato necessario finanziare con capitali pubblici diverse città del Sud (un esempio per tutti Catania), oltre che finti ministeri a Monza costosissimi e mai entrati in funzione, mentre negli stessi anni diverse migliaia di imprese del territorio sono state costrette a chiudere.
Nel frattempo un buffo ometto in quota Lega, incredibilmente messo a fare il ministro dell'Interno (uh mamma, povera Italia!), ha negato che esistesse la 'ndrangheta al Nord, facendo un servizio per la soluzione del problema pari a quello fornito da chi a suo tempo ha affermato che in Sicilia non esisteva la mafia (cos'era l'osnoblosi più? 'spetta...). Nello stesso tempo il suo partito rubava a man bassa e gozzovigliava a tal punto da aver perso ogni senso di decenza. Quando il capo dello stesso e quel minus sapiens di suo figlio furono colti con le mani nel sacco (e ben luride), cos'è successo all'ometto in questione? Crollato il governo Berlusconi nella più bieca ignominia, perso l'incarico prestigioso che aveva ottenuto per accordi diabolici, non si poteva di certo rassegnare alla mediocrità cui la storia e la natura lo stavano condannando. Così ha pensato bene di fare un gran baccano come pulitore e moralizzatore di un partito ormai allo sfascio, soprattutto in termini di credibilità. Ma fu vero mutamento?
Insomma cosa si è inventato il piccolo castigatore, l'uomo che impugnò la scopa per pulire la Lega contro le malefatte dell'ex capo corrotto, cos'ha pensato di veramente geniale? Allearsi col grande corruttore! Così... tanto l'essere coerenti e credibili è vecchiume superato, e comunque chi lo vota, è risaputo, di politica ed etica diciamo che capisce poco. Certo, lui si è subito sforzato di garantire che lo fa "per la macroregione del Nord, affinché il 75% del prelievo fiscale rimanga al territorio", quindi assolutamente per un "bene collettivo" e non per il suo vomitevole potere temporale, per parlare del quale basterebbe il nostro simpatico post sui 3 vantaggi dell'egonanismo (raramente così appropriato).
E se per questo nobile scopo bisogna allearsi con chi in tempi recenti ha rappresentato la causa prima di ogni corruzione e catastrofe (fra l'altro negando prima l'esistenza della crisi, poi dichiarandola superata e oggi imputandola ad altri), poco importa. Potrebbe andar bene anche Satana in persona, in fondo, o chissà... forse persino quella fantomatica 'ndrangheta di cui tanto ha già negato l'esistenza, no?
Attenzione ragazzi: c'è chi di farlocco ha il simbolo, e chi il mutantropo! :D
Ora... gli americani usano dire "o sei parte della soluzione o sei parte del problema" e a modo loro, soprattutto in situazioni difficili, hanno ragione. Notizia del 7/1 è che ... ehm, "finalmente", c'è stato l'accordo Berlusconi-Lega, ovvero i due partiti più lestofanti degli ultimi anni, per riacquistare credibilità, non hanno pensato a nulla di meglio che riproporsi come alleati (la nostra memoria collodiana ci suggerisce il Gatto e la Volpe). La notizia è singolare perché dimostra che il mutantropo apparente è tale non solo se segue la corrente, cioè mette in atto un tipo di conformismo come un altro, ma anche se lo fa senza un briciolo di coerenza, puntando ovviamente sul fatto che chi lo giudica non ha un briciolo di memoria.
Bene... quand'è che il nord Italia, il grande Nord, come lo definiscono loro, ha passato il suo peggior periodo storico? Vurrìa mai durante l'ultimo governo Berlusconi, di cui la Lega è stata fedelissimo, se non unico, alleato? In questi anni recenti il Nord ha subito il più importante impoverimento del dopoguerra, l'aeroporto di Malpensa ha perso il ruolo internazionale di hub, è stato necessario finanziare con capitali pubblici diverse città del Sud (un esempio per tutti Catania), oltre che finti ministeri a Monza costosissimi e mai entrati in funzione, mentre negli stessi anni diverse migliaia di imprese del territorio sono state costrette a chiudere.
Nel frattempo un buffo ometto in quota Lega, incredibilmente messo a fare il ministro dell'Interno (uh mamma, povera Italia!), ha negato che esistesse la 'ndrangheta al Nord, facendo un servizio per la soluzione del problema pari a quello fornito da chi a suo tempo ha affermato che in Sicilia non esisteva la mafia (cos'era l'osnoblosi più? 'spetta...). Nello stesso tempo il suo partito rubava a man bassa e gozzovigliava a tal punto da aver perso ogni senso di decenza. Quando il capo dello stesso e quel minus sapiens di suo figlio furono colti con le mani nel sacco (e ben luride), cos'è successo all'ometto in questione? Crollato il governo Berlusconi nella più bieca ignominia, perso l'incarico prestigioso che aveva ottenuto per accordi diabolici, non si poteva di certo rassegnare alla mediocrità cui la storia e la natura lo stavano condannando. Così ha pensato bene di fare un gran baccano come pulitore e moralizzatore di un partito ormai allo sfascio, soprattutto in termini di credibilità. Ma fu vero mutamento?
Insomma cosa si è inventato il piccolo castigatore, l'uomo che impugnò la scopa per pulire la Lega contro le malefatte dell'ex capo corrotto, cos'ha pensato di veramente geniale? Allearsi col grande corruttore! Così... tanto l'essere coerenti e credibili è vecchiume superato, e comunque chi lo vota, è risaputo, di politica ed etica diciamo che capisce poco. Certo, lui si è subito sforzato di garantire che lo fa "per la macroregione del Nord, affinché il 75% del prelievo fiscale rimanga al territorio", quindi assolutamente per un "bene collettivo" e non per il suo vomitevole potere temporale, per parlare del quale basterebbe il nostro simpatico post sui 3 vantaggi dell'egonanismo (raramente così appropriato).
E se per questo nobile scopo bisogna allearsi con chi in tempi recenti ha rappresentato la causa prima di ogni corruzione e catastrofe (fra l'altro negando prima l'esistenza della crisi, poi dichiarandola superata e oggi imputandola ad altri), poco importa. Potrebbe andar bene anche Satana in persona, in fondo, o chissà... forse persino quella fantomatica 'ndrangheta di cui tanto ha già negato l'esistenza, no?
Attenzione ragazzi: c'è chi di farlocco ha il simbolo, e chi il mutantropo! :D
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