15 settembre 2014

L'Intelligenza e i suoi sensi

Amici e follower carissimi, come state? È andata bene l'estate? Rilassati e rinfrancati nello spirito? Noi come redazione stiamo bene ma volevamo subito mettere le mani avanti su un paio di punti ;)

Quest'anno il nostro lavoro sarà orientato sulla realizzazione della Sinestesopera, quindi la redazione, già piuttosto scarsa di per sé, perderà ulteriormente effettivi. Ciò non significherà la chiusura di questo blog forse insolito ma anche rivoluzionario (e secondo noi importantissimo ;), ma di certo si diraderanno i post. E in ogni caso aumenteranno quelli a carattere didattico rispetto a quelli di critica sociale, o anche artistica. Questo un po' per le nostre intenzioni a suo tempo dichiarate a fronte di certe critiche, un po' perché, nonostante il pensiero di alcune teste gloriose, fare critica sociale è decisamente più impegnativo che scrivere trattati  teorici, dal momento ti impone di "stare sul pezzo", cosa oggi per noi più difficile.

Oggi infatti parleremo di intelligenza, perché una delle altre critiche che ci arriva di frequente riguarda l'eccessiva difficoltà della nostra trattazione, difficoltà che allontanerebbe le menti semplici e ci renderebbe invisi ai neofiti. Insomma per seguirci sembra sia necessario essere intelligenti. Ma va? Che stranezza, e che arroganza, visto soprattutto il livello medio riscontrabile in rete. Già, ma cos'è l'intelligenza? Come la si può giudicare?

Dall'evidente etimologia latina di legere intus (leggere dentro), l'intelligenza viene definita in modo singolarmente macchinoso "una proprietà cognitiva che sottende alla buona esecuzione di tutte quelle attività della mente che implichino un lavorare sulle informazioni che si possiede per andare oltre". Definizione come si diceva macchinosa e peraltro insoddisfacente, perché esclude chi dal mare magnum di informazioni che ci circondano, da noi già definito "collasso dei significanti", riesce ad estrarre quelle veramente pertinenti al problema in analisi. Capite quindi che a questa stregua si sostituisce una definizione oggettiva con la descrizione di una funzione biologico-mentale? Infatti, e qui lo dichiariamo sotto la nostra responsabilità, l'intelligenza NON è una "proprietà cognitiva", se non forse per pochi istanti. Ma poi che significa "andare oltre"? Oltre cosa? Ah Wikipedia, esperimento interessante ma così goffamente realizzato!

Provvediamo quindi subito a definire l'intelligenza come "efficienza mentale nell'impiego di informazioni", specificando quindi che essa riguarda esclusivamente la mente (l'intelligenza del corpo non esiste, o almeno non direttamente ma sempre per il tramite mentale) e peraltro stavolta accettando la definizione di efficienza fornita da Wikipedia, ovvero "capacità di azione o di produzione con il minimo di scarto, di spesa, di risorse e di tempo impiegati" e annoverando fra le "risorse" le informazioni a disposizione. Affermiamo inoltre che si tratta di un sistema complesso di doti, o di talenti, variamente interrelate. Si vengono così a delineare le seguenti 3 aree: la reperibilità delle informazioni, l'efficacia (da dizionario, la "capacità di produrre l'effetto voluto") di elaborazione e la sua efficienza sopra definita. In breve l'efficacia riguarda il "cosa fare", l'efficienza il "come farlo" e le risorse/informazioni il "con che cosa". Ci sarebbe una quarta area normalmente rientrante nella questione, ovvero la capacità di comunicazione o esposizione, ma come vedremo la sua collocazione qui è solo tangente e comunque un po' abusiva.

1) la reperibilità delle informazioni
Questo è forse l'aspetto più delicato e importante del problema, comunque apparentemente il meno compreso dalla psicologia attuale, nonostante il fiorire di studi sull'apprendimento. Ma forse si fa confusione sulle tre cause che gli danno origine: a) fortuna o karma, b) curiosità o pulsione e c) sensibilità o comprensione. 
a) Si ha una fortuna più o meno karmica laddove ci si trova nel posto giusto al momento giusto: ad es un giovane potenzialmente portato a fare un mestiere che entra in contatto con professionisti dello stesso. Ma normalmente la più grande fortuna è essere di famiglia benestante e avere così accesso a determinati ordini di studi. Si hanno così informazioni specifiche e privilegiate, indiscusso vantaggio nella soluzione di problematiche specie se legate alla società del tempo. Detto questo, ogni competenza è un "colpo di fortuna" se applicata al momento e nel modo giusto, e ad ognuno la sua.
b) si ha curiosità o pulsione attiva laddove l'individuo cerca motu proprio, cioè per sua iniziativa e volontà, di ampliare la quantità di informazioni in suo possesso. E ciò può avvenire in due sensi: (b1) verso la novità, cioè verso materie o questioni perlopiù sconosciute, e in questo caso si parla di attitudine eclettica. Oppure (b2) verso ciò che già conosce, intraprendendo così ulteriori approfondimenti, si parla in questo caso di attitudine analitica. 
c1) la sensibilità o capacità di comprensione, dote certamente molto personale, è l'attitudine di una persona a ricevere informazioni da una materia o una situazione, generalmente esterna, oggettiva. Sia detto per inciso che è a questa attitudine che si riferisce l'etimo della parola intelligenza, ovvero la capacità di intelligere o "leggere dentro" dati (utili e non). Non affrontiamo qui il problema dell'interpretazione, che si innesta su quello di stato di coscienza. Normalmente la sensibilità viene considerata a livello emotivo a causa di una sorta di eredità culturale del romanticismo, ma qualunque capacità di comprensione, intellettuale o emotiva, rientra nella categoria. In questa rientra anche c2) uno degli aspetti più delicati della questione: l'autopercezione, ovvero la capacità di avere di sé e delle proprie capacità un'opinione corretta, il più possibile rispondente al reale. In altri termini parliamo di consapevolezza di sé, o autocoscienza. 

Per riassumere: così come la curiosità si realizza nella forbice ecletticità/analisi, la sensibilità si muove in un ambito esteriore/interiore (comprensione del mondo vs consapevolezza di sé). Aggiungiamo qui che solo queste due categorie, curiosità e sensibilità, fanno parte dell'intelligenza, ovviamente non la fortuna karmica, per quanto i suoi risultati (maggiore istruzione o competenza) rientrino certamente nel sistema complesso che si sta trattando.

2) L'efficacia nell'elaborazione
Questa dipende da due fattori: la quantità/qualità delle informazioni e le capacità logiche di loro elaborazione. Per quanto riguarda il primo dei due aspetti se ne è già trattato al punto precedente, quindi qui ci concentreremo sull'aspetto "a parità di informazioni, chi arriva ad un risultato migliore", cioè più soddisfacente, più "razionale rispetto allo scopo" e senza scordarci che anche quest'ultimo dipende dalla sensibilità, ovvero dallo stato di coscienza, quindi in qualche modo dall'intelligenza di chi lo giudica. Ma qui lo diamo per dato. 
Tipico dell'efficacia è che, nella generalità dei casi (purtroppo non sempre), può essere misurabile. Ponendo ad esempio uguale a 100 la soluzione ideale di un problema, si può avere così la soluzione a cui è arrivato il soggetto X pari, ad es., a 90 e quella del soggetto Y pari a 80. X ha proposto la soluzione più efficace, più utile rispetto allo scopo. 
Ma se questa misurazione è facilmente applicabile a problemi di tipo fisico o logico-matematico, diventa più complesso applicarla a quelli di tipo emotivo-comportamentale, per quanto pure in questi sia possibile ipotizzare scenari di soluzione ed assegnare ad ognuno di essi un punteggio a scalare per indicare un successo più o meno parziale, piuttosto che un fallimento.

3) l'efficienza nell'elaborazione
Qui si tratta di un'altra prospettiva al medesimo problema, infatti può darsi che in determinate situazioni una soluzione più efficiente sia preferibile ad una più efficace. Per conservare l'esempio di prima, può darsi che il soggetto X arrivi alla sua soluzione efficace al 90% dopo giorni di elaborazione con spreco di energie e impiego di mezzi quali elaboratori o altro, mentre l'Y arrivi alla sua soluzione meno efficace dopo 5 minuti di ragionamento autonomo. È chiaro come nella gestione delle emergenze la seconda soluzione sia considerata "più intelligente" della prima, nei fatti la più razionale rispetto allo scopo e viste le condizioni.
Su questi ultimi due punti intervengono le paure, ovvero l'apatepofobia (paura dell'apateporia, cioè di possedere un sistema di valori/informazioni sbagliato) e l'atiquifobia (paura del fallimento, ovvero di non essere in grado di applicare le informazioni correttamente). Finché sono semplici paure ci aiutano a metterci in discussione e progredire, ma quando degradano in fobie creano blocchi e dolore, quindi tecniche auto-anestetiche che, come abbiamo visto, costituiscono l'esca ove allignano le dinamiche osnoblotiche. 

Per riassumere e sintetizzare possiamo affermare che l'intelligenza si muove su una duplice forbice percettiva ed elaborativa, con la prima che si divide a sua volta in pulsione verso la verità eclettica (1.b1) o analitica (1.b2) e comprensione della situazione oggettiva (1.c1) o autocoscienza (1.c2), mentre l'elaborazione si divide in efficace (sub 2) ed efficiente (sub 3). L'intelligenza è quindi la presenza di talenti specifici su determinate percezioni e la capacità di elaborarne i dati, definendo quindi forme di intelligenza la curiosità, la capacità di analisi, la capacità di comprensione, l'autocoscienza, l'efficacia e la velocità (efficienza) di elaborazione. Essa è coadiuvata dalla fortuna karmica (punto 1.a) ed impreziosita da una buona capacità di comunicazione, la quale però è una dote a sé, non propriamente facente parte dell'intelligenza. Può infatti avere una buona capacità di esposizione anche un'intelligenza modesta, tipicamente un portavoce, ma anche un ingannatore in grado di indorare la pillola, in parole povere un osnoblotico (attenzione: non stiamo affermando che l'osnoblotico sia un idiota, anzi spesso è vero il contrario, bensì che un idiota con buone capacità di esposizione sia un eccellente osnoblotico). Detto questo, è pur vero che il buon comunicatore almeno una dote che si applica all'intelligenza deve avercela: la capacità di sintesi, eventuale punto 4 se solo non fosse parzialmente già compresa nel concetto di efficienza di elaborazione (non si può fare un ragionamento compiuto in un tempo ragionevole se non si è in grado di sintetizzare il mare magnum dei dati).

Ma forse la caratteristica più interessante dell'intelligenza è un'altra: che con l'esercizio essa si accresce, ovvero è cumulativa e ciò in modo controllabile, ovvero dipendente dalla volontà del soggetto. Più si accrescono le informazioni più si allena la capacità di elaborarle, e più si trovano soluzioni più si inscrivono gli schemi neuronali che aiuteranno a trovarne altre. Anche perché con l'esperienza diretta, con la conoscenza (ci verrebbe da usare l'antico termine greco, ma già ci hanno accusato di farlo), aumenta lo stato di coscienza, con tutte le implicazioni di cui abbiamo diffusamente parlato nel blog, specie nel post dedicato. 

Insomma, per consolare coloro che trovano le nostre trattazioni troppo complesse, sappiate che l'intelligenza in sé può essere oggetto di atto mutantropico. Certo, in certi casi è necessario un evento dagli effetti mutantrogenici. Come... così, per fare un esempio a caso... una buona sessione di Sinestesi! ;)

11 luglio 2014

Campi di Risonanza Interdisciplinare


Ragazzi, a volte avere ragione dà un po' di fastidio, eh? ;) Davvero, il gruppo Sinesthesys ha aperto questo blog... quando? 2 anni fa? Il primo post, "Provocazione", risale al novembre del 2011. A rileggerlo oggi ci vengono le lacrimucce agli occhi. Davvero abbiamo provocato alcunché?

Cos'è successo in questi due anni e più che mezzo? Abbiamo parlato di categorie collettive ancora poco distinte, come l'osnoblosi, connesse al controllo sociale tramite atiquifobie e apatepofobie. Abbiamo parlato della tendenza umana al cambiamento, che se finalizzata a un vantaggio si definisce Mutantropia. Abbiamo visto che c'è vantaggio e vantaggio e ci siamo soffermati sui famosi tre dell'egonanismo :) Ma soprattutto abbiamo parlato di schemi neuronali e dinamiche quantistiche. I primi usati da osnoblotici e immobilisti per indurre conformismo ed esercitare condizionamento sociale, le seconde che però possono ribaltarne gli effetti, specie se impiegate nella Sinestesi, un'estetica connessa ad archetipi in grado di produrre effetti mutantrogenici. Fate ricerche su queste parole, certi concetti ripetuti giovano.

Ci aspettavamo due reazioni uguali e contrarie a queste nostre parole: un entusiasmo tale da provocare la nascita di un movimento nuovo, oppure l'indifferenza più sprezzante. In questo abbiamo avuto torto, visto che nella realtà abbiamo raccolto un ristretto manipolo di follower critici (per fortuna!), nel generale e appena incuriosito scetticismo dei più, che spesso ci seguono giusto per farsi 4 risate. Sia chiaro: sono i benvenuti nel farlo, per quanto ci faccia sempre piacere il pensiero critico e il confronto che ne nasce, laddove si sia in grado di sostenerne uno ovviamente. 

Ma se in questo abbiamo avuto torto, in cos'abbiamo avuto ragione? Nel nuovo gruppo estetico nato per la realizzazione della Sinestesopera, che oggi ha cambiato nome in Janua Misterii, c'è il membro di una scuola Zen che ci ha segnalato questo master di accompagnamento empatico del morente tenuto presso l'Università di Roma Tre. È davvero impressionante come questa gente insegni a livello accademico e finalizzato all'utilità sociale (Pedagogia e Tanatologia, ovvero inizio e fine della vita) ciò che noi sosteniamo da più di due anni per una nuova estetica finalizzata all'evoluzione e all'autodeterminazione dell'individuo. 

Certo, loro utilizzano il concetto di "empatia" che noi tendiamo a sostituire con quello di "esperienza sinestetica". È chiaro che fra le esperienze di questo tipo rientrano tutte quelle empatiche, però noi non enfatizziamo questo aspetto dovendoci occupare d'altro: arte, consapevolezza e guarigione psicologico-sociale a fini mutantrogenico-evolutivi, ma i metodi sembrano i medesimi, specie quando si riferiscono al "linguaggio delle neuroscienze, della fisica quantistica e della neurocardiologia". Una veloce ricerca su internet ci fa trovare, ad esempio, uno scritto di Gioacchino Pagliaro che dalla "quantistica" mutua i concetti di campo morfico (noi lo chiamiamo morfogenetico ma poco cambia) e relativa risonanza, sottolineando l'importanza dei regimi di coerenza, mentre sulla neurocardiologia vorremmo, quasi di sfuggita, allegare un'immagine trovata online che rappresenta il campo elettromagnetico del cuore. O almeno così lo chiamano loro: chi è esperto di certe discipline avrà certamente riconosciuto la figura associandola ad altra denominazione. In ogni caso, come ben dichiarato da Pagliaro, «ogni individuo è circondato da un campo elettromagnetico derivante dalla combinazione di quelli generati dai vari organi, sistemi e dalla mente stessa (e non solo, ndr). Ogni bio-campo è interconnesso e interdipendente con gli altri campi elettromagnetici», così come William A. Tiller nel 2008 affermava che «la risonanza è il fenomeno con cui il mondo influisce su di noi, possiamo utilizzare la nostra risonanza per influenzare la realtà».

Ma per tornare al bando: «la manifestazione fenomenica della persona umana scaturirebbe da un'unica onda infinita, capace di dare e ricevere informazioni, invita a riflettere su questo modo di intendere il nostro essere, quale parte significativa, comprendente, cosciente dell’universo cosmico». Banalità per chi vive a questo stato di coscienza, cose sorprendenti e inedite per chi è avvezzo (solo) all'Accademia. Ma lo scritto va oltre: «si giunge a trascendere la separazione tra il soggetto e l’oggetto, secondo un rapporto paritetico. L’apertura e la creatività caratterizzano tale relazione umana». Incredibile davvero che simili concetti siano stati sdoganati in ambiente accademico-terapeutico (perché nell'accademia pura, ovvero nei dipartimenti di fisica quantistica, più che sdoganati sono stati creati ;) già prima e apparentemente meglio che in quello artistico. 

Poi, per carità, al di là delle sorprendenti affinità non mancano le divergenze, ovviamente connesse ai diversi scopi perseguiti. Noi non accompagniamo moribondi (senza offesa, eh? ;), anzi non accompagniamo personalmente proprio nessuno, ovvero lo accompagniamo impersonalmente, cioè tramite l'opera e il simbolo, e attendiamo che sia lo schema neuronale, guidato dall'archetipo e dalla sincronicità, ad indurlo al cambiamento. Cambiamento che, per la potenza delle simbologie evocate e per la struttura stessa della Sinestesopera, dovrebbe somigliare ad un risveglio o almeno al raggiungimento di un'"ottava superiore" nello stato di coscienza. Infatti abbiamo visto quali pasticci possano creare certe tecniche se goffamente utilizzate (si vedano ad es. i casi Gabbai e Boeri nelle maldestre mani della Abramović), anche perché in ogni caso il contatto con le proprie aree più recondite, così pregne di apatepofobie ed egonanismi, può sortire effetti inattesi e non sempre gradevoli per lo stato ordinario di coscienza. Ma se la Sinestesopera è ben fatta, un apparente trauma avrà solo effetti positivi ed evolutivi, mentre se si perseguono solo scopi di sorpresa e ricerca estetica sulla pelle altrui (cosa forse tentata dalla signora in esempio) davvero tutto è possibile...

Insomma, al di là dello scetticismo che noi certamente comprendiamo nelle coscienze ordinarie, vorremmo sottolineare come le nostre ricerche siano ormai condivise da ambienti ad esse assolutamente estranee, perché una verità se è tale può essere applicata nei più svariati campi. E... in fondo anche la Sinestesi opera un "accompagnamento al fine vita", no? (sebbene solo possibilmente empatico, non necessariamente), o almeno così auspica. Vorrebbe cioè che l'esperienza sinestesica fosse così forte, i suoi effetti mutantrogenici tali, che l'uomo che la vive da un certo punto di vista muoia. Ovvero inneschi processi mutantropici, di cambiamento, così potenzialmente radicali che alla fine di questi, e dopo tutto il tempo a ciò necessario, fosse un uomo diverso. Quello precedente simbolicamente morto. 


Pensando a queste cosette, il gruppo Sinesthesys si ritira in ferie. Forse alcuni di noi posteranno ancora, forse no. Intanto buon processo di fine vita... lavorativa a tutti! E per quelli che nonostante tutto sopravviveranno... ci si risente a settembre! ;D

22 giugno 2014

Sgarbi alla Mutantropia del Cristo


Ci è capitato di capitare a uno degli eventi più importanti organizzati a Milano oggi: Sublimar, il festival di letteratura religiosa. Davvero un esperimento unico, dove per la prima volta nel mondo, a quanto ne sappiamo noi, si cerca di far parlare le religioni da una prospettiva letteraria, cioè nelle intenzioni culturale e laica. Per la prima volta non contano i dogmi, quindi le intolleranze, bensì l'esperienza, quindi la poesia, la passione, la testimonianza di una vita dedicata alle leggi dello Spirito. Ci siamo già espressi in merito: qui la direzione travalica e oltrepassa quella della Sinestesi.

Già, peccato che il giorno che siamo capitati noi, venerdì 20, quello dell'inaugurazione, ci fosse quel pazzo di Sgarbi coi suoi deliri funesti. Ci piaceva l'argomento della sua conferenza, "Il Sacro e il Profano nell'Arte", certi che sul primo avesse ben poco da dire e comunque a quell'ora non avremmo potuto vedere altro. Fortunatamente la sala era piena per meno della metà, visto che il popolo italiano era impegnato ad adorare l'unica sua vera divinità: il calcio. Non nascondiamo una certa soddisfazione nella sconfitta dell'Italia, ma solo dal punto di vista mutantropologico. In fondo chi sceglie una partita ad una riflessione sul senso della vita, visto che la vita è destinato a buttarla via (e de facto l'ha già fatto), tanto vale che la partita la perda, almeno l'apateporia può innescare eventuali effetti mutantrogenici, no? ;)

Ma torniamo a Sgarbi e ai suoi deliri. Arrivato con un'ora di ritardo, preceduto da insulti e urla, al che ti chiedi se mai smetta quel personaggio o se sia davvero così (ovvero se ci fa o ci è), ha iniziato una delle conferenze più assurde che abbiamo mai sentito, insultando i suoi segretari, il suo autista, gli organizzatori ecc. Poi è passato con disinvoltura e, gli riconosciamo, una certa raffinata dialettica da citazioni coltissime a boutade belle e buone del tipo "il Papa è ateo", "il maestro buddhista (al suo fianco) è meno buddhista di un parroco di campagna" e cose simili. Lasciamo volentieri il resoconto della serata alle varie recensioni che si possono trovare in rete. Se ce ne sono... anche perché, a dire il vero, non sono le argomentazioni in sé il suo forte, bensì lo stile con cui le sa perorare. 

A noi ha colpito una frase, che più o meno recitava così: "vedete il Cristo ad esempio... era Dio, no? Quindi onnipotente, cioè in grado di agire secondo ogni suo vantaggio, e invece scelse di morire in croce".

Ebbene sì, ci ha colpito questa considerazione, questo riferimento ad "agire secondo il proprio vantaggio" così alla base del nostro concetto di Mutantropia, per quanto il discorso in sé non fosse originalissimo, un illustre precedente fu ad esempio alla base del film L'Ultima Tentazione di Cristo di Martin Scorsese. Ci ha colpito anche perché perfettamente conforme al nostro discorso sull'etica, in cui affermavamo come in fondo un comportamento etico fosse in sé irrazionale, incomprensibile, poiché il "vantaggio" cui fa riferimento, essendo morale, spesso sfugge a un'analisi superficiale. E per un attimo si è parato davanti ai nostri occhi (nostri? forse nn di tutti, ndr;) che vantaggio potrebbe avere un uomo a morire in croce. Ovvero la sua capacità di comprendere con che tipo di "morte" sostituire con una vita vera, autentica, una meschina e falsa.

Poi fra qualche battuta, qualche volgarità e il vanto di essersi fatto una suora ed averla convinta a smettere di essere tale, Sgarbi ha concluso la sua sconclusionata serata. Beh no, un punto di coscienza c'è stato: qualche idiota fra gli astanti, completamente rapito dal suo forbito eloquio, gli faceva domande di tipo spirituale (beh, visto il contesto....) alle quali lui ha risposto con un'inedita e sorprendete onestà: "chieda queste cose a qualcun altro, io non sono un esperto". Poi è sceso e se n'è andato fra imprecazioni, urla e improperi, senza aver visto uno stand, senza aver acquistato un libro, senza aver dimostrato il minimo interesse autentico a qualunque cosa che solo suggerisca un cammino dell'anima. 

Insulto, contrapposizione, ego ipertrofico che non accetta contraddittorio, ostacoli, discussione. Beh ragazzi, sapete cosa vi diciamo? Avrà anche tante donne, tanto potere, una cultura sterminata e una quantità di denaro che è il decuplo di quello che tutti noi insieme guadagneremmo in una vita... Ma come vive male quest'uomo! Nessuno di noi farebbe a cambio (beh, forse nessuno nessuno no, ndr ;)

Grazie Vittorio, sei un esempio vivente della degenerescenza umana a cui portano i tre vantaggi dell'egonanismo. Parli di mutantropie sacre che esamini solo dal punto di vista intellettuale, dimostrandoci così la differenza fra nozionismo e stato di coscienza. Davvero grazie. 

9 giugno 2014

Una Bella Sinestesia


Scriviamo questo post perché una volta tanto siamo rimasti piacevolmente sorpresi. La sera dell'8, di passaggio casuale e ramingo presso lo Zam di Milano, ci siamo imbattuti in una performance che, ancorché in odor di Sinestesi, è la miglior risposta all'osnoblotica arroganza di Belèn e all'uso standardizzante-mercantil-propagandistico che fa del corpo delle donne. Diciamo che faceva, vista la tanto prematura quanto meritata fine del suo programma. E se l'è pure tirata: "se non vi piace cambiate canale", diceva? Beh cara, non puoi dire che il tuo pubblico non ti ascolti, eh? :D
(quindi sia chiaro: non ha chiuso per la schifezza che era, ma perché non aveva audience. Sappiamo tutti che il senso della decenza non ha mai ostacolato alcunché nell'industria televisiva nazionale)

Zarra Bonheur e le amiche hanno presentato Pornotrash, performance che non descriviamo perché vorremmo che il lettore si documentasse autonomamente. Certo uno spettacolo... "politico" o politicizzato. Ma estremamente intelligente e, come tutte le cose estremamente intelligenti, portatore di verità. Oltre che castigatore d'osnoblosi, dal momento che stigmatizza pregiudizi, falsità o verità di comodo. Una serie di citazioni eccellenti ha caratterizzato buona parte della performance, frasi altrui ma che smascheravano una consapevolezza vera, vissuta sulla propria pelle e analizzata con categorie non banali. Per quanto orizzontali, per cui senza riferimenti trascendenti. Inevitabilmente questo ha limitato un po' la portata mutantrogentica dell'evento. 

Altro momento forse discutibile è stato un riferimento troppo enfatico alla violenza e allo stupro. Certamente cose da condannare senza se e senza ma, ma (appunto ;) forse proprio per questo non sarebbe necessario sovraccaricarle emotivamente. Si rischia di far pagare ai tanti uomini non violenti, che secondo il parere degli scriventi sono la maggioranza (e certamente allo Zam lo erano), un senso di colpa legato al genere, quindi non per malefatte commesse, bensì per quelle di una minoranza di stronzi.

Nondimeno la performance è stata:
1) condotta da più artisti, per quanto in gruppo artistico stabile e apposito. Già si è fatto cenno al fatto che questo è un caso limite, l'intenzione unica del gruppo a rigore negherebbe la pluralità di soggetti. Questo aspetto è stato in parte compensato dalla (relativa) pluralità degli autori citati.
2) con riferimenti continui ad archetipi: la femminilità. il patriarcato, il corpo, lo spazio, il tempo ecc.
3) ma soprattutto con lo shock, perché fa ridere e dispiace dirlo ma è ancora così, della nudità del corpo femminile. Una nudità provocatoria ma significante, quasi necessaria nel contesto, assolutamente non morbosa. 

Lentamente, citazione dopo citazione, battuta dopo battuta, le donne presenti sul palco si sono interamente spogliate, creando evidenti imbarazzi nell'audience siappur "culturalmente evoluta" della serata. Imbarazzi non per tutti, ovviamente, infatti ha seguito una sorta di danza selvaggia di nudismo collettivo, quindi anche maschile, che ha trasformato una realtà occupata di Milano in un'assurda discoteca da campo nudisti. Antica Lemuria e Sinestesia a gogò, letteralmente sulla propria pelle. :)

Spiritose, ironiche, dissacranti (da morire quando dileggiano la sessualità delle lesbiche, per quanto chi scrive abbia avuto esperienze di senso diametralmente opposto, ma vabbé), Zarra Bonheur e le amiche divertono, fanno cultura, fanno pensare, indignano, commuovono (queste due ultime azioni forse pure troppo), danno scandalo, coinvolgono e liberano coscienze pruriginose. Brave e bravo lo Zam!

Solo.... "il corpo è sempre altrove" dice Michel Foucault, ma... è solo il corpo ad esserlo? E "il corpo è un supporto eccezionale" dicono Johnston e Longhurst... certo, ma di cosa? Se non sono chiare le risposte a queste domande allora per forza il corpo è, ed altro non può essere che, campo di battaglia. Su questo riconosciamo consapevolezza :)

26 maggio 2014

La Vuota Bellezza (Rassegna Stampa Mutantropologica VIII)


Nota per le capre ;) perché parlare della nostra società? Perché guardarsi intorno piuttosto che dentro? Per godere delle disgrazie altrui? Per giudicare i vivi e i morti (ultimamente soprattutto questi ultimi)? O, come ci accusano certi grandi pensatori, per sopravvivere di gossip?
Ragazzi, la Mutantropologia è lo studio antropologico del cambiamento umano e questo cambiamento non lo vediamo sulla Luna ma nella società che ci circonda, quando non sul pianeta che abitiamo. Il blog, tra l'altro, si chiama Technesya e guarda caso la tecnologia mai come oggi ha reso questo pianeta un villaggio globale. Certo, proponendo una comunicazione finalizzata soprattutto a intrattenere, a generare consenso, a stimolare il voyerismo più puerile piuttosto che l'esibizionismo più egopatico (vedi il famigerato facebook), evidentemente simili logiche sono veramente iscritte nelle parti più animalesche della maggioranza sempre meno silenziosa e sempre più pecorona del genere umano.
Ma proprio perché destinate a generare consenso, queste informazioni trasportano i valori dell'epoca che rappresentano, fornendoci il polso della situazione sociale dal punto di vista del simbolo, del mito e del meme, cioè delle cose di cui parliamo. Non è colpa nostra se sono ridicole o bizzarre. Non è colpa nostra se l'uomo vuole la vuotezza di tutto inseguendo le 10000 forme e credendo di godere come un riccio nel farlo, perdendo contemporaneamente il contatto con tutte le possibilità che il cambiamento umano latu sensu in sé potrebbe offrire.
Preferisce una vuota bellezza.

TOPI E VITA NUOVA 
Il sangue, questo portatore di vita e di misteriose, sottili energie torna a far valere le sue doti nutrendo il sogno assurdo di eterna giovinezza. Diventare giovani è mutantropia (della fattispecie del mutaforma, per paradosso), rimanerlo è immobilismo, ma in entrambi i casi si desidera una cosa comprensibile ma impossibile per narcisismo e insicurezza.
Perché si rimane giovani? Per continuare a divertirsi, per continuare a godere, per "sentir meglio gli odori". Al limite anche per far del bene, per carità, ai tanti sfortunati del mondo. Mai da nessuna parte abbiamo letto "per compiere la missione dell'Uomo sulla terra". La quale, sia detto per inciso, è incompatibile col concetto (per fortuna irrealizzabile e astratto) di "eterna giovinezza": come ogni appassionato di Scienza Sacra sa benissimo, il corpo del giovane non ha tutti i veicoli formati. Ma del resto nemmeno chi vuole un'eterna giovinezza sulla terra ha tutte le rotelle a posto.
Cantavano i CCCP: "la morte è insopportabile per chi non riesce a vivere / la morte è insopportabile per chi non deve vivere"

BELLEZZA E TORTURA 
Cosa non si fa per un po' di bellezza in più? Un domani ci penserà il sangue dei topi, o meglio dei giovani (il meme del vampirismo finalmente si fa carne!!) ma oggi si giustifica ogni tortura. Si dirà: sempre meglio del bisturi. Certo, per inseguire un sogno impossibile, un'illusione, è meglio sezionare il proprio corpo o costringerlo in morse grottesche, anziché fare un lavoro vero, perché no magari su te stesso, magari ad altri livelli. Bellezza come valore da perseguire in sé, perché com'è stato abbondantemente esposto a proposito dell'errore di suor Cristina, quando si amplificano e si perseguono esclusivamente valori meramente terreni sì è davvero sedotti, cioè etimologicamente sviati.
Capire cos'è la vita e come si dovrebbe impiegare il tempo no, eh?

CAZZOLOGIA ARTIGI-ANALE (quanta pazienza... ;)
Non è bello ciò che è bello ma, recita l'antico e banale adagio, è bello ciò che piace. E scusate l'ovvietà, ma c'è a chi piace la f...essura e c'è a chi piace il c...alibro. Ed evidentemente c'è chi erge quest'ultimo a simbolo e misura di ogni positività e bellezza. 
Scusate ragazzi ma la pochezza di ironia di quest'operazione arriva solo a noi? Questo senso di opportunismo furbetto solo a noi fa girare le scatole? Un sorriso provocato e presto affogato in una facile volgarità. Arte dell'impermanenza, che l'unico senso sinestetico che ispira è quello di una certa pietà mista a un leggero schifo. Meglio la celebre vagina di Reshma Chhiba, no? Cosa dite, de gustibus? No, non sostituiamo l'intelligenza col relativismo, se no siamo veramente fottuti (ooops...)

KAZZENGER A MANETTA!
Va beh, se non posso essere eterno almeno bello..! Per caso qualcuno di voi ha visto Idiocracy? Lo raccomandiamo nella videotheca philosophica technesica perché in quel film si dimostra brillantemente come la civiltà umana, dal momento che favorisce i desideri più bradi e terreni ed esclude il ragionamento dal processo decisionale, comunque proteggendo socialmente e farmacologicamente l'ameba umana che risulta da tale trattamento, arriverà a produrre un'umanità di idioti.
Questo pazzo di Oliver Curry teme invece una forbice belli-brutti. Come se ciò fosse possibile. Come se non fosse più "bello ciò che piace" ma "ciò che è di un bello prefabbricato, eterodotto, imposto". Come se non esistesse fascinazione personale, il cosiddetto "tipo", o anche perché no? il gusto dell'orrido. Come se non stessimo vivendo l'epoca del bisturi o della realtà virtuale e la razza dovesse ancora perfezionarsi spontaneamente tramite selezione genetica.
Come se non nascessero mai brutti da famiglie di belli, cosa davvero contro ogni evidenza.
Insomma, ragazzi, nel nome della mutantropologia raramente abbiamo letto corbellerie simili. Il Corriere ha davvero del buon tempo, eh? Ma non era successo proprio un cz il 22 aprile? O il buon Curry è uno dei primi inquietanti prodotti del processo idiogenico cui faceva cenno il film?

COSI' BELLA CHE NEMMENO MIA MADRE MI RICONOSCE! 
Caos alle frontiere in Corea: chi esce da quel paese non ha la stessa faccia di chi entra! Inconvenienti da capitale del mutaspettismo esteriore ;) i più bravi, diciamo quelli col miglior rapporto qualità-prezzo in estremo Oriente. E una civiltà al collasso, dall'antichità e nobiltà superiori alla nostra, appunto ci collassa dentro. L'Oriente, il luogo del mondo che ha preservato il concetto di valore interiore della persona, è riuscito a scordarselo e oggi le sue massaie arricchite corrono in massa a cambiarsi la faccia in un tripudio di conformismo, infatti spesso mutuando modelli estetici occidentali. 
Ma capiamo i mutaspetto esteriore e sappiamo bene com'è poco gradevole vivere in una pelle considerata sgradevole a chi invece interessa a noi. Diciamo che comunque una persona "bella dentro" chissà perché ha sempre qualcosa che ti affascina anche da fuori. Ed è alla fine ciò che conquista. Beh... prova ne sia l'Anti-mutantropo involontario, attenzione! Perché oh, alla lunga non si scappa..........

MUTANTROPIA E IDEOLOGIA INDIGESTA 
L'uomo in fondo non è ciò che mangia? Il problema è che, come giustamente ricordava Gaber, «se potessi mangiare l'idea avrei fatto la mia Rivoluzione». Ogni accoppiata corpo-psiche ha bisogno della sua alimentazione e se fa un percorso di conoscenza, anziché sbattersene o riderne, prima o poi la trova. E certamente la cessazione del carnivorismo sarebbe un bene per il singolo e l'umanità.
Detto questo, ognuno deve veramente seguire la sua dieta. Composta persino, in certi casi di necessità particolari, di cadaveri tritati o affettati di poveri animali innocenti. Invece qui il modello mutantropico riveste una verità assoluta, da imporre indiscriminatamente.
In redazione non abbiamo vegani, chiediamo scusa. Però ne conosciamo tantissimi e possiamo dire, in tutt'onestà, che certamente alcuni stanno benissimo ma molti altri no, specie certi crudisti (che anzi vediamo vittime inconsapevoli di un'inquietante esaltazione). Comunque viva la libertà, ognuno deve star bene con la propria dieta, specie se ci sta un po' attento, ma anche la paranoia da corretta alimentazione non è certo una forma di benessere.
Insomma troviamo che la responsabilità nell'autodeterminazione (anche alimentare) dell'individuo sia un valore superiore ad un beneficio fisico, per quanto globale, cioè del mondo, tutto da dimostrare in una dieta imposta. Nondimeno simpatizziamo con i vegani per la ricerca di un consumo globale più responsabile. Se i carniovoristi si nutrissero dei loro putrescenti animali col normale ritmo sufficiente a un essere umano (una volta ogni settimana / 10 gg) al mondo ci sarebbero meno allevamenti-lager e più pascoli.

POLITICA TRADIZIONAL-NAZIONALE
Perché un essere umano entra in politica? Cos'è che provoca questa mutantropia, che senso di vantaggio rappresenta? In teoria solo uno: far del bene al Paese. Anche in pratica a quanto sembra solo uno, ok, ma un altro: arraffare il più possibile, guadagnarci a discapito della Cosa Pubblica, ovvero della collettività. Vero è che questa povera ex-ragazza ha dovuto pagare lo scotto di una bellezza provocante, quindi di determinanti astrali che, se non hai una personalità minimamente formata, ti gettano in questo baratro senza ritorno.
C'è chi invidia la gabbia dorata. E c'è chi invece prova pietà per una delle fini più indecorose per un essere umano irrisolto. E schifo per un sistema che proprio non riesce ad impedire degenerescenze simili.

NONNINE TECNOCRATI 
Una volta c'era la famiglia, con tutti i nipoti, poi ci sono state le badanti. Ma la loro statura morale umana, troppo umana, non va più bene: i nipoti si annoiano e dopo un po' ti mollano, le badanti, lo ripete la cronaca, rubano e picchiano. Meglio eliminare l'elemento umano. 
Può un uomo sentirsi in compagnia, non diciamo con un frigorifero o un tritacarne, che in fondo non parlano, ma almeno con un computer? E quindi può con un robot?
Nuove frontiere dell'abbandono, o del lavacro delle coscienze: la robotizzazione della solitudine (a meno che non tratti di una scelta di misantro/mutantropia, ma così non pare...). 
Comunque una macchina vale l'altra, come in fondo una tecnologia: meglio piantarla davanti al solitario di Windows? Ok, lo sappiamo, il nostro accorato appello non metterà il nipote davanti alle sue responsabilità, è troppo impegnato fra i più diversi hashtag. Grazie, davvero. 

SEMPRE I NUMERI 1
Eppure la bellezza oggi è perfetta. La fan cunt i compüter, ch'i sbaglien no! Perché con tutto il male che si può dire di Apple (e chi ci segue sa che non ce ne esimiamo ;), Windows rimane sempre imbattibile, eh? Ma di diverse lunghezze... Tanto per cambiare, i campioni di tecnologia, i primi venditori di informatica al mondo (dato ridicolamente vero: è come se la Fiat fosse primo venditore d'automobili!) addirittura invitano a non usare il loro browser, cosa che qualunque persona vagamente dotata d'intelletto fa già più che spontaneamente e non da ieri.
Perché qualunque software funziona bene su Windows, tranne spesso, TROPPO spesso... il Microsoft!  

ARRAPATION TECHNOLOGY
Ah, ecco dov'era finito il nipote, si stava istruendo! Oooh, finalmente un modo per far imparare qualcosa anche a quelle capre dei maschi! Il bello che attizza fa sempre il suo sporco lavoro. Ma prima serviva solo a rovinarsi la giornata per strada (soprattutto in primavera) proiettando gli astrali più sordidi, oggi invece può insegnare qualcosa. Sfruttamento tecnologico della libido a fini didattici.
A proposito di mercificazione del corpo femminile e bellezza che non perdona, oltre che a proposito di concentrazione di astrali. Ricordiamoci che da questo punto di vista il Borat di Baron Cohen ha sussunto il desiderio di milioni di segaioli degli anni 80: Pamela Anderson. Che oggi si dichiara una bellezza stuprata, abusata. Masturbazione e senso di colpa, astrale sognato e astrale perseguito con la forza. 
Forse da qui si può cominciare a capire. Potenza dell'immaginazione.....

UN ALBERO LO GIUDICHERAI DAI FRUTTI 
Mercificazione del corpo femminile, diffusione di modelli estetici aberranti (almeno nell'uso che se ne fa e comunque negli effetti psichici che il loro raggiungimento comporta), qualcuno osa prenderne coscienza, risposta osnoblotica. Complimenti Belen. Se mutantropia è cambiamento a uno scopo, i primi responsabili dello sfacelo umano sono coloro che propongono scopi, cioè modelli, aberranti.
Davvero impressionante la risposta che viene affibbiata a chi osa suggerire un'interpretazione tanto scomoda quanto vera, quindi deosnoblotica. Non importa più dove sia la verità o la falsità, il bene o l'aberrazione. Conta solo il diritto di cambiare canale. Ricordiamoci di far rispondere così anche a nazisti, satanisti e pedofili (beh, già un po' così è: non mancano aree pubbliche e raggiungibili che li rappresentino, come siti dedicati. Certo non network televisivi). Non ti preoccupare Camilla, succede anche a noi (nevvero Fabio?), ti capiamo benissimo!

OSNOBLOSI IN FISIOGNOMICA 
Elena, bella Elena, sant'Elena, in una parola santa, Santa, SANTA. Cosa vuoi dalla vita? Ma chi sei, poi, e soprattutto... chi te l'ha fatto fare?
Davvero, cosa si prova a passare da avvocatuccia di provincia, magari anche brava, per carità, una brava ragazza borghese un po' né carne né pesce, a una delle donne più potenti (e desiderate) d'Italia? E senza nemmeno bisogno di quel rito inutile delle elezioni (chi diceva «votare è inutile, anche perché se non lo fosse non ce lo farebbero fare»)? Allora si dissimula il potere, si sublima il desiderio e ci si fa ritrarre tristi e sole, a volere solo una vita normale, da mediocre massaia (come le sue lettrici, servotte che altro non meritano d'essere).
Questa non è nemmeno mutantropia eterodotta, è semplice opportunismo con contrafforte di osnoblosi emotiva, o ipocrisia cavallina che dir si voglia. La bella strappata ad un destino di domestica normalità suo malgrado (forse a sua insaputa? attenzione che l'ultimo che ha fatto così è finito male...:D), obbligata ad un lavoro sfiancante che quasi era meglio la miniera. Che roba. Soprattutto costretta a dire cose intelligenti, e dal momento che non riesce a pensarle dev'esserci qualcuno che la aiuta. E deve dirle in modo convincente, dando l'impressione di capirci, di poterci argomentare. E l'italiano, abituato alla Gelmini o alla Carfagna, applaude! 
Grazie Virginia Raffaele, sei un genio! :D


E per concludere, una risata con la fantastica:

APATEPORIA DELLA SETTIMANA: a Emma Marrone è venuto un vago sospetto... 
Ma noooo, sta a vedere che non sono bravissima e perfetta come qualcuno ha voluto farmi credere!!.. Sembra di sentire Valerio Scanu rispondere "benvenuta nel mio mondo"......
A furia di produrre Morgan e Max Pezzali l'industria discografica italiana ha perso ogni senso della realtà.
Certo che la vittoria di una donna barbuta è strategia davvero triste, eh? Voyerismo e moveau gout..? No, è marketing, bellezza! ;D

In una situazione generale di questo tipo, come fa un blog ad occuparsi seriamente di arte? Come fa? Forse ha ragione chi ci critica: ignorando completamente il mondo, mutantropico o no, e le sue logiche risibili.
Speriamo che almeno chi ci segue capisca....


29 aprile 2014

Mysterium Silentii

Carissimi lettori e follower di Technesya, come avrete notato è un po' che non postiamo. La ragione è principalmente una, ma ce n'è un'altra secondaria.

La ragione principale del nostro silenzio è che finalmente stavamo lavorando su una sinestesopera, per dare a tutti voi modo di verificare nella pratica le nostre teorie. Si sarebbe chiamata Mysterium Equitatis. Purtroppo tutto il lavoro era basato su una promessa di finanziamento da parte di uno sponsor quasi-istituzionale, il quale però non si è rivelato affidabile: in questi giorni ci ha comunicato che non elargirà la cifra richiesta e questo ha bloccato il nostro lavoro. Ma la situazione è fluida, abbiamo fiducia ;)

La ragione secondaria risiede invece in una critica che ci è stata mossa da più parti: Technesya sarebbe diventato un sito di gossip, che vive di scandali, maniacalmente attento a mettere alla berlina piccole o grandi vergogne della società che ci circonda. A parte la manifesta falsità di una simile affermazione, di cui veramente non riusciamo a capacitarci (se non per l'ammorbante buonismo che ci circonda che ormai ha addormentato le coscienze), essa è comunque contraddetta da numerosi post "positivi" o semplicemente dottrinali... 

Speriamo che ricordiate cosa affermammo in un post che scrivemmo a suo tempo per inaugurare la serie delle Apateporie della Settimana: a noi non interessa assolutamente nulla di Rosario Sorrentino, non vogliamo stigmatizzare Paolini o la Mussolini e non siamo certo qui a garrotare quel povero disgraziato di Marco Castaldi, in "arte" (sarebbe più giusto dire "in artigianato") Morgan. A noi interessa assegnare esempi concreti alle nostre fattispecie teoriche. Probabilmente le suddette critiche, fortunatamente rare, significano che chi le ha mosse non ha letto i post più vecchi, quindi non sa esattamente cosa stiamo facendo. Ci danno però l'occasione di affermare che di esempi "sociali", cioè umani, ne sono stati dati a sufficienza. Sappiate che è nostra intenzione scrivere l'ultima rassegna stampa mutantropologica nel prossimo post, poi non citeremo (quasi) più casi concreti, limitandoci a modelli teorici o dottrinali, eccetto qualche caso di critica d'arte. Al limite daremo degli esempi nelle risposte ai commenti.

Fino alla tanto sospirata sinestesopera, ovviamente! ;)

9 aprile 2014

Nostra ORRENDA Apateporia della Settimana: Sorrentino (quello cattivo) è Risorto!


Santo! Santo! SANTO! E noi stupidi ed ingenui a credere di essercene sbarazzati solo per un'appassionato dibattito pubblico! Dibattito che ha visto il nostro relativo post prendere letteralmente fuoco finché, stanchi di una sterile polemica, per la prima e unica volta ci siamo visti costretti a bloccare i commenti.

E invece no! Ma siamo scemi? Questo qui il suo mestiere lo fa e lo sa fare bene! Hanno ragione i suoi fans(s)! Domenica 6, edizione della sera del Tg2, vigliacchi, esattamente alle 20,53 ha fatto la sua mefitica ricomparsa nientemeno che... Sua Maestà Res Osnoblotica Rosario Sorrentino! In camice bianco, certo, ma con la faccia più sbattuta e sofferente, meno ammaliante e ottimista del solito. 

Tra l'altro sparando una serie di banalità a dir poco sconcertanti, tipo che per essere veramente cattivi bisogna essere intelligenti, che le persone crudeli sono indifferenti o godono della sofferenza altrui (annodandosi poi in una frase assurda come "soprattutto se è colui che ha suscitato/prodotto la sofferenza nel prossimo", e per forza, Rosario, di cosa stiamo parlando? prontooo?). Poi prosegue con una cosa innegabile: il crudele è narcisista!.. Ah, ora capiamo molte cose, Rosario! ;D  Ma per poi riadagiarsi su Lapalisse: il crudele è quello che lascia una lunga scia di sofferenza dietro di sé. A questo punto sembra riprendere coraggio e ripete una delle ovvietà di poco prima, più esattamente la seconda, cioè che il crudele ci gode, della serie "questo non l'avevate capito" ;) Uè ma quest'uomo ha proprio studiato, eh? cioè, si vede che merita di star lì al posto di altri. Merita la nostra attenzione, i soldi guadagnati e la fama indotta. Oh, parliamo di uno bravo, eh?

Di uno che comunque ha ragione quando condanna quello del crudele come modello positivo, ammirato in una società evidentemente malata. Anche se qui il crudele non è più tale, ma diventa "persona spietatamente votata al successo"  (se nn abbiamo capito male, ndr). Insomma, chi cerca il successo con ogni mezzo è uno stronzo. Perfettamente d'accordo, Rosario, ma...

Tra questi mezzi c'è anche l'apparizione osnoblotica al Tg2? :)

29 marzo 2014

Il Diavolo e l'Acqua Sporca, ovvero Mutantropi che Sbagliano

AVVERTENZA: le seguenti righe sono scritte in modalità "discorso ironico" ;)
Cari amici, che cos'è il diavolo? Etimologicamente a cosa si contrappone? Beh, i cattolici risponderebbero ad "angelo", affermando un'ingenuità misticheggiante, gli eruditi invece a "simbolo", certo, perché se diavolo è "ciò che separa" allora simbolo è "ciò che unisce". Ma da che separano e a cosa uniscono? Più volte parlando di Sinestesi abbiamo indicato i simboli come in grado di unire la psiche (ψυχή, psyché = anima) a stati trascendenti, dagli archetipi in su, fino al Sacro. Ma se il diavolo separa dal Sacro allora a cosa avvicina? a ciò che ad esso cartesianamente o manicheisticamente (Cartesio era forse manicheo? :O) si contrappone: il terreno, il materiale, questo mondo con le sue logiche e i suoi premi.

E quale premio il mondo ti offre più della da noi già abbastanza vituperata industria dello spettacolo, dell'entertainment? Visto il sistema di valori imperante fra noi, dove tutti vogliono diventare cantanti da classifica (ah, Fight Club con le sue rockstar era veramente ottimista!), ben poco. Eppure c'è chi afferma che da quest'industria sono emersi occasionalmente anche grandi artisti, per quanto noi non ne ricordiamo uno (forse Tenco? ma si era nei 60, dove tutto era ancora possibile) e, se è vero com'è vero che ha prodotto anche una massa informe di abomini aberranti - da Ligabue a Gigi d'Alessio per fare due nomi fra centinaia - è altrettanto vero che secondo loro non si può buttare il bambino con l'acqua sporca: qualcosa di buono nell'industria culturale DEVE ESSERCI. Senza però poi riuscire a precisare dove si sia nascosto, questo fantomatico bambino...

Va beh, a monte. Ora, per carità, possiamo anche capire che Cristina, una sicilianuzza entusiasta ma dall'intelligenza (oltre che dalla bellezza, ma ciò NON deve importare) assolutamente modesta, dalle ambizioni così limitate e piccoloborghesi da voler recitare in un musical tipo Sister Act, polpettone d'importazione americana anch'esso finalizzato ad omogeneizzare cervelli a colpi di gospel e misticismo buonista (per quanto riconosciamo a Whoopy Goldberg un'ironia e una bravura in grado di salvare una mediocrità simile), dicevamo possiamo capire che un simile essere umano così poco dotato - a parte un certo indiscutibile talento canoro - un bel momento si sia spaventata davanti al vuoto della sua vita. Certo che farsi dare lezioni di canto da Claudia Koll deve aver dato il suo contributo! :D

Ricordate cosa scrivevamo all'inizio del blog? Il senso di handicap porta Apateporia, che può innescare dinamiche mutantrogeniche, che a loro volta portano al cambiamento. E che cambiamento ha avuto Cristina? che Mutantropa è stata? Secondo noi egotico-conformista e visto che fra le terribili mancanze di cui soffre questa persona c'è anche la fantasia, ha deciso di mutare nel personaggio che stava rappresentando, una suora. Per carità, fin qui tutto bene, rientra nella sacrosanta libertà dell'individuo, per quanto ci lasci sempre un po' perplessi vedere una persona mutare in un personaggio. Ma per cosa l'ha fatto? Cioè qual è la percezione di vantaggio che ha motivato l'atto mutantropico? A sentire lei in questo sconcertante video, la volontà di "seguire il Signore", "perché cantare è un'esigenza dell'anima e non una sete di successo". CARA GRAZIA, solo in un'epoca di idiotismo collettivizzato, ovvero laddove il talento viene svilito a puro veicolo di guadagno, si può pensare di cantare per il successo di questo mondo, per il premio terreno ovvero, si diceva scherzando ma non troppo, diabolico. 

Ecco, qui si esce completamente dalle intenzioni di questo blog. Un essere umano ha fatto la sua scelta in coscienza, condivisibile o meno, sono comunque cavoli suoi. Ciò che lascia davvero interdetti è che questa persona gode di amicizie così forti nel regno di Satana (da śātān: nemico, avversario, indovinate avversario a cosa?:), di cui s'è parlato poc'anzi, che ha cominciato a rompere i santissimi nelle più retrive trasmissioni d'intrattenimento create per la parte in assoluto meno evoluta della massa popolare. L'apice l'ha toccato settimana scorsa quando tali entrature le hanno permesso di partecipare all'unico show umanamente possibile peggiore della mortifera coppia Amici - X Factor, entrambi programmi sui quali ci siamo espressi a sufficienza, e con i quali costituisce una sorta di inquietante trimurti della manipolazione del talento a fini di burattinismo sociale creatore di consenso, quindi di conformismo: l'abominevole The Voice of Italy. Condotto da due nessuni dalle incerte carriere, probabilmente figli, nipoti o amici dei soliti ignoti, questo catastrofico programma per encefalogrammi piatti e assoluta assenza di bencheminimo gusto musicale, ha 4 giudici solo apparentemente diversi fra loro: Raffaella Carrà, da sempre avvezza a prestare un indubbio talento alla macchina del consenso, cosa che adesso fa con stanco e poco convinto mestiere (quindi, se non meno colpevole, è di certo la meno sorprendente); Piero Pelù, l'unico fra questi ad essere stato un artista vero ma che, umanamente, ha perso la vena nel lontano 1989 col vergognoso Pirata, titolo che in un colpo solo gli ha fatto perdere uno dei migliori fandom della musica italiana e dopo il quale ha dimostrato una sconcertante nullità artistica rifiutando però caparbiamente un dignitoso ritiro; poi il vecchio e inutile arnese J-Ax che rappresentava e male i giovani di 15 anni fa, in apparenza completamente rincoglionito e sul quale ci siamo già espressi a sufficienza; e una carneade senza meriti o titoli, inspiegabile da qualunque punto di vista se non come tappabuchi di qualcun altro che deve, appunto, aver dato buca all'ultimo. Non sappiamo chi sia, per favore non ditecelo, anzi alcuni in redazione ne negano addirittura lo stato in vita additandola a semplice ologramma computerizzato fatto con un algoritmo che sussume le peggio ovvietà di 60 anni di brutta televisione e canzoni ancora peggiori. 

Ora, cosa fa la nostra simpatica suor Cristina in un simile ambiente da cui, non dico ogni buon cristiano, ma qualunque essere umano dotato di cervello sarebbe scappato a gambe levate? Il botto! Cioè conquista quella che per ogni persona di Fede è la famigerata "gloria di questo mondo". Ovvero, secondo noi, è andata in senso diametralmente opposto alle sue intenzioni mutantropiche, fino a esagerare e perdere la misura. Fra' Cionfoli, ad esempio, anni fa nel suo buffo prendersi sul serio manteneva una distanza schiva che era segno di distacco e credibilità. Lei no, lei si dà al pubblico, "ho un dono, ve lo dono" (potevi tenertelo, grazie :), come se donasse altro che un ennesimo invito al più piatto buonismo conformista in salsa clericale (bleah). Si giustifica, e viene giustificata da certo clero, come colei che "porta il messaggio di Cristo al popolo", il quale ci balla sopra, passa un momento d'allegria poi torna a scannare il suo maiale metaforico (il collega, il sottoposto, la moglie). In compenso chiunque altro si allontana stomacato da un'operazione simile, dove ci si approfitta cinicamente della buona fede e/o del bisogno di spiritualità degli ingenui per propinare i soliti buoni sentimenti, consenso e immondizia musicale.

Ma il momento più squallido si ha quando l'attenzione si sposta sui 4 giudici: fintissima la loro sorpresa quando si girano, soprattutto quella della Carrà che evidentemente non sa più nemmeno fingere, quasi offensiva se non fossimo consapevoli del target per cui è stata pensata un'operazione simile. Ancor peggio riescono a fare quando aprono bocca e dimostrano impietosamente il vuoto pneumatico del loro orizzonte mentale. Il primo e più catastrofico è J-Ax, che ormai si esprime in uno pseudo-gergo giovanilista superato 10 anni fa, o altrimenti balbetta banalità piatte e sconnesse: "io e te siamo il diavolo e l'acqua santa", sbagliandosi su chi sia il diavolo, ovviamente non certo lui, che invece dall'industria in cui si è omologato non può sperare che l'ennesimo ruolo di acqua sporca, per quanto fino ad oggi nessuno abbia ancora deciso di tirare seriamente lo sciacquone (cosa che per noi in redazione resta un mistero inspiegabile). "Se t'avessi trovata prima, oggi sarei Papa", ah ah ah! :D No caro J, saresti lo stesso pirla di adesso, perché nulla capivi allora e nulla capisci oggi, infatti lei ti dice "mi hai trovato adesso" e anche tu ripeti "sono sempre in tempo" ma glissi sulla cosa. Perché se avessi davvero trovato qualcosa di seriamente spirituale sarebbe comunque troppo impegnativo, mentre tu preferisci vivere senza lavorare su un personaggio che da anni non ha più senso, figuriamoci davanti a questa patetica imitazione di forme esteriori monacali. 

La carneade dice una frase come lei: di circostanza e senza storia, mentre Il sig. ribollito Piero Pelù, l'uomo che da anni non riesce ad affermare una cosa intelligente nemmeno sotto tortura (sarà a causa di tutto il suo entusiasmo :) lamenta di non aver potuto dire lui la cosa più stupida e banale che un idiota avrebbe potuto immaginare: la battuta immeritoria sul diavolo e l'acqua santa, che in effetti era stata detta giustappunto da un idiota. Poi si butta sulla mamma e lì uno non può che spegnere stomacato il televisore. Cristina sceglierà il peggiore, in un altro coup de théâtre mediatico che dimostra solo come questa televisione non abbia più niente da dire e che le persone più ingiustamente pagate di questo paese corrotto, oltre ai politici malversatori, sono proprio gli autori televisivi! Il personaggio di suor Rosa invitava a lasciare tutto a Cristo, ma per avere in cambio cosa? Il successo planetario ad un programma di idioti, abbracciata a un vekkio arnese invendibile e in crisi di identità? MAH....

Resta una speranza, intrinseca nel processo mutantropico, soprattutto se avviene ad un livello di sinestesia che comprende immagine, voce, movimento, messaggio religioso, coinvolgimento emotivo e successo nazionale improvviso: la speranza in un'incredibile e sconcertante apateporia. Insomma che in qualche modo Cristina si renda conto dell'ingestibile meschinità dell'operazione, contrabbandata come mezzo per avvicinare lei e chi la ascolta al Regno cui dice di voler puntare, ma in realtà finalizzata ad arricchire i soliti personaggi senza scrupoli. Solo così dimostrerà se è una vera Mutantropa e capirà che:
a) per parlare all'Altissimo, o anche solo per deliziarlo col suono di una voce fuori dal comune (questo è fuori discussione), basta l'intimità di una doccia, basta la seria intenzione di un anelito veramente orientato. Ma di cosa privata trattasi, non di pubblico baraccone. Oppure
b) il proprio stato di coscienza permette veramente di usare questo dono per entrare in risonanza con le anime della gente in senso profondo ed evolutivo, allora è necessario diventare veri artisti, elaborare uno stile ed un messaggio personali veramente vissuti e uscire dal becero conformismo del mondo dorato dell'entertainment per fare come Nico o Lisa Gerrard, profetesse di un'epoca oscura tramite un proprio doloroso percorso interiore. 

Se ciò non avverrà, la ragazza è destinata a tenere ostinatamente la posizione immobilista (per i già visti principi della dinamica mutantroposnoblotica), rimarrà un burattino dell'industria e farà la sua parabola commerciale, come prima di lei i vari Cionfoli, The Priests o Les Prêtes, che non hanno avvicinato un'anima a Dio più di quanto un hamburger avvicini al satanismo (al quale, sia detto per inciso, esso appartiene ;). Tanto più che se poi oserà alzare un po' la testa, per lei sarà sempre pronto un bel Sacrificio del Mutantropo.

Signori, noi contiamo che la Sinestesi sia quanto di più possibile lontano da tutto ciò! A una tecnologia che divide i talenti, mettendoli in concorrenza per farne intrattenimento e bieco guadagno, ne contrapponiamo una che li unisce per farne arte ed elevazione trascendente. Non incontreremo i favori del pubblico ma, come dice il nostro nuovo esimio premier, ce ne faremo una ragione!

15 marzo 2014

Del Mutantropo Frustrato, un altro caso di egonanismo fragile


Sulla notizia del Mauro Floriani puttaniere pedofilo (abitudine sdoganata da un ex primo ministro oggi stranamente pregiudicato) si fa tanto gossip voyeuristico ma non si dice una delle cose più importanti: trattasi di frustrazione di Mutantropo. Nel nostro post sulla Mutantropologia si diceva che fra i cambiamenti culturali non mutantropici, cioè non realizzati dal soggetto ai fini di un vantaggio, ci sono anche quelli socialmente imposti. Il buon Mauro è stato una fiamma gialla di successo, bello, di destra, collaboratore di Di Pietro. La moglie-virago lo costrinse a un mestiere più casalingo, meno potenzialmente nomade, facendolo diventare dirigente alle Ferrovie.

Roba da spararsi, e per due motivi: lavorare alle Ferrovie ma anche aver sposato una piantagrane simile. 
Di che tipo di cambiamento si è trattato? I casi sono due: 
1) o socialmente imposto, ovvero Mauro è tanto soggiogato dalla bella e volitiva Alessandra fino ad accettare di tutto, dal buttarsi nel proverbiale pozzo in poi
2) oppure almeno in minima parte mutantropico, cioè fatto di sua volontà per percezione di vantaggio. In questo caso è (o almeno sembra) più conformista che egotico, ovvero frutto dell'idea di un altro. 

L'idea di un altro, la visione di un altro, l'esserne prigionieri, dominati come bambini. Basta l'assenza di un sistema di valori minimo-decente - nel senso di non ipocrita, di profondamente radicato - ed ecco un ego frustrato, un caso borghese del già citato egonanismo fragile. Ai limiti del patologico, perché se è vero come è vero che il minore non ti mette in discussione (al contrario della virago di poc'anzi) e in qualche modo lo domini, è altrettanto vero che lo stesso accade con la prostituta: pagando si può acquistare qualunque sottomissione. Eppure non sufficiente. O forse non reale quanto quella biologicamente certa, a proposito di centri neuronali, del rapporto col minore. Nel tempo della realtà virtuale e del cyber-sex, si impone la necessità di un dominio reale, fisico e animale. E l'ometto ridotto a infante diventa finalmente un vincente, ovviamente con un altro infante. 

Da questa triste vicenda si imparano tante cose:
- innanzitutto che perseguire ricchezze e status symbol conformisti porta a imprigionamenti e frustrazione
- che sposare la Mussolini è veramente da pirla (e chissà perché questa morale sarà più condivisa della precedente ;)
- ma ancor più da pirla è accettare la proiezione dell'altro su di sé, per di più deresponsabilizzandosi
Ma si dirà: non è vero! I due hanno condiviso una weltanschauung! Risposta: ma che minkia dici? che la Mussolini nemmeno lo sa dire ueltansciauns! ;D
Va bene, battute a parte... Quella famiglia si è presa un'apateporia non da ridere, per la quale le siamo solidali e vicini. Lui certamente sarà messo a confronto con se stesso e che tipo di uomo è arrivato ad essere (tra l'altro pubblicamente!). Però ammettiamo che sia molto divertente l'episodio dell'excusatio non petita, cioè l'essere andato dai carabinieri per dichiararsi innocente.

Ma anche Alessandra qualcosa da capire ce l'ha. Buone e giuste le sue battaglie contro una prostituzione illegale e clandestina, ricettacolo di criminalità, violenza ed evasione fiscale. Ma il fenomeno della prostituzione è già di per sé segno di qualcosa che non funziona in una società che, al contrario di quella dell'immediato dopoguerra, gode del post-68 e della liberazione sessuale. Segno di una disgregazione dei rapporti umani, di un disagio relazionale non indifferente: dopotutto Floriani è bello e ricco, poteva avere (e forse pure ha) pletore di normalissime amanti. Un uomo disumanizzato fors'anche perché trattato quasi fosse un cespite da una la cui autostima o il senso di controllo supera quello del rispetto dello stato di coscienza dell'altro. Certo, parliamo di un uomo debole, si diceva vittima di egonanismo fragile, ma per forza è così, sennò cara Alessandra non riuscivi a dominarlo in quel modo.

Ma se in tipi psicologici simili, che tu hai sposato, la frustrazione crea effetti tali, allora cara Alessandra con le tue lotte combatti i segni esteriori di una situazione che col tuo carattere contribuisci a creare, e pure in casa. E pure senza saperlo, perché di questa logica sei parte integrante. 

Di che religione sei? Credi nel karma? :)

7 marzo 2014

Apateporia della Settimana: Positivo ma non Perfetto (e va beh...)


Un certo Carlo Alberto Spilotri rifiuta di sbronzarsi in cam. Beh, qui forse di apateporie ne hanno avute in parecchi... innanzitutto l'amico che lo aveva nominato come prossimo all'ebbrezza, poi tutto il nefando giro delle Neknominate, formatosi (lo credereste mai?) sull'ineffabile Facebook, ancora una volta insostituibile veicolo d'ogni bassezza umana.

Ma in fondo anche noi abbiamo avuto una piccola apateporia, perché finalmente abbiamo visto una persona che non si piega alle regole dominanti del conformismo da social network. Una persona che quindi ragiona con la propria testa e conferma la bontà della nostra analisi sintetizzata nella Matrice Mutantropica.

E bravo Carlo Alberto, nome e cittadinanza sabaudi, fai vedere a sta massa di rimbecilliti come il ragionamento con la propria testa ha effetti mutantropici ben superiori all'annullamento nel gruppo!.. soprattutto se di gruppo di conformisti minorati trattasi.

Ma per essere veramente perfetto e coerente, per favore la prossima volta fatti una sana spremuta d'arancia. Insomma non fare pubblicità a uno dei principali veleni di una nota multinazionale della bevanda zuccherina. Se no è come parlare contro l'eroina facendosi un pistone di coca... ;D

25 febbraio 2014

Gente che s'Accetta (Rassegna Stampa Mutantropologica VII)


Sì va bene, piove sulle tamerici scrause e sgarubbe, piove sui giusti e sugli ingiusti, ma soprattutto in questo pazzo mondo piovono deliri mutantropologici in continuazione! Questa settimana c'è stata una pioggia tale che non abbiamo potuto esimerci dalla nostra simpatica rassegna stampa. Che roba... ma siamo sicuri che in occidente sia rimasto un residuo di raziocinio? O è solo il risultato della sommatoria collettiva delle apatepofobie?

M'ACCETTO O... M'ACCETTO? 
Ok, la notizia è vecchia ma non smette di lasciare basiti. Certo l'accettazione di un corpo difforme dai propri desideri dev'essere quasi impossibile (anche se... suvvìa... oggi cosa è conforme a cosa?). La tragedia di questa persona, sulla quale (unica) non facciamo ironia, ci apra gli occhi però su quanto la mutantropia in quest'epoca sia troppo spesso travisata a meri fini ludico-epicurei. Caro Nathan... non è scopando sopra o sotto, con un'escrescenza o una mucosa, che avresti cambiato ciò che veramente volevi cambiare, credici!

ISLAM E ACCETTAZIONE DI SÉ 
Ma proprio perché l'accettazione di se stessi e dei nostri eventuali piccoli difetti è un problema tanto antico quanto connaturato all'uomo, e ancor di più alla donna, che fare se non esiste un modello mutantropico adeguato? Anzi, se secondo la società sei un mostro? Guardate la brava Harnaam che se ne frega! e ha capito che, se oggi gli uomini vanno sempre più spesso coi travestiti, la più gnocca e avanti di tutte è leiii!!! ;D

NUOVE TECNOLOGIE, VECCHIE ESCHE
Ah, ma allora non tutti quelli che hanno investito in quello che nei '90 era il "nuovo mercato" ci hanno perso! Non importa se 9 amici su 10 fra quelli che ci si sono buttati oggi fanno la fame o sopravvivono a stento... Per continuare ad attirare denari in una voragine insaziabile vi sciorinano ancora gli status symbol. Come in India: milioni di poveri per pochi miliardari. Ma laggiù la cosa si lega al karma o alla casta (in questo caso più o meno la stessa cosa), qui puntano sull'idiozia di chi è così stordito da volerci credere ancora. Diventa Mutantropo imitando gli arricchiti del Nasdaq, farai un buon affare! Che importa che alcuni siano brave persone e altri i più grandi figli d'ndrokkia del secolo, da quando uno specchietto per allodole si fa scrupoli morali? ;)

TECNOLOGIA CASTRANTE
La sconcertante dichiarazione di 'sto tizio è: “Nelle grandi città come Tokyo, dove vivo, i nostri cervelli tendono sempre di più ad anticipare gli eventi. E a questo serve la tecnologia, a ridurci questo faticoso lavoro, impegnandosi al posto nostro”, che anche dopo averla riletta 4 o 5 volte non riusciamo proprio a capire cosa cispa significhi. Una volta avevamo bisogno della sfera di cristallo mentre oggi ci bastano le orecchie da gatto? Leggiamo qui (e non ci crediamo!) che esse servono a "dire quello che pensiamo" (sic). Oh, finalmente è chiaro: una volta ci bastava parlare, ora la tecnologia ci vuole dislessici o addirittura muti, ad agitare orecchie finte per non disturbare il gradevole frastuono produttivo urbano. Degenerescenza dell'utopia cyborg? Acqua in bocca con la buonanima di Gibson, eh? che in tomba ha vorticato già abbastanza...

... E NATURA MATRIGNA
Ma tu pensa.... con tutta la fatica che si fa per avere un rapporto equilibrato con la natura, questa poi tradisce sempre le tue aspettative! Così un incantatore di serpenti mistico viene ucciso da uno dei suoi pupilli, e un guardiano di zoo aspirante suicida non riesce nemmeno a farsi sbranare da una tigre! Ma che fa questa matrigna, ci prende in giro? Si ostina a non riconoscere il valore dei nostri sforzi? O forse... sbagliamo qualcosa? NAAAA... orecchie da gatto, membro da elefante, vulva a zampa di cammello e tutto andrà a posto! :) 

CASA (VIRTUALE) DI ZOCCOLA
Certo che dopo esempi edificanti quali Britney Spears, le Tatu e Venus Palermo, bisognerà pur mettere in pratica ciò che si è imparato, no? A che serve aver creato il modello mutantropico della puttanella adolescente se poi quest'ultima, poverina, non ha nemmeno un posto dove potersi esprimere? Per fortuna ci pensa la rete, con la benedizione, o l'indifferenza (è lo stesso), di mamma e papà :)

BARBIE E MUTANTROPIA
E per quelle a cui (giustamente) la notizia di sopra fa ribrezzo, viene in soccorso la buona vecchia tradizione! Ci sono ben altri modelli che la società di oggi ti può offrire, e se quelli troppo attuali ti spaventano, eccone uno che piaceva anche a tua madre e forse anche a tua nonna prima di lei: la Barbie! In fondo fra sgualdrina virtuale e sgualdrina di plastica il passo è veramente breve, no? Peccato solo che non sia gonfiabile...

SOPRAVVISSUTA AL DELIRIO MEMETICO
Certo che non dev'essere facile aver propugnato i modelli umani più fantasiosi e assurdi della fantasia giapponese e non (vedansi i francesi Puffi) per poi ritrovarsi di colpo disoccupati solo perché oggi le canzoncine le fanno in modo diverso, o più semplicemente perché la tua voce ha rotto i santissimi. E adesso Cristina d'Avena che modello propugna? Di che fantasia assurda canta le lodi? Da chi si fa sfruttare incurante dell'effetto sulle psichi infantili che la ascoltano? Colpo di genio: se stessa! Sostituendo al meme d'intrattenimento un ego in agonia. Però anche lei in fondo s'accetta, e alla fine che male fa? viste le due notizie precedenti, anche lei riconosce che le ragazze di oggi "sono più sveglie di noi". 

EPPUR L'ORROR SI MUOVE
Per restare nel campo del canto non artistico (che eufemismo!!!), credevamo di aver seppellito Max Pezzali in qualche dimenticatoio della storia della più deteriore canzonetta italiota eppure, dopo anni di totale insulsaggine, forse proprio perché l'alternativa è del calibro di Valerio Scanu, la nostra spietata industria discografica ha deciso la sua riesumazione. Costui ci dà pure saggi consigli, come quello di rimboccarci le maniche, che evidentemente la crisi è colpa nostra. O quello veramente SCONCERTANTE di non omologarci, che in fondo significa non ascoltarlo (per fortuna c'eravamo già arrivati, Max! ;). Ammiriamo però la coerenza: al suo fianco vuole quel campione di sottovuoto spinto a forza di buoni sentimenti che è Jovanotti. Oh, l'industria li fa poi li skoppia, eh?

ARTE E MONNEZZA (sempre a proposito di canto)
Arriviamo tardi, lo sappiamo, infatti la più bella battuta è uscita da quelle teste matte di Kotiomkin. Bari: opere d’arte scambiate per spazzatura. Sanremo: esattamente il contrario! :D Sgalambro scriveva "Dio ci pesta a dovere e noi gli cantiamo in faccia", che Sanremo sia la via nazional-popolare alla bestemmia? Certo, se non è un segno dei tempi questo.... Che Technesya cominci ad essere un po’ superato? :O

POLITICA E SCHIZOFRENIA
Va beh, chiudiamo questa rassegna delirante con lo pseudo-mutantropo più delirante di tutti: mr. Angelino Alfano! Finché era il cane al guinzaglio di Berlusconi non se lo cagava nessuno, sembrava l'uomo inutile, un sorriso di facciata ma mai una proposta ascoltata, un'affermazione che passasse attraverso l'indifferenza dei compagni di partito. Un uomo di carta, un testa di legno, 'nu guapp'e cartone. Ora che crede di essere ciò che prima gli dicevano che fosse, insulta chi oggi è com'era lui e non sapeva di essere (sì, a rileggerla si annoda il cervello persino a noi ;) Grazie Angelino, sei l'eroe del surrealismo semiotico-identitario che poco a poco ci pervaderà tutti! 
Sempre a proposito di sapersi accettare, eh? ;D